FYI.

This story is over 5 years old.

News

Nazisti per caso

Se la candidatura di Fidel Mbanga Bauna con la Destra vi sembra contraddittoria, leggetevi queste storie di surreal-nazismo.
10 gennaio 2013, 10:18am

Jack Kerouac, Rino Gaetano, Che Guevara, Fidel Mbanga Bauna. Non bastavano i primi tre a confondermi le idee sull'ultradestra in Italia, adesso ci si mette anche lui. “Il popolare volto del Tg3,” “il primo mezzobusto di colore in Italia,” l'uomo specializzato in servizi sui piatti tipici del basso Lazio ha fatto l'outing definitivo: è di destra. La destra vera, non quella di AN con cui si era presentato nel 2003. Conteso tra i fascisti del terzo millennio e quelli del secondo, l'affaire Bauna è ormai risolto: niente Casapound, alle regionali del Lazio correrà per la Destra di Storace.

Si sa, il marketing politico è quello che è: un nero nelle liste allontana le accuse di razzismo. Dai commenti su facebook però si capisce che la base non ha apprezzato la mossa: “pure coi negri e dice che sono di destra, ma che destra è?”, “se vi piacciono questi personaggi, portateveli a casa vostra. I coccolanegri non mi sono mai piaciuti,” “se questo nero ha il passaporto italiano non dimentichiamoci che siamo bianchi.”

Nonostante commenti del genere non giungono inaspettati, e anche se probabilmente arrivano da una minoranza dei sostenitori della Destra, tutti ci siamo chiesti cosa abbia portato Bauna a fare una scelta politica di questo tipo.

In realtà, l'estrema destra (quella nazista, per intenderci) non è del tutto nuova a episodi del genere, storie che confrontate a quella di Bauna appaiono surreali, al limite—e in fondo non adatte all'Italia, perché gli italiani la politica la prendono già in maniera surreale.

SUPREMAZIA ARABA

Poco dopo la caduta di Mubarak, in Egitto sono nati nuovi partiti e altri sono usciti allo scoperto. Tra le 40 formazioni, una merita davvero attenzione: nel maggio 2011, un gruppo capeggiato da tale Emad Abdel Sattar avrebbe infatti annunciato l'intenzione di dare vita a un Partito Nazionalsocialista Egiziano. Nessuno aveva mai sentito parlare di nazisti egiziani, tantomeno gli egiziani, e quando i giornalisti gli hanno fanno notare la cosa, Sattar ha replicato: “ovvio, eravamo in clandestinità.” Bella mossa. Se pensate che questo curioso sincretismo tra arabi e croce uncinata sia volto a tingere i capelli biondo platino a più di 80 milioni di egiziani, a mettergli lenti a contatto azzurre e a farli ubriacare di schnaps, vi sbagliate. L'obiettivo del partito è solo uno: “fare degli arabi, della razza araba, la razza migliore,” puntualizzando, “la sola e unica cosa che abbiamo adottato dal nazismo è la supremazia razziale!” Insomma, tutta la baracca ruota intorno all'estetica nazi che in quel gran casino che è il Medio Oriente fa sempre un certo effetto.

BASTA CREDERCI

Vi ricordate il film The Believer? Era un film di merda e parlava di un ragazzetto americano che nel pieno di una crisi adolescenziale diventa un naziskin. Ah dimenticavo, era ebreo. Più o meno quello che è successo in Israele nel 2007, quando la polizia ha arrestato una banda di neonazisti a Tel Aviv. Erano in otto e facevano le solite cose da nazisti nel resto d'Europa, menare la gente e inneggiare a Hitler. La cosa assurda è che erano tutti discendenti da ebrei russi e in forza di ciò avevano la cittadinanza israeliana. Il capo della banda era consapevole delle proprie origini e prima della cattura aveva scritto: “Non voglio figli, mio nonno era mezzo giudeo e non voglio lasciarmi dietro progenie con spazzatura ebrea nel sangue.” Quando qualcuno gli ha fatto notare che nei tempi che rimpiangeva un nonno nazista era sufficiente per andare dritto in un lager, il giovane capo della banda ha dichiarato che comunque contava “essere nazista e rimanere nazista.” Adesso sono tutti in prigione.

L'IMPORTANTE È IL "COME"

Un altro ossimoro neonazista viene dall'Europa dell'Est. In questo caso è meglio di parlare di un enorme disguido. Csanad Zsegedi è uno dei più attivi membri di Jobbik, partito dell'estrema destra ungherese. Prima di essere eletto al Parlamento Europeo ha trascorso alcuni anni di gavetta nella Guardia Magiara, pittoresco braccio paramilitare del partito (Magnum, camicia marrone, gilet da pescatore di Decathlon, baffi e pizzetto). Sciolta la guardia è rimasto solo Jobbik, che comunque non vede di buon occhio rom, ebrei, omosessuali, immigrati e mi sa pure romeni. L'atmosfera è talmente serena che alcuni suoi membri si fanno il test del DNA per vantarsi di non avere ascendenze ebraiche o rom. Csanad si era sempre rifiutato di fare il test e nel 2010 iniziano a trapelare voci sulle sue origini ebraiche, lui smentisce, poi corrompe un giornalista per farlo stare zitto, poi ammette: “È vero, sono ebreo.” Ha scoperto che la nonna materna non solo è ebrea, ma è anche sopravvissuta a un campo di concentramento tedesco. Pare che non l'abbia presa molto bene e dopo aver dichiarato che “non importa essere di pura razza ungherese, l'importante è come si è ungheresi,” è uscito dal partito.

AMORE VERO

Chiudiamo con una storia d'amore. Anche qui alla base c'è un enorme equivoco. Pawel e Ola sono una coppia di skinhead molto attivi tra i neonazisti di Varsavia. Stanno insieme dai tempi del liceo e la loro vita non è poi tanto male fino al colpo di scena: Ola scopre di essere ebrea. Non sa come dirlo al marito, poi fortunatamente arriva il contro-colpo di scena: anche lui tramite i genitori scopre di essere ebreo. All'inizio faticava a guardarsi allo specchio, ma alla fine si è abituato e insieme alla moglie ha iniziato a frequentare la Sinagoga. Pawel ammette: “non ho rancore per quelli che ho picchiato, ma loro possono averne nei miei confronti.” Adesso lavora come macellaio kosher e la moglie come supervisore della cucina.

Segui Gabriele su twitter: @GabCarracoy