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King Dude sta per far uscire l'album più sexy del 2016

Ascolta tutto "Sex" in anteprima e preparati a lasciarci le mutande.

Il King è tornato. Dopo quella che ai suoi seguaci è parsa un'eternità, TJ Cowgill—meglio conosciuto come King Dude—ha annunciato l'uscita di un nuovo album, in arrivo dopo varie collaborazioni (tipo quella con Julee Cruise) e uno split con il collettivo ambient-spiritico tedesco Dolch, che hanno seguito il suo ultimo vero LP. La prima volta che ne ho sentito parlare è stato qualche mese fa, quando ho incontrato lui e la sua partner a Reykjavik, e ricordo bene il modo diabolico in cui le sue labbra si sono increspate mentre mi diceva: "Si intitola ​Sex​". Non è stata una sorpresa; c'è un motivo se Noisey si riferisce a Cowgill come a "il nostro diabolico dio del sesso annegato nel whisky preferito".

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Sex invita l'ascoltatore ad avvicinarsi fin dall'inizio, lento e delicato, con atteggiamento da seduttore. La fede luciferista di Cowgill è presente ma non protagonista com'era nell'album precedente, Songs of Flesh & Blood - In the Key of Light​_ del 2015. Continua a mescolare sacro e profano con grazia diabolica, come possiamo vedere nell'ubriacante incipit (e mia canzone preferita) "Holy Christos", ma qui l'album fa esattamente quello che promette; parla senza dubbio di molte cose (cose che Cowgill saprebbe spiegare molto meglio di me), ma alla fine, come la malinconica e darkeggiante "Who Taught You How to Love" mette in chiaro, ​Sex _​parla di fare l'amore—e in alcuni casi anche di scopare.

La traccia sopracitata vede Cowgill ululare con la sua miglior voce alla Type O Negative, per poi passare immediatamente a strisciare nella polvere spaghetti western con "I Wanna Die at 69", piena del suo inimitabile ruggito gutturale. Una dolce ballata d'amore neofolk come "Our Love Will Carry On" si fa notare come una mosca bianca in questo eclettico miscuglio di canzoni; ​Sex​ vede Cowgill passare di genere in genere, dal suo tipico neofolk crepuscolare al blues, country, post-punk, elettronica, rock'n'roll e, ovviamente, tonnellate di dark rock. Nella seconda metà dell'album si lascia veramente andare, però, e l'ambiente si riscalda dopo l'interludio strumentale "Conflict & Climax".

Dopo la seduzione della sinuosa "The Leather One", King Dude alza il volume con bangeroni diretti come l'inaspettatamente tagliente "Sex Dungeon USA", un brano rock'n'roll zozzo e rauco che non sfigurerebbe in un disco dei Midnight, e l'arroganza proto-punk a sfondo sessuale di "Swedish Boys". La verve ritmica post-punk in "Prisoners" ne bilancia lo spettrale duetto vocale, mentre "The Girls" la butta totalemente nel surrealismo, un'inaspettata versione di King Dude che imita i Beatles con tanto di pubblico in studio, voci stranamente distorte e percussioni scampanellanti. Come finale, Cowgill torna in territori più conosciuti con la tremolante "Shine Your Light", una quieta ballata da cuori spezzati e peccatori pentiti.

L'album sarà disponibile in vari formati e diverse versioni in Europa per Ván Records​ e nel resto del mondo per l'etichetta di King Dude Not Just Religious Music a partire dal 28 ottobre. Lasciate che vi insegni come tornare ad amare—ve lo garantisco, miei amati e amate, è valsa la pena di attendere.

Foto di Angel Ceballos.

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