Le foto surreali di Prue Stent

Questa giovane fotografa vuole cambiare il modello di bellezza, anche e non sa ancora cosa intende di preciso.

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gen 27 2015, 6:00am

Prue Stent ha 21 anni e ha finito l'università solo pochi mesi fa, ma di recente è diventata molto seguita su Instagram, specie tra le più giovani, per le sue foto insolite, surreali e a tratti macabre, che ritraggono ragazze in contesti piuttosto infantili. I suoi lavori hanno generato un dibattito che tocca temi come il genere, la bellezza e la giovinezza—un dibattito a cui la giovane autrice partecipa in modo non sempre consapevole. Abbiamo parlato con lei della sua evoluzione artistica e della sua crescente popolarità.

VICE: Hai solo 21 anni eppure i tuoi lavori sembrano già molto maturi.
Prue Stent: Mi sono sempre interessata alla fotografia. È cominciato tutto con quelle piccole macchine fotografiche usa e getta che si usano per fare le foto alle feste. Ne compravo a centinaia e fotografavo tutto quello che vedevo. Mia madre mi racconta che da piccola spesso mi mettevo a sfogliare gli album di famiglia, in lacrime, anche se nelle foto non c'era nessuno che conoscevo. Credo che fosse una questione emotiva.

Nelle tue foto ricorre spesso il tema dei generi e del cambiamento di genere. Anche questo è un argomento di cui ti sei sempre interessata?
In questo caso si tratta di un interesse più recente. Prima, la mia fotografia era più naturale. Col tempo, riflettendo di più sul perché facevo quello che facevo, perché sentivo il bisogno di fotografare ogni cosa. È più una cosa inconscia—ancora adesso faccio fatica ad esprimere davvero quello che voglio dire. A volte contestualizzo troppo o vado troppo nel dettaglio.

Il tuo lavoro è stato associato al femminismo. Pensi che questa associazione sia utile?
È sicuramente di moda; in realtà penso che il mio lavoro vada un po' oltre, che non si concentri solo su quello. Credo che nelle mie foto ci sia qualcosa di strano e insolito. Penso che sia questo ad attrarre le persone, non il femminismo.

Qual è secondo te il motivo di questa attrazione?
Penso che sia perché nelle mie foto ci sono degli elementi familiari che si mescolano con un aspetto misterioso e inquietante. In un certo senso, sovvertono l'idea comune di bellezza, trasformandola in qualcosa di strano.

Ti sei mai sorpresa della reazione ai tuoi lavori?
Sì. Personalmente, nelle mie foto non vedo niente che possa essere inteso come una sfida, ma potrebbe essere per via del giro che frequento. Siamo tutti molto aperti. Tuttavia, su Instagram e in internet trovo spesso dei commenti veramente strani. Ad alcune persone piacciono i miei lavori, ma altre dicono, "Perché questa roba è considerata arte?"

Che cosa intendono?
Per dire, spesso vengo criticata perché non fotografo molte donne di colore, ed è una cosa che trovo molto interessante. Penso che il motivo sia che fotografo principalmente me stessa, mia sorella e la mia amica Honey. Ci sono persone che si sono sentite offese e hanno commentato, Non ti seguirò più perché ti rifiuti di fotografare donne di colore.

Parliamo di Honey Long. Anche lei è una visual artist e lavorate molto insieme. Ti ha influenzata molto?
Sì, un sacco. Aggiunge sempre moltissimo, il suo contributo è fondamentale—così come quello di tutte le amiche con cui collaboro. Non ce l'avrei mai fatta senza di loro. Honey si occupa di scultura, per cui il suo obiettivo è sempre usare il corpo femminile come una scultura, inserirlo in un certo contesto e poi manipolarlo. Ciò significa che tutto cambia sempre, e io non so mai bene cosa stiamo facendo mentre lo facciamo, ma di certo so che si tratta di qualcosa che è molto importate per la mia fotografia.

Che cosa ti interessa di più in questo momento?
Direi che mi attrae l'idea di creare un modello di bellezza alternativo, al quale la gente non è abituata. Ma non so ancora se tutto questo ha senso.

Segui Wendy Syfret su Twitter: @wendywends

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