
Anche se l’account di @blacktric’s è stato cancellato, questo tweet è ancora visibile qui.
Dopo gli attacchi di Parigi di venerdì, il mondo si è risvegliato nello sgomento. Ma i membri del Gamergate—un movimento che, dopo alcuni scandali nel settore, si è battuto per la trasparenza e l’etica nel mondo del giornalismo videoludico, per poi vedere alcune sue frange degenerare in azioni fortemente sessiste ai danni di numerose giornaliste di settore—hanno avuto una reazione un po’ diversa. Hanno usato questa tragedia per far passare il giornalista canadese Veerender Jubbal, che aveva criticato il Gamergate, come uno dei responsabili degli atti terroristici di Parigi.
Poche ore dopo gli attacchi, l’utente Twitter @blacktric ha twittato la foto che vedete sopra con la didascalia: “Diffusa una delle foto degli attentatori di Parigi. L’aveva postata su Twitter poco prima dell’attacco.”
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Jubbal ha sempre criticato il Gamergate, e lo ha fatto in particolare attraverso Twitter, fino a diventare uno degli obiettivi delle frange più aggressive del gruppo dopo aver dato vita all’hashtag #stopgamergate2014. È anche un attivista ed è di religione sikh—fatto che ha spinto alcuni Gamergater a ipotizzare che Jubbal fosse un terrorista, in virtù della stupidissima equazione sikhismo=islam=terrorismo che può essere rintracciata anche nei tweet degli account pro-Gamergate indirizzati a Jubbal.
L’immagine originale, un selfie scattato in un bagno con l’iPad, è stata pubblicata il 4 agosto 2015 dallo stesso Jubbal. L’immagine era stata twittata da @blacktrick sette giorni dopo, e stando alla conversazione riportata qui sopra, è riapparsa in versione alterata tramite l’utente @turd_wartsniff (da qui in poi TW). Nella versione di TW, oltre a modifiche di minore rilievo, l’iPad viene sostituito da un Corano, e addosso a Jubbal compare una cintura di esplosivi.
Dopo gli attacchi di Parigi, l’immagine così modificata e retwittata è stata ripescata da diverse testate online e offline, incluse Sky TG24, Il Fatto Quotidiano e il quotidiano spagnolo La Razón. Quest’ultimo ha pubblicato il volto di Jubbal in copertina, definendolo “uno dei terroristi.” Anche se successivamente il giornale ha rettificato, il danno era ormai fatto, e in poche ore Jubbal è passato da perfetto sconosciuto a volto degli attacchi di Parigi.

Screenshot via Bufale.net.
Per chi conosce abbastanza da vicino il mondo Gamergate, però, la foto modificata non rappresenta affatto una sorpresa. Alcuni dei membri del gruppo sono l’esempio perfetto delle difficoltà incontrate dalle autorità nel fronteggiare i comportamenti violenti online. Il Gamergate è un movimento decentralizzato, composto principalmente da persone che agiscono nell’anonimato e che pure sono in grado di veicolare grandissima attenzione su coloro che ritengono “nemici”. I membri del gruppo hanno negato qualunque tipo di legame tra il Gamergate e l’immagine Photoshoppata di Jubbal, ma VICE è in grado di dimostrare il contrario.
L’immagine photoshoppata di TW è oggetto di una discussione avvenuta con @blacktric l’11 agosto, ma è apparsa per la prima volta online il 13 agosto.
TW ha pubblicato l’immagine altre tre volte prima del 13 novembre, e non appena ha ricominciato a circolare, la paternità dell’immagine è stata confermata dallo stesso @blacktric.
TW è la stessa persona dietro a una serie di immagini, photoshoppate e non, che prendono di mira gli oppositori del Gamergate. Tra gli obiettivi preferiti di TW ci sono Arthur Chu, Anita Sarkeesian e Zoe Quinn, tutte persone che si sono espresse pubblicamente contro il Gamergate. L’account pubblica inoltre immagini con il logo Gamergate e altre raffigurati Vivian James, il cartoon del Gamergate. Qui di seguito, alcuni tweet contro Anita SArkeesian e l’indie developer Brianna Wu:
I membri del Gamergate hanno dichiarato più volte che @blacktric non ha niente a che fare con il gruppo, ma l’affermazione è contraddetta dai suoi post in un subreddit GG, da conversazioni con il referente legale di GG Mike Cernovich e dai suoi commenti su articoli legati al gruppo. Tra tutte le prove fornite dal Gamergate a supporto della non appartenenza di @blacktric al gruppo c’è anche un tweet dove quest’ultimo si riferisce a GG con il “noi”.
Prima che fosse cancellato, sull’account Twitter di blacktric si poteva anche leggere il tweet, “Il Gamergate è la cosa migliore che sia mai successa al mondo dei videogiochi e al giornalismo.” E non è difficile trovare ulteriori prove della sua affiliazione—basta cercare su Google “Gamergate” e “blacktric” insieme. Grazie a una fonte anonima abbiamo identificato chi c’è dietro questo account: un 24enne turco. Abbiamo passato l’informazione a Jubbal e alle autorità competenti.
È innegabile che sia la persona che ha creato l’immagine che chi l’ha diffusa dopo gli attacchi di Parigi siano legate al Gamergate. Quando l’immagine photoshoppata di Jubbal ha iniziato a essere ripostata ovunque @blacktric ha cancellato il suo account. Anche quello di TW è scomparso. È altrettanto innegabile e pacifico che la maggior parte dei membri del Gamergate voglia dissociarsi da @blacktric e TW, dal momento che le loro azioni sono in aperto contrasto con gli obiettivi dichiarati del gruppo—ovvero, promuovere maggiore trasparenza sulle relazioni personali e professionali tra i membri e i mezzi di informazione del giornalismo videoludico. Ma i legami restano.
Le conseguenze del fotomontaggio devono ancora essere pienamente calcolate, ma possiamo supporre che tra queste ci sia il fatto che la polizia francese abbia sprecato tempo dopo uno dei peggiori attacchi terroristici della storia del paese. Jubbal per tutto il resto della vita dovrà fare i conti con la possibilità che qualcuno decida di vendicarsi con la persona sbagliata. E ovviamente l’IS deve essere deliziato dal fatto che il Gamergate stia creando un polverone intorno ai suoi membri, veri e presunti.
Anche se non credo che l’immagine creerà ancora scandalo o che altre testate possano ancora cascarci, il fatto è che qualcuno ci è già cascato, e che le conseguenze possono essere gravi. Le reazioni degli altri sostenitori del Gamergate nei giorni successivi sono state di malcelata ironia e gioia—e sono bene esemplificate dal giornalista di Breitbart Milo Yiannopoulos, che ha mandato una mail a Jubbal e ne ha pubblicato il testo online:
Possiamo fare tutte le ipotesi che vogliamo su questa domanda, oppure possiamo considerarla nel contesto del titolo e del tono dell’articolo comparso su Breitbart: “Media fooled by deplorable, irresponsible, absolutely not funny trolling of Gamergate critic.” Gli utenti hanno reagito riducendo la questione a deprimenti minimi termini: “Quando sono anni che chiami gli altri terroristi, davvero puoi arrabbiarti se qualcuno chiama terrorista te?”
Inoltre, quelli vicino al Gamergate hanno ripostato la foto su Twitter, mentre altri hanno aggiunto confusione alla confusione pubblicando falsi tweet di Jubbal, come questo:
Qualunque possa essere l’esito, la situazione servirà da lezione sul fatto che è necessario attuare un’attenta selezione dei membri di gruppi come il Gamergate—in questo caso alla vicenda è seguito il rifiuto delle accuse e l’immediata cancellazione della prova, seguita dalla controdichiarazione che il Gamergate starebbe invece aiutando Jubbal segnalando l’immagine come falsa. Ovviamente dopo che il danno è stato fatto.
Il Gamergate è considerato un gruppo “d’odio” per motivi molto evidenti: alcuni dei suoi membri sono stati denunciati per misoginia, razzismo, antisemitismo e transfobia. Jubbal è solo l’ultima delle vittime che hanno vessato, giustificando le proprie azioni col fatto che “le vittime se lo sono meritato”. “È giustizia, è lui il responsabile della sua sfortuna,” è una frase tipica dell’utente gtt443.
Ma forse accusare un uomo innocente di uno dei più terribili atti terroristici mai avvenuti in territorio europeo, a poche ore dai fatti, sarà anche l’episodio che segnerà la fine del Gamergate. Jubbal è al sicuro in Canada e ha intenzione di denunciare i responsabili. Ecco una parte della dichiarazione che ha rilasciato a riguardo (qui in versione integrale):
“In tutto il mondo, 25 milioni di sikh e 1,5 miliardi di musulmani piangono le atroci violenze di Parigi e Beirut della scorsa settimana. Chiedo che le testate che hanno pubblicato la mia foto la ritirino e si scusino, ma anche che si impegnino a educare i loro lettori sulla fede sikh, la quinta religione al mondo per diffusione.
“Quando consideriamo intere religioni e comunità come se fossero un fascio unico, stiamo dando ai terroristi proprio quello che vogliono. Siamo più forti davanti alla minaccia del terrorismo e della bigotteria se siamo uniti. Questa foto falsa è un’opportunità per tutti noi di diventare più forti e di comprenderci meglio gli uni con gli altri.”
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