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La storia della Specola Vaticana, l'Osservatorio astronomico del papa

Il Vaticano ha da secoli un grosso osservatorio astronomico: è la Specola Vaticana, uno strano crocevia tra religione e scienza.

di Federico Nejrotti
15 gennaio 2016, 12:08pm

L'Osservatorio Astronomico Vaticano, via Wikimedia.

Sono nato e cresciuto in una famiglia italiana da manuale, in particolare per quanto riguarda la mia educazione religiosa. I miei genitori sono cristiani non praticanti, e per questo sin da molto piccolo ho subito la più classica delle tecniche di lavaggio di mani religioso: sono stato spedito all'oratorio—principalmente durante le vacanze estive—della chiesa più vicina a casa mia.

I miei primi anni in oratorio sono stati seguiti dalle lezioni di catechismo, prima per la Comunione e poi per la Cresima, e infine, senza rendermi ben conto se lo volessi davvero o meno, ho speso alcuni anni della mia vita a essere un ottimo chierichetto. Di punto in bianco, verso la fine delle scuole medie, mi sono allontanato da quel mondo: non lo disprezzavo—semplicemente non mi interessava più.

Forse è proprio per quegli anni passati in quell'ambiente che oggi nutro una sorta di affetto infantile verso gli ecosistemi religiosi italiani: per quanto riguarda la Chiesa, la mia lista di questioni da sistemare e da discutere è pressoché infinita, ma proprio non ce la faccio a identificare i piccoli oratori come culla della futura casta religiosa antagonista.

Papa Leone XIII, promulgatore nel 1891 del motu proprio Ut mysticam, che ha sancito la fondazione della Specola Vaticana. via Wikimedia

Questi primi tre paragrafi sono il motivo per cui, quando ho cominciato a recuperare informazioni per scrivere questo articolo, mi si è un po' spezzato il cuore quando il Direttore della Specola Vaticana ha rifiutato la mia richiesta di intervista a causa della "linea editoriale provocatoria e politicamente scorretta di VICE." Non ha tutti i torti, e mi rendo conto che possa essere paradossale chiedere a un uomo di chiesa un'intervista per VICE, ma come faccio a fidarmi della Chiesa se i suoi ministranti si rifiutano di parlare con le persone lette da chi in futuro potrebbe mandare i suoi figli all'oratorio?

La Specola Vaticana è l'Osservatorio Astronomico e il centro di ricerca scientifica della Chiesa Cattolica, ha sede in Città del Vaticano ed è uno degli osservatori astronomici più antichi del mondo: la sua storia comincia nella metà del XVI secolo, quando nel 1578 Papa Gregorio XIII fa erigere la Torre dei Venti e vi invita numerosi astronomi e matematici gesuiti del Collegio Romano per preparare la riforma del calendario promulgata nel 1582.

Da allora la Torre dei Venti si trasforma nella roccaforte scientifica della Santa Romana Chiesa: dopo decine di anni di soddisfazioni scientifiche provenienti direttamente dai gesuiti del Collegio Romano, la goccia che fa traboccare il vaso arriva grazie al padre astronomo gesuita Angelo Secchi, "il più grande astronomo italiano dell'Ottocento," ricordato per essere stato il primo—tra il 1861 e il 1868—a classificare le stelle in base ai loro spettri.

Uno scatto dell'Osservatorio Astronomico Vaticano.

Leone XIII non si lascia sfuggire l'occasione, e decide che è giunto il momento di contrastare quella strana e immotivata tendenza a definire la Chiesa come contraria al progresso scientifico: "Per gettare disprezzo e odiosità sulla mistica Sposa di Cristo, che è vera luce, i figli delle tenebre sono soliti di calunniarla di fronte agli indotti e chiamarla amica dell'oscurantismo, fomentatrice d'ignoranza, nemica della scienza e del progresso, rovesciando essenza e significato di nomi e cose," si legge all'inizio del motu proprio Ut mysticam emanato il 14 marzo 1891 da Leone XIII. Così la Torre Gregoriana diventa ufficialmente sede della Specola Vaticana, e polo fondamentale della ricerca scientifica cattolica.

Bisogna aspettare l'inizio degli anni trenta per un nuovo cambio di sede, " l'aumento delle luci elettriche che aveva accompagnato la crescita urbana della 'Città eterna' aveva reso il cielo di Roma così luminoso da rendere impossibile agli astronomi lo studio delle stelle più deboli," si legge nell'archivio della Documentazione Interdisciplinare di Scienza & Fede, "Papa Pio XI dispose allora che la Specola si trasferisse nella sua residenza estiva a Castelgandolfo, sui Colli Albani, circa 25 km a sud di Roma."

La Specola viene quindi nuovamente fondata, e verso il 1935 i Gesuiti vincono la lotteria della ricerca scientifica e ottengono un Osservatorio nuovo di zecca: nessuna batteria di pentole allegata, ma tre nuovi telescopi e un laboratorio astrofisico per analisi spettrochimiche. Nel 1980, però, Roma è di nuovo troppo al passo coi tempi per continuare a essere compatibile con le ricerche dei Gesuiti: ci sono troppe luci artificiali, il cielo è troppo luminoso—Così, nel 1981, buona parte del personale di ricerca viene trasferito a Tucson, in Arizona, e viene fondata una seconda sede della Specola Vaticana, il VORG: Vatican Observatory Research Group, sul Monte Graham.

Uno scatto dell'Osservatorio Astronomico Vaticano.

Il cammino scientifico di Dio non ha però trovato pace nemmeno in Arizona, gli indiani Apache che presiedevano precedentemente il Monte Graham non sono esattamente scoppiati di gioia alla notizia della costruzione nelle loro terre di un grosso titano metallico per scrutare i cieli; come si legge in un articolo di Sandro Magister, uscito su L'Espresso nel 1999:

Per prima cosa i dieci gesuiti che vi lavorano fotografarono la Nebula Crab, un magnifico fiocco di polvere stellare che è quanto resta di una supernova vista esplodere nei nostri cieli nel 1054 dopo Cristo. Perché? Perché alcuni Apache erano già da parecchio sul sentiero di guerra contro l'osservatorio del Vaticano. E proprio la Nebula Crab poteva fare da calumet della pace, nelle speranze dei gesuiti astronomi. "Esistono prove che l'esplosione di questa supernova fu notata anche dai primitivi abitanti dell'Arizona, gli indiani Anasazi di Chaco Canyon", spiega padre Christopher Corbally. Ma niente da fare. Gli Apache, convinti che il Graham è un monte sacro e intoccabile, non si sono commossi. Continuano a far balenare che prima o poi gli spiriti puniranno chi ha violato la loro montagna.

O ancora, la preoccupante minaccia degli scoiattoli rossi del Monte Graham:

Pochi anni prima, a mettere in pericolo la costruzione del nuovo osservatorio vaticano erano stati gli scoiattoli rossi, una specie rarissima i cui ultimi cento esemplari sopravvivevano proprio sulle cime del Graham. Gli ambientalisti avevano fatto il diavolo a quattro e bloccato i lavori. Ma poi si scoprì che gli scoiattoli s'erano trasferiti di loro spontanea volontà a quote più basse, ben più ricche di saporiti pinoli. E avevano ripreso allegramente a moltiplicarsi.

Uno scatto dell'Osservatorio Astronomico Vaticano.

Le parole presenti sul sito ufficiale del Vatican Observatory sono una bella ventata d'aria fresca, a partire dai virgolettati attribuiti a Benedetto XVI, in cui invita a "considerare l'immenso progresso scientifico operato sulla conoscenza nell'era moderna e, in maniera particolare, a osservare e studiare questi nuovi orizzonti con spirito di scoperta, ponendo massimo impegno nella ricerca della verità, ovunque essa si debba trovare." A partire da questi vagiti di speranza progressista, la Specola si pone alcune domande su cui concentrare la propria ricerca, "Siamo soli? Ci sono altre Terre? Come si formano e evolvono le stelle e i pianeti? Come si formano e evolvono le galassie? Cos'è la materia e l'energia oscura? Cosa conosciamo dei primi istanti dell'universo? Ci sono più universi?" Due spicci da sermoni creazionisti, insomma.

La Specola Vaticana si sta indubbiamente impegnando: che si tratti di ricerca, dove i campi toccati sono diversi, o di relazione tra religione e scienza, il lavoro svolto è tanto. In particolare, nel secondo caso, la Specola Vaticana gioca un ruolo piuttosto importante nel dibattito sull'oscurantismo religioso, "Anche se il ruolo principale dell'Osservatorio Vaticano è quello di formare un ponte tra la scienza e la Chiesa Cattolica, gli studi riguardanti la scienza, la filosofia e la teologia hanno costituito una divisione indipendente delle attività dell'Osservatorio: ciò avviene sin dal 1987, quando vengono organizzate due conferenze interdisciplinari in risposta alla richieste di Papa Giovanni Paolo II di sviluppare un filone che possa allo stesso tempo commemorare il Philosophia Naturalis Principia Mathematica di Sir Isaac Newton e contribuire al dialogo tra la cultura scientifica e religiosa."

La verità è che morirei dalla voglia di conoscere nello specifico le scoperte e le ricerche che la Specola Vaticana sta portando avanti. Dagli slanci transumanistici fino a astruse congetture sulle anomalie del cosmo, non riesco minimamente a immaginare quali meraviglie metafisiche possano essere saltate fuori dall'intersezione seria e ragionata di scienza e religione. Purtroppo la Specola Vaticana ha preferito non raccontarmi il suo lavoro a causa della nostra "linea editoriale provocatoria e politicamente scorretta."

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