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Tecnologia

Mentre dormiamo il nostro cervello funziona benissimo

Un team di neuroscienziati ha provato che il nostro cervello riesce a rispondere a input uditivi anche durante il sonno.
Immagine: servickuz/Shutterstock

Che cosa pensiamo quando pensiamo al sonno? Sicuramente all'assenza di pensiero, a uno spegnimento totale della nostra mente e a un'isolamento dal mondo esterno, del quale vengono silenziati gli input con cui siamo obbligati ad avere a che fare per 16 o 18 ore al giorno. Possiamo sognare, camminare per la casa o fare altro, ma generalmente quello del sonno è un pacifico regno di tenebre.

Ma forse non siamo davvero così "fuori dalla realtà" mentre dormiamo. Una nuova ricerca pubblicata su Current Biology descrive alcuni esperimenti in cui sono stati sottoposti problemi legati alla classificazione di parole a soggetti in stato di incoscienza, con l'obiettivo di testare se il cervello rimanesse reattivo anche mentre il soggetto dormiva.

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Le scoperte hanno indicato senza ombra di dubbio che quello "spegnimento del cervello" non si verifica. Secondo la lettura EEG dell'attività neurale, il cervello processava i problemi che gli venivano sottoposti, ed era anche in grado di arrivare alla conclusione corretta.

L'esperimento è iniziato con i soggetti in stato di veglia. Veniva loro presentata una sequenza di parole, e veniva chiesto di premere semplicemente un bottone con la mano se la parola indicava un animale, o un altro bottone con l'altra mano se la parola indicava un oggetto.

Durante questo processo i ricercatori sono stati in grado di rilevare i pattern dell'attività cerebrale per ogni risposta, in modo da comprendere la risposta di un soggetto senza la necessità di un bottone: una parte del cervello si attivava per un animale, un'altra parte se si trattava di un oggetto. Il team di scienziati ha scoperto che il cervello continuava a rispondere ai problemi di classificazione, anche se più lentamente, mentre il soggetto dormiva. Nel linguaggio dei neuroscienziati, il team ha scoperto una "velata attivazione della corteccia motoria anche se gli stimoli erano mascherati e presentati sotto la soglia della consapevolezza." Il cervello anticipa sempre il bottone.

"Questo spiega alcune esperienze come la sensibilità al nostro nome durante il sonno o il riconoscimento del suono specifico della sveglia, se comparati a suoni ugualmente forti ma meno rilevanti," ha affermato Sid Kouider, neuroscienziato cognitivo. "Lontane dal cadere in un limbo durante il sonno, alcune parti del nostro cervello riescono a processare cosa sta succedendo intorno a noi e ad applicare uno schema rilevante di risposte." Insomma, percezione senza veglia.

Questa nuova ricerca si aggiunge a un gran numero di studi che dimostrano le capacità del cervello in stato di incoscienza. Esempi rilevanti: uno studio del 2012 ha scoperto che il cervello di un dormiente è in grado di imparare nuove informazioni (come associare odori a suoni differenti): uno studio del 1998 mostra che il cervello durante il sonno risponde in modo diverso a coppie di parole relazionate o non relazionate: una meta-analisi del 2007 ha concluso che il cervello incosciente mantiene un livello significativo di organizzazione conscia.

Non ci resta che considerare le possibilità di questa attività, e il suo potenziale. Se esiste, perché mai dovremmo sprecarlo? Mentre ogni interazione con il cervello durante il sonno rimane automatizzata piuttosto che esecutiva (non sarebbe un cervello dormiente altrimenti, ovviamente), potrebbe non essere esclusa la possibilità dell'apprendimento durante il sonno. Kouider avvisa, tuttavia, che "le ricerche che si concentrano su come beneficiare del nostro periodo sonno devono considerarne i costi associati, la fatica, e se ne valga davvero la pena."

Abbiamo ancora bisogno di dormire, dopotutto.