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Design

"Album Cover Cover" reinterpreta le copertine dei dischi iconici

Avevamo bisogno di copertine alternative degli album rock più leggendari? Sì.
17 giugno 2014, 7:00am

La cultura pop odierna si concentra sulla rivisitazione del passato recente (chiedetelo al critico musicale Simon Reynolds). L'entrata nel mainstream dell'hip hop e della dance ha portato all'ubiquità della cultura del remix. La dilagante mania dei remake a Hollywood trasforma produzioni anche non troppo vecchie, come 21 Jump Street, rifatte da capo a piedi per conformarsi ai gusti contemporanei. E anche il fenomeno dei cosplay nasce dal desiderio di rappresentare opere ancora (più o meno) fresche per il pubblico più giovane.

E su questa scia, ecco Bruno Leo, l'uomo dietro al Tumblr Album Cover Cover. Il blog, in parte riappropriazione e in parte taccuino d'artista, mostra le reinterpretazioni fatte da Leo degli album a lui più cari. È quasi un gioco che ha creato per se stesso, visto che deve ideare una cover nuova per un album entro la durata dell'album stesso. Oltre all'immagine finale e una piccola didascalia, ogni post riporta la durata del disco, come prova di quanto Leo rispetti le sue stesse regole. Certo, avrebbe potuto metterci più di 29 minuti per partorire una nuova cover per Reign In Blood degli Slayer, ma, per dirla con parole sue, questo progetto è un'opportunità per "mettere in pratica le mie capacità da designer e da art director."

Qui sotto potete vedere un video in timelapse del making of della copertina di III Communication dei Beastie Boys:

Ecco il risultato:

Dopotutto stiamo parlando di un designer e art director professionista dell'azienda di Helsinki Hasan & Partners, dove ha iniziato a lavorare poco dopo il suo trasferimento in Finlandia dal Brasile. L'arte legata alla musica è un'ossessione di Leo da molto tempo, come testimonia la sua tesi di laurea sulla semiotica dei Pink Floyd. Ci fa notare che il creatore della cover di Dark Side of the Moon—Storm Thorgerson della famosa Hipgnosis—è il suo designer preferito.

Riuscirà a produrre qualcosa di iconico come la famosa copertina dei Pink Floyd nel breve lasso di tempo scandito da un album? Probabilmente no, ma visto che la storia della musica è costellata di copertine che sembrano fatte in cinque minuti, almeno l'abilità di Leo nello sfornare lavori intelligenti in così poco tempo è la prova della sua indiscutibile creatività.

E di copertine brillanti Leo ne possiede una gran quantità. Sulla sua cover per Nevermind dei Nirvana, che gli ha rubato 54 minuti, c'è un bambino con un secchiello pieno di dollari e una canna da pesca in mano al bordo di una piscina. L'umorismo sta nel fatto che lo scenario è lo stesso della copertina originale, ma visto da una prospettiva diversa. La copertina di Songs for the Deaf dei Queens of the Stone Age è altrettanto acuta; qui l'originale "spermatozoo che entra in un ovulo" è sostituito da una chitarra che penetra un orecchio.

Leo lavora prevalentemente su album che gli piacciono. Le sue scelte ci suggeriscono che sia diventato maggiorenne più o meno intorno al nuovo millennio, viste le copertine di QOTSA, Weezer e Rage Against the Machine. Si ha l'impressione che la maggioranza degli ascoltatori di rock alternativo (almeno intorno al 2002) capiscano e riconoscano le sue copertine. Ed è altrettanto evidente la sua passione per il metal, visto che ha definito Cowboys from Hell dei Pantera il suo album preferito degli anni Novanta. La sua selezione è sicuramente molto piena di testosterone, ma come chiunque faccia cover (ahah!) si dichiara aperto alle richieste.

Per vedere altre copertine visita Album Cover Cover su Tumblr.