Distant Future: il nuovo collettivo elettronico italiano

Mario Pierro, Polysick, Panoram, Kenobit, Rainbow Island, LRNZ e molti altri si uniscono per tracciare le linee del futuro della produzione musicale.
30.11.16

Uno spettro si aggira per l'Europa — è quello di Distant Future.

Uno showcase il 2 dicembre a Liverpool segnerà l'atto di fondazione di questo nuovo collettivo, al momento un po' misterioso ma animato da alcuni nomi tra i più interessanti dell'elettronica degli ultimi anni: Polysick, Panoram, il giro Upitup, il mago dell'8bit Kenobit, i Rainbow Island, il genio a 360 gradi di LRNZ/Buromaschinen…

Abbiamo raggiunto via mail in Svezia, dove vive da qualche anno, Mario Pierro—già autore di cose incredibili tra mille progetti (Jolly Music, Pigna People, Raiders Of The Lost ARP, MAT101, ROTLA…), che di Distant Future è uno dei fondatori.

Noisey: Che cos'è Distant Future?
Mario Pierro: Distant Future è un'associazione di artisti votata all'escapismo e alla narrazione del futuro.
Ho avuto l'idea iniziale di DF proprio come una etichetta discografica (cosa che poi ha finito per non essere, almeno in senso stretto) che riportasse la narrazione al centro, anziché la celebrazione delle macchine e tecniche usate per produrre la musica stessa. Parlandone con gli altri artisti abbiamo trovato un terreno comune su questo, pur avendo stili e tecniche diversi.

Chi ne fa parte?
In ordine sparso: Raiders of the Lost ARP (Svezia), Panoram, LRNZ, Rainbow Island, Polysick, JFrank (Roma), Kenobit (Milano), Malacarne (Svizzera), Isocore, Jacques Malchance, Pierlo (UK).

Mi pare di capire che ci sia l'obiettivo di fare qualcosa che non sia soltanto musicale, con il coinvolgimento di programmatori, grafici, gente che organizza serate… 
Sebbene la maggior parte di noi sia focalizzata sull'aspetto musicale, siamo aperti ad altre forme espressive: LRNZ / Büromaschinen rappresenta l'esempio perfetto avendo la sua visione sia in forma grafica che musicale.

C'è in qualche modo un legame con le serate Nova del Brancaleone, a livello di musica e di immaginario futuristico e elettronico?
Nova non è direttamente legato a DF, ma è stata una delle occasioni in cui si è potuto creare un ponte tra diverse generazioni di musicisti elettronici di Roma che oggi sono coinvolti nel progetto. Personalmente mi ero già trasferito all'estero quando è successo. Ho avuto la fortuna di lavorare con LRNZ in diverse altre occasioni, e conosco i ragazzi di Upitup da molto tempo. Era ora di muoverci assieme: DF rappresenta una scena creativa che esiste da quasi 20 anni finora senza un nome unico.

Quali saranno i primi passi dopo la vostra compilation-sampler?
Useremo DF come un canale tematico per promuovere materiale prodotto dagli artisti che ne fanno parte, e periodicamente rilasceremo nuovi "sampler" realizzati in comune.

Spiegami questa idea che una sorta di collettivo possa riuscire ad essere molto di più di un'etichetta—con meno obblighi e limitazioni, e più libertà e possibilità di spaziare.
Ho avuto la fortuna di iniziare a produrre musica verso il 1995. Grazie all'impegno di Marco Passarani nel gestire la Nature Records ho potuto creare la mia musica senza dover pensare ad altro per molti anni, fin dall'inizio tra noi c'era un confronto costante, oltre alla condivisione dello studio a Roma. Oggi siamo sparsi in giro per l'Europa, lavoriamo in remoto e abbiamo ritorni economici dalla musica molto più limitati. Avere un collettivo artistico permette di suddividere l'impegno gestionale ed economico tra più persone potendo comunque avere libertà creativa. Inoltre ci permette di confrontarci sui contenuti creando di fatto un meccanismo virtuoso di crescita reciproca. Infine, avere un tema comune che ci rappresenta tutti ci permette comunque di avere un'identità che il pubblico può riconoscere e ritrovare, come in un'etichetta. 

Concentrando gli sforzi di comunicazione invece di competere involontariamente nei news feed, permettiamo anche a progetti più piccoli di essere amplificati e trovare uno spazio, invece di perdersi a causa di un segnale debole e capillare, o a causa delle limitazioni di una etichetta tradizionale (necessità di prodotto fisico, distribuzione, limitazioni alla sola musica).

Qualche tempo fa ho intervistato il tuo socio in Jolly Music Francesco, che mi ha parlato della sua Edizioni Mondo (https://noisey.vice.com/it/article/il-mondo-del-futuro-secondo-francesco-de-bellis). Quali sono i rapporti tra queste due realtà?
DF rappresenta gli artisti individualmente e, non essendo un'etichetta, ogni artista può pubblicizzare una release su Mondo o qualsiasi altro canale. Edizioni Mondo è una creazione di Francesco, che lo rappresenta completamente e che lui dirige artisticamente. È un progetto bellissimo, sono davvero felice che sia riuscito a realizzare questa visione che per me è il completamento di quello che avevamo iniziato assieme con Jolly Music tanti anni fa.

Tu ora come musicista cosa stai facendo? Mi diceva Francesco che uscirà roba su Mondo, appunto.
Sì, c'è un LP di ROTLA su Mondo in arrivo, ancora non posso dire esattamente una data di uscita, ma è un disco davvero impegnativo sul quale ho lavorato per molto tempo e che finalmente si sta concretizzando. Per il resto è appena uscito l'EP con AD Bourke su Really Swing: lavorare con Adam è grandioso e abbiamo molti pezzi su cui proseguire esplorando il nostro background comune nel jazz funk. Ed infine ho ricominciato a produrre delle cose anche più tradizionalmente house: ho finito un remix per una label sudafricana ("Minimal Groove - Remember Me", su AfroMove Music) che dovrebbe uscire a breve. E ovviamente le tracce più elettroniche per il sampler di Distant Future, in uscita il 2 dicembre simultaneamente con il nostro showcase a Liverpool.

Nel caso vi trovaste in terra Brexit, non mancate alla presentazione ufficiale di Distant Future il 2 dicembre a Liverpool.

In caso contrario, trovate tutto sulla pagina Bandcamp di Distant Future, sul loro sito o su Facebook.

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