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Música

L'Algorave è la nuova dance

Quello di scrivere codici in tempo reale per far ballare la gente è un fenomeno abbastanza recente. E anche molto facile da deridere, almeno finché non arriva l'occasione di partecipare a un live.
26 novembre 2013, 10:15am

_Programmatori di Algorave scrivono codici musicali _

Per la maggior parte delle persone, l'unico codice da considerare in discoteca è quello dell'abbigliamento. Ovviamente, lo stesso non vale per tutta quella sottocultura musicale che consiste nel guardare persone che compongono musica con il computer scrivendo dei codici in tempo reale. L' "Algorave"—o algorithmic rave—è un tipo di musica definito come "totalmente o in parte caratterizzato dall'emissione di una serie di condizionali ripetitive."

Diciamolo apertamente, è una descrizione di merda; è impossibile immaginarsi delle persone che fanno la fila fuori da un locale per assistere all'emissione di condizionali ripetitive, dai. Anche se è abbastanza facile deridere l'algorave, la verità è che esiste ed è una cosa abbastanza recente, quindi ho pensato che mi sarebbe piaciuto andare a dare un'occhiata. E poi nessuno vorrebbe guardarsi indietro tra 30 anni per scoprire di aver bullizzato i Belleville Three perché erano dei nerd appasionati di computer a cui non piacevano i Ramones.

Un set algorave a Barcellona

Gli organizzatiori della Algorave night girano tutto il mondo con le loro tastiere, e hanno già portato l'evento in Canada, Slovenia, Messico e a Londra. Stasera sono a Sheffield, una città che ha una nota tradizione in fatto di musica elettronica innovativa, con una lista di artisti i cui nomi sembrano dei CAPTCHA: "Glitch cellular automata", "algokraut" e "ambient gabber" sono alcuni dei miei preferiti.

Prima che la serata iniziasse ho parlato delle origini del movimento con uno dei fondatori dell'Algorave, Alex McLean, che si esibisce col nome di Yaxu ed è membro del terzetto di laptop Slub. "La codifica dal vivo non esisteva," mi dice Alex. "Quindi abbiamo dovuto praticamente inventarla," aggiunge un altro membro degli Slub, Nick Collins, che si esibisce anche come solista con il nome d'arte di Sick Lincoln.

"Faccio programmazione dal vivo, e negli ultimi dieci anni ho scritto codici per far ballare la gente. Questo è il mio scopo," mi ha detto Alex. Scrivere codici per comporre musica è qualcosa che Alex e Nick fanno da tempo, ma l'idea di portare questa pratica direttamente in un club si è concretizzata solo un paio di anni fa. "Nick e io stavamo andando a Nottingham per un evento, e ci siamo imbattuti in un'emittente radio pirata, Rogue Fm," dice Alex. "C'era questo DJ Jigsaw che metteva un sacco di splendido hardcore, e quello in qualche modo ha influenzato la nostra performance. A quel punto, divenne algorave."

Secondo la loro descrizione, "gli algorave abbracciano i suoni alieni dei rave del passato, e introducono ritmi futuristici e beat creati attraverso uno strano processo algoritmico." Alex cerca di descrivere la codifica diretta con parole più semplici: "È un po' come lavorare a maglia o qualcosa del genere, hai un modo semplice di trattare i pattern—questo è il mio approccio—e poi lo utilizzi come una specie di linguaggio per descrivere la musica."

  Un algorave sullo schermo

"Avendo lì un computer che segue i pattern mentre li digiti, è la scrittura dei pattern che produce la musica. Non stai scrivendo un pattern che genera un intero pezzo, stai digitando un pattern che descrive un solo loop, e quindi per cambiare la musica devi cambiare il loop. È una questione di ciclicità. Scrivo un testo, quello che faccio è molto semplice, davvero." Altri artisti, come Nick, si occupano anche della sintesi—con grafici e operatori che lavorano insieme in una grande rete per creare musica dal vivo. "Io lavoro con i pattern, ma altre persone che si esibiranno stasera, per esempio, si occupano solo di campioni.

In sostanza, l'obbiettivo è quello di mettere la programmazione al centro dell'esperienza musicale, e di rendere l'atto di programmazione live una vera e propria forma d'arte.

Quella sera sono tornato per vedere come si fa a trasformare la programazione in arte. Il codice di abbigliamento era occhiali da vista, scarponi da trekking e zaini, e praticamente qualsiasi conversazione che ho origliato verteva su argomenti tecnologici. Non è il tipo di atmosfera che impensieresce i buttafuori e non credo che in pista ci sarà un grande scambio di saliva.

_Alex, AKA Yaxu _

Alex si esibisce per primo, come Yaxu. Si siede sul pavimento a gambe incrociate e laptop in grembo, fissando lo schermo gigante mentre lo riempie gradualmente con il codice. Le sue dita scivolano sui tasti in maniera simile a quelle di un pianista. Gli occhi del pubblico sono incollati allo schermo mentre Yaxu trasforma una serie di numeri e lettere in una fusione di dub, bassi e techno. La gente sorride e le teste si muovono, non necessariamente andando a tempo con la musica ma dondolanti dallo stupore per il codice che si distende davanti a loro. Alcuni interpreti optano per un approccio più visivo, nascondendo il codice dietro a immagini nel tentativo di attirare l'attenzione sulla musica piuttosto che sul processo di composizione.

Curious Machine è un buon esempio di quest'ultimo approccio: il set è un miscuglio di ambient glitch in stile Autechre sopra uno sfondo di visual che mascherano il codice. Section_9, da Leeds, digita il codice così velocemente che chiunque—anche uno come me che non ha la più pallida idea di quello che sta succedendo—non può che rimanere impressionato. Alcuni studenti si avvicinano allo schermo cercando di decifrare il codice, cercando di capire quali loop e beat lo stanno gradualmente riempiendo.

Le persone sono bloccate dentro il Matrix, ma in giro non ci sono molte pillole blu. L'edonismo non sembra essere parte del movimento, almeno non stasera. Mentre cammino in mezzo alla folla noto tante birrette e sguardi concentrati. Ad un certo punto tra il pubblico si solleva una voce dal tono scherzoso: "Qualcuno ha della ketamina?". È stato il momento più depravato della serata. Un'altra cosa evidente del movimento è la sua spontaneità. I codici sono costruiti da zero e sono molto fragili e instabili, perché non c'è nessun supporto o back-up periodico.

"Il codice può diventare molto complicato, e posso cambiarlo. Ma non so esattamente cosa può succedere se lo cambio. È solo qualcosa con cui sto giocando," dice Alex. Infatti, durante l'esibizione di Section_9, le linee sullo schermo gigante iniziano improvvisamente a diventare rosse, e per ogni linea rossa scompaiono dei suoni, dei beat e dei loop. Il suono si sgretola riga per riga, fino a morire completamente.

"È crashato," dice al pubblico. Ma in pochi secondi si rimette a lavoro. Anche se il pericolo non è esattamente qualcosa che associamo ai codici, i risultati delle codifiche live sembrano spesso barcollare precariamente fra l'estrema precisione e il disastro più totale. Cosa che è probabilmente favorita anche dal fatto che lo schermo sembra sempre segnalare un gigantesco guasto elettrico. Come risultato, i suoni prodotti durante il set (anche quelli di un singolo artista) variano molto durante la serata. A volte sono inconsistenti, goffi e incoerenti, altre volte invece imprevedibili e coinvolgenti.

Luuma maschera il codice con dei visual

Si dice che gli algorave siano il punto d'incontro tra la filosofia hacker, la cultura nerd e quella delle discoteche, ma quasi nessuno stasera si sente in discoteca. Una manciata di persone si avventura in una sorta di movimento a ritmo di musica che si discosta un po' dalla generale tendenza a tenere i piedi incollati a terra, ma sono tentativi abbastanza tiepidi.

La musica non c'entra (codice o non codice, artisti come Luuma probabilmente riempirebbero comunque un sacco di piste) ma ad oggi la cultura algorave non è riuscita a coniugare l'atmosfera del nerd rinchiuso nella sua cameretta con l'euforia e l'empatia della club culture. Nonostante il club abbia le sembianze di una grande sala computer con le luci stroboscopiche, ad Alex sembra vada bene così. Per lui il codice rimane ancora la principale attrattiva della scena, e la piccola schiera di amanti dell'algorave di Shieffield sembra apprezzare.

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