FYI.

This story is over 5 years old.

News

Raver svizzeri alla riscossa

Nella generale indifferenza del mondo, anche i giovani festaioli di Zurigo hanno avuto la loro piccola e puntuale rivoluzione.
12.1.12

Un raver svizzero improvvisatosi manifestante prepara un bel cocktail. (Foto: Evan Ruetsch)

Agli inizi del 2011, mentre il mondo era scosso da rivolte e rivoluzioni, la Svizzera viveva in uno stato di—prevedibilissima—calma piatta. Tutto merito di una combinazione della sua famigerata neutralità, assicurazioni sanitarie a carico dello stato, basso tasso di disoccupazione (2.9 percento, ah!) e sindacati che operano in armonia con i dirigenti aziendali. Non per niente, Zurigo è regolarmente citata come una delle città più vivibili del pianeta, anche se potrebbe sembrare un po’—ma giusto un po'— noiosa.

Pubblicità

Se siete delle piccole teste calda svizzere, è quindi probabile che vi sentiate leggermente frustrati dalla mancanza di cose a cui ribellarvi. Proprio per questo, c'è il rischio che finiate per incanalare il vostro inesplicabilmente soppresso odio per il mondo buttando giù pasticche come fossero zuccherini e ballando dubstep fino allo sfinimento.

Questo almeno fino alla scorsa estate, quando i rave illegali sono stati presi di mira da poliziotti che odiano il divertimento. Al 3 settembre 2011, i mega-festoni sospesi dalla polizia erano già tra i dieci e i 15.

A quel punto, i festaioli hanno deciso che ne avevano avuto abbastanza, e durante la settimana che è seguita alla chiusura dell'ennesimo rave hanno organizzato una diabolica combo di festa e protesta tramite sms e social network, decisi ad occupare la famosa Piazza Bellevue di Zurigo. In breve, la "manifestazione" si è trasformata in una rivolta con tutte le carte in regola.

Armati di attrezzature da festa—tra cui amplificatori e varie casse di alcolici—più di un migliaio di adolescenti hanno invaso il centro della città. Alle 23 in punto, non appena finito l’indottrinamento dei raver/dimostranti (in Svizzera persino i rave cominciano puntuali), le casse hanno fatto esplodere beat distorti, e la normale attività della piazza si è fermata di colpo.

Qualche minuto dopo, le forze dell'ordine sono arrivate in assetto antisommossa, e la gioventù svizzera ha imparato che la vita non è un video dei Chumbawamba e che non si può fare festa nelle strade senza che cadano un paio di teste. Qualche dimostra-raver si è addirittura arrampicato su un tetto, e ovviamente la polizia gli ha ordinato di scendere. Gli agenti hanno tirato fuori le loro armi antisommossa, a cui gli avversari hanno risposto con un equipaggiamento altrettanto minaccioso: maschere, liquidi infiammabili e circa 2000 bottiglie di birra. Qualche cassonetto bruciato e vetrina rotta più tardi, la festa è ufficialmente "sfuggita di mano”.

A conti fatti, la rivolta ha causato circa 114mila dollari di danni, due feriti e 91 arrestati (dei quali solo sei avevano più di 25 anni). Decise a individuare un colpevole, le autorità hanno accusato i “turisti dei tafferugli”, che è proprio un bel giro di parole, e prima o poi potrebbe rivelarsi un bell’affare per qualcuno. In una recente intervista radiofonica, uno dei leader del partito liberale svizzero (FDP), Roger Tognella, ha fatto capire che se scoppieranno altri tumulti, sarà richiesto l'intervento dell'esercito. Carri armati che avanzano per le strade di Zurigo reprimendo giovani che vogliono solo divertirsi? Questo sì che darebbe agli svizzerini un buon motivo per protestare.