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Cinque persone con i volti tatuati ci spiegano perché l'hanno fatto

Non è facile trovare persone con i volti tatuati: spesso vengono visti come indicatori di stranezza, di affiliazione a una qualche gang, o di un passato da galeotto. Eppure non sempre è così, come ci hanno raccontato queste persone.

di Juan Madrid
17 maggio 2016, 7:07am

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Non è facile trovare una persona col volto tatuato, persino a New York, e i motivi sono diversi—potrebbero etichettarti come una persona strana, pensare che tu sia coinvolto in qualche giro losco, o considerarti un ex galeotto. Eppure non sempre è così.

Anche se il legame tra tatuaggi e prigione è solidissimo, i tatuaggi in volto sono una realtà anche tra chi non è mai stato in cella. Farsene uno può essere difficile—alcuni studi richiedono ai propri clienti di pensare bene alla propria decisione, e può anche capitare che il tatuatore rompa parecchio le palle sul disegno scelto, per spingere il cliente a cambiare idea. Ma se si presta un po' più di attenzione, il confine tra questo tabù e la società "civile" è più sottile di un ago a inchiostro.

Abbiamo parlato con cinque persone che si sono fatte tatuare il volto per farci raccontare le loro storie.

Casey, 25 anni, Tattoo Artist al Collar City Tatto Try, New York

Casey è una tatuatrice e lavora al Collar City di Troy, nello Stato di New York. Prima lavorava in un altro studio, il Fast Lane, dove il tatuatore Mitch Sousa le ha realizzato il suo primo tatuaggio facciale. Mentre l'uccello sulla parte sinistra serve a ricordarle di essere libera, l'ancora sulla destra le rammenta l'esatto opposto.

Di solito non dà molta importanza alle reazioni della gente di fronte ai suoi tatuaggi—gli sguardi inebetiti sono reazioni tipiche al suo aspetto generale, dice. Ne ha su braccia, petto e collo, e piercing vari. Detto questo, capita che i suoi tatuaggi spingano tizi "poco piacevoli" a provarci. Casey non ha rimpianti per quelli che ha sul volto. "Si tratta di una promessa alla carriera e lo stile di vita che ho scelto."

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Lucy, 26 anni, vive a Brooklyn, NY

I due tatuaggi facciali di Lucy sono piuttosto recenti: se li è fatti fare solo due mesi fa all'"Ink It Up Tattoo," nel Bronx. Il nove, sotto il suo occhio destro, è stato un numero ricorrente nella sua vita. In numerologia, è la cifra del compimento, della realizzazione, del risveglio spirituale e dell'illuminazione, e anche dell'amore per se stessi. Ha scelto di tatuarsi 09 al posto del 9 singolo, perché "lo rende più completo," spiega Lucy.

Se l'è fatto tatuare nello stesso periodo in cui cominciava a farsi chiamare Lucy—nome che adesso ha tatuato sul lato sinistro della fronte. Ma la nascita di Lucy è molto importante ed è inscindibile dalle sue incursioni artistiche nella cultura BDSM, che fotografa in luoghi pubblici e privati con una macchina fotografica usa e getta.

Per Lucy i tatuaggi sono un mezzo di espressione, non diversi dalla sua arte; ciononostante pensa di essere ancora visto negativamente, e che farsi tatuare la faccia sia un modo per ribellarsi alle aspettative della società.

Per lui i tatuaggi sono soprattutto un tramite verso la body positivity. Mi ha spiegato che gli ci è voluto un po' per accettare il suo corpo, soprattutto quando ha iniziato a usarlo anche per il lavoro—che qualcuno considera "eccentrico", ma che lui considera semplicemente bello. "Dovevo sentirmi a mio agio all'idea di spogliarmi davanti ad altre persone. Mi ha permesso di essere vulnerabile e di riuscire a immergermi in una situazione che trovavo di estremo disagio." I suoi tatuaggi facciali sono un riconoscimento del personaggio che gli ha permesso questa crescita personale e una testimonianza del fatto che la sua pienezza creativa ha trovato luogo

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Gavin, 24 anni, da Houston, in Texas, vive a Troy, NY

Gavin si è fatto fare il suo primo tatuaggio facciale durante l'adolescenza—tre punti e una croce sotto l'occhio destro—fatto da un amico con ago, filo e china. In seguito, l'immagine è stata coperta da un nuovo tatuaggio: una barca. Gavin mi ha spiegato che andava spesso in barca quando era più piccolo, e che la vela è uno dei ricordi più felici di un'infanzia difficile passata a Houston, in Texas.

Ha coperto il tatuaggio originale dopo essersi trasferito a Oakland, quando i tre puntini e la croce sono stati scambiati per il simbolo di una gang. Lo ha coperto con quello della barca mentre lavorava come apprendista in uno studio di tatuaggi di cui non ricorda il nome. I tatuatori non volevano tatuargli il volto all'inizio, ma quando hanno visto il metodo usato per fare l'altro si sono convinti. Spesso tatua la gente con ago e filo, ma non lavora come tatuatore a tempo pieno.

"Mi sono tatuato la faccia perché pensavo di essere invincibile," ha spiegato Gavin. L'altro tatuaggio facciale, sotto l'occhio sinistro, include un suo vecchio soprannome ( "Stardust", un riferimento al periodo in cui spacciava durante l'adolescenza,) una doppia freccia tatuata appena sotto, e delle mani in preghiera con la scritta "It's all worth reaching for" che attraversa il lato sinistro della sua testa—un tatuaggio che lui e i suoi amici si sono fatti per commemorare un amico scomparso e che aveva lo stesso tatuaggio sul braccio. Alla domanda su possibili rimpianti, mi ha detto, "Vorrei sembrare più un padre che un galeotto".


Eddie, Tattoo Artist all'"Armageddon Ink Gallery", Brooklyn, New York

Eddie non ha rimpianti per la sigla "CS" tatuata su un lato del suo viso. È una sigla con una lunga storia nella cultura chicana e sta per "Con safos". Può essere tradotto "con rispetto" e ha la sua origine nella cultura chicana dei graffiti, dove rappresentava una sorta di codice di condotta. Anche se la sigla si è ora diffusa tra un pubblico più vasto, Eddie mi ha spiegato che coloro che la connettono ancora ai mondo dei graffiti la portano con orgoglio.

Il tatuaggio gliel'ha fatto Aeron Garcia (un suo amico e collega tatuatore al Virginia Class Tattoo a Manassas, in Virginia) lo scorso febbraio alla Philadelphia Tattoo Arts Convention, per il suo compleanno. Secondo la tradizione, il tatuaggio CS può essere inciso solo da un amico fidato, che ha già a sua volta un tatuaggio CS, come garanzia che ne comprenda il valore. Anche se questo è il suo primo tatuaggio facciale, ha intenzione di farsene un altro simmetrico. Per quanto riguarda la scelta del viso, Eddie spiega, "Averlo è stato un onore, e quale posto migliore per dichiarare il mondo a cui appartengo?"

Le reazioni al suo tatuaggio sono positive. Ha ricevuto molti complimenti per il "font pazzesco". Per Eddie, il tatuaggio ha anche un significativo a livello artistico, connesso con il dare e ricevere nella comunità dei tatuatori e l'essere consapevoli e orgogliosi della propria storia personale. "Questo dimostra che i miei colleghi e amici mi rispettano, e sono onorato del fatto che siano orgogliosi di ciò che faccio—e so che mi copriranno sempre le spalle."

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Luka, 29 anni, Tattoo Artist nel Bronx, NY

Luka, che ha 12 tatuaggi in faccia, tra cui due sulle palpebre, è entrato nel mondo dei tatuaggi durante l'adolescenza, come cliente e come tatuatore. Ha lavorato in diversi studi sia a Los Angels che nel Bronx (dove è nato), ma non si è fatto il suo primo tatuaggio in viso fino al 2008, all'età di 22 anni. La maggior parte gli sono stati fatti dai suoi amici e colleghi Spieder e Joele del Tuff City Tattoos. "Non mi fiderei di nessun altro, per farmi tatuare la faccia."

Il primo, a destra sulla fronte, dice "LA 1986". Le lettere si riferiscono a una ex, un soprannome, e alla città californiana dove ha passato la maggior parte della sua vita.

I suoi tatuaggi hanno vari significati: alcuni hanno un semplice valore estetico, altri motivi personali più profondi. Per esempio, sulla guancia sinistra ha una frase in arabo rossa che significa "senza paura", un promemoria per la vita. "La maggior parte delle persone, me compreso, hanno spesso troppa paura di vivere e persino più paura di morire."

L'AK-47 sotto l'occhio destro non ha nulla a che fare con l'affiliazione a una gang, piuttosto è un segno di rispetto per un capolavoro di ingegneria: i kalashnikov. Come spiega Luka, "È una specie di metafora per la persona che mi sforzo di essere. Indistruttibile."

Tra gli altri, c'è uno squalo con un cappello a cilindro e un monocolo (un simbolo di dualismo, "Sono davvero un animo buono, ma a causa del mio ambiente e della mia educazione sono anche uno squalo"), le linee sulle labbra ispirate da Sylvia Ji (un'artista conosciuta per i suoi dipinti ispirati alla morte), e il logo del film 300 sotto il suo sopracciglio sinistro.

A volte è bersaglio di commenti sgradevoli. Una volta in una stazione un uomo gli ha gridato che era il diavolo. "Penso volesse solo dirmi qualcosa di cattivo," racconta Luka un po' avvilito.

Luka compirà 30 anni questo mese e tatuare è diventata una cosa seria per lui: ha in programma di provare a partecipare a convegni e concorrere per qualche premio. Non gli capita spesso di tatuare volti, ne avrà fatti una decina in tutto. Ma generalmente si rifiuta di fare il primo tatuaggio in viso a chiunque. Quanto a sé, non ha altri tatuaggi facciali in programma. "Ma potrebbero esserci altre modifiche," aggiunge.

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Per altre foto dal lavoro di Juan Madrid, visita il suo sito e il suo profilo Instagram

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