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Per qualche testa esplosa in più

District 9 è andato così bene che, al momento di girare Elysium, Neill Blomkamp si è ritrovato con svariati milioni di dollari in più e un pubblico molto più ampio da soddisfare. E ora, cosa farà?
28 aprile 2014, 5:50pm

Questo post appartiene alla nostra serie sul meglio del catalogo SKY Online.

Il bello della fantascienza e allo stesso tempo il motivo per cui è rimasta nei secoli dei secoli un passatempo per persone argute ma con la psoriasi è sempre stata la sua capacità di condurre una riflessione politica e antropologica senza perdere l’alto tasso di presenza di calcoli, lingue inventate e macchinari incomprensibili che tanto piacciono alle persone che hanno deciso di dire no al sesso.

Neill Blomkamp, il regista di Elysium, è abbastanza un campione di questo genere di fantascienza distopica dalle forti connotazioni sociali, anche se ha all’attivo solo due film e sono stati entrambi dei successi a livello commerciale—non esattamente dei prodotti di nicchia. Il primo di questi film è stato District 9, che è esattamente quello che ti potresti aspettare da una trattazione su xenofobia e apartheid prodotta da Peter Jackson (Il signore degli anelli): un delirio low budget ed estremamente ben fatto di cui dirò solo che è ispirato alla storia vera del District 6 di Capetown durante il regime di apartheid e che contiene degli alieni affettuosamente noti come “gamberoni”. Contiene anche molto vomito causato da contagi alieni, che è sempre una cosa simpatica.

Il film è andato così bene a livello di critica e di incassi che per la seconda opera sono arrivati 115 milioni di budget (per District 9 erano stati 30), Jodie Foster e Matt Damon, che probabilmente sarà stato accolto con l’entusiasmo dirompente che riserveresti a qualcuno a cui hai offerto il ruolo solo dopo che l’hanno rifiutato persino Ninja dei Die Antwoord e Eminem (davvero).

Gradisce una pillola?

Elysium è ambientato nel 2154 in una Los Angeles che è diventata tutta come il mio appartamento: sporca, sovrappopolata, abbandonata al degrado e alla legge del più forte. Il sottoproletariato terrestre vive oppresso dai robot che svolgono le funzioni burocratiche e di polizia, mentre la classe abbiente ha lasciato il pianeta trasferendosi su una stazione orbitante denominata, appunto, "Elysium”.

Su Elysium è tutto come Berlusconi immaginava Milano 2, con i vialetti, le ville e le macchine per curare istantaneamente il cancro come qualsiasi tipo di patologia.

Ma su Elysium le politiche sull’immigrazione non sono esattamente illuminate, quindi ad avere accesso a questo porno della borghesia senza guerre, malattie e criminalità è una percentuale bassissima di umani molto ricchi. Tutti gli altri vengono graziosamente polverizzati dalla contraerea spaziale al minimo tentativo di avvicinamento.

Chiaramente ciò non basta a fermare Matt Damon/Max Da Costa, operaio, ex carcerato e tipaccio in generale che ha una gran fretta di usare le berlusconiane macchine cura cancro. Le metafore sulla lotta di classe e sulla questione dell’healthcare sono assolutamente aperte e potenti, forse più che nella maggior parte dei film degli ultimi anni, e sono davvero l’elemento più prezioso del film, ma è probabile che gli appassionati del genere non apprezzino particolarmente la piega che prende la storia dopo le prime sequenze.

Diciamo che probabilmente l’idea di girare con un budget molto più alto ha portato con sé anche quella di farlo per un pubblico più ampio, quindi non si è voluto rinunciare alla quota Michael Bay di super esplosioni, fiamme, armi, sangue, wannabe robocop. Anzi, diciamo che più che non volerci rinunciare Blomkamp ci ha modellato praticamente l’intero film, cedendo parecchia di quella che poteva essere la parte descrittiva più interessante per avere in cambio teste esplose e un ritmo più sostenuto, ottenendo così un duplice risultato: far digerire la tematica greve anche agli spettatori meno disposti alla riflessione e soprattutto lasciare che chi parla con tono nasale possa arbitrariamente definirlo “stile videoclipparo”, sentirsi più sereno e guadagnare in ore di riposo. Meglio di così.