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Ilaria Cucchi sta denunciando una 'campagna d'odio' contro la sua famiglia

"La verità è oramai chiara ma ora lo scopo è annientare la famiglia Cucchi dopo aver tentato di farlo con Stefano," ha scritto su Facebook.

di Vincenzo Ligresti
07 novembre 2018, 7:30am

Grab via Ra1.

In molti casi di abusi in divisa ci sono costanti: i tentativi di insabbiamento, lo screditamento post-mortem della vittime e il fango gettato sulle famiglie che lottano per raggiungere la verità.

Uno degli esempi più eclatanti è la campagna contro la famiglia di Federico Aldrovandi—il ragazzo ucciso nel settembre 2005 da quattro agenti di polizia, condannati in via definitiva sette anni dopo—e in particolare contro Patrizia Moretti, sua madre.

Nonostante nel 2012 fosse fresco di una condanna a tre anni e mezzo, Paolo Forlani, uno dei quattro agenti coinvolti nella morte di Aldrovandi, scriveva su Facebook che "se [Patrizia Moretti] avesse saputo fare la madre non avrebbe allevato un cucciolo di maiale,” augurandole di godersi “i risarcimenti dello Stato."

E questo è solo uno dei tanti insulti a cui Patrizia Moretti ha risposto di volta in volta querelando. Si tratta di una serie di denunce per diffamazione—rivolte anche a Carlo Giovanardi e Franco Maccari (presidente del sindacato di polizia Coisp)—che nel 2015 però ha deciso di ritirare, annunciandolo con una lunga lettera aperta sul sito della Fondazione Federico Aldrovandi.

“Non è il perdono, d’altra parte nessuno mi ha mai chiesto scusa, ma prendere atto che per me andare avanti nelle azioni giudiziarie rappresenta soltanto un doloroso e inutile accanimento,” ha scritto Moretti. “Non lo faccio perché mi è venuta meno la fiducia nella giustizia, ma dieci anni sono troppi, ed è il momento di dire basta.”

Chi invece non può ancora dire basta è Ilaria Cucchi. Nelle ultime settimane, e dopo gli sviluppi clamorosi del processo-bis sul fratello Stefano—tra cui l’ammissione del pestaggio da parte del carabiniere Francesco Tedesco e la riapertura della procura di Roma di un nuovo filone sui falsi che costellano la vicenda—Cucchi ha denunciato a più riprese la campagna di odio e discredito nei confronti della sua famiglia.

Ospite domenica scorsa a Che Tempo Che Fa, accompagnata dall’avvocato Fabio Anselmo, Ilaria Cucchi ha spiegato che chi oggi la insulta e minaccia vuole far passare il concetto che lei, la sua famiglia e il suo legale siano soltanto una sorta di “partito anti-polizia.”

Non è certo una novità che la famiglia Cucchi venga attaccata, ma è cambiato qualcosa nelle modalità con cui ciò avviene. Nella sostanza gli attacchi non sembrano più legati a Stefano, al rapporto con la sua famiglia, o alla sua “educazione”; ma indirizzati direttamente ai suoi parenti. “È un meccanismo stranissimo: abbiamo sempre ricevuto insulti diretti a Stefano,” ha continuato Ilaria Cucchi. “Oggi che nelle aule di giustizia la verità è entrata forte e chiara, gli insulti sono alla sua famiglia, a me.”

E non solo quelli. Già il 20 ottobre, Ilaria Cucchi scriveva di star ricevendo “una serie impressionante di insulti, minacce e auguri di morte da profili di simpatizzanti della Lega, che è partito di Governo, e da (mi auguro) sedicenti appartenenti a polizia e carabinieri.” E ammetteva di aver paura perché "nessuno persegue queste persone”.

Sempre in questi giorni, inoltre, è tornata a circolare la falsa lettera di un "carabiniere anonimo" che diffama Ilaria Cucchi, ricavata in realtà da un'intercettazione a Roberto Mandolini, l'ex comandante della stazione Tor Sapienza che ora è imputato per falso e calunnia nel processo-bis.

Questa ondata, ha spiegato la sorella di Stefano Cucchi in una serie di post, la costringe a recarsi quasi quotidianamente in commissariato. L'altro giorno, ad esempio, ha fatto sapere su Facebook di aver presentato "altre 15 denunce" per tutelare la sua onorabilità e quella della sua famiglia.

“Mi aspetto altro fango, falsi dossier, false ricostruzioni e tante altre umiliazioni per i miei genitori,” ha poi spiegato Cucchi nello stesso post su Facebook. “La tecnica usata è grossolanamente evidente ma non so se mio padre e mia madre saranno in grado di attendere i tempi della Giustizia nel silenzio delle Istituzioni. La verità è oramai chiara ma ora lo scopo è annientare la famiglia Cucchi dopo aver tentato di farlo con Stefano.”

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