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Attualità

Hanno creato un archivio con tutto il meglio della Mediaset anni Novanta

Da quell'esibizione di Grignani a Uan, 'Play cult' è il luogo in cui la tua infanzia riposa per sempre.

di Vincenzo Ligresti
19 dicembre 2018, 9:08am

Il meteo secondo Uan. Grab via Mediaset Play.

Che barba, che noia; che noia, che barba”. “Bim bum bam, Bim bum bam sa far nascere un sorriso.” “Ma com’è bello qui, ma com’è grande qui, ci piace troppo ma... Non è la Rai!” Queste frasi, che messe così sembrano non aver un nesso logico, sono un’estremissima selezione di citazioni di un periodo storico ben preciso: l’ascesa e affermazione della televisione commerciale in Italia (aka Mediaset), iniziata negli anni Ottanta e culminata nella decade successiva.

Per intenderci: la prima è la frase che Sandra Mondaini borbottava a fine di ogni episodio di Casa Vianello, la sitcom in cui, per così dire, lei e il marito interpretavano loro stessi; la seconda è una delle sigle del ‘programma contenitore’ di Italia Uno indirizzato ai ragazzini, e in cui il pupazzo rosa Uan ha sempre evitato di mostrarsi per intero perché, a detta di Paolo Bonolis, si vergognava delle sue gambe pelose; la terza è uno di quei tormentoni che se non li sai, è meglio recuperlarli subito.

Ebbene, proprio l’altro ieri è stato inaugurato un luogo virtuale apposito e in progress dove poter colmare le proprie lacune o tornare in un rincuorante passato. Si chiama Play cult, si trova all’interno della piattaforma Mediaset Play, e contiene “in pillole o nuovi formati” alcuni dei programmi imprescindibili della tv nostrana.

Come mi ha spiegato al telefono Andrea Girolami, che si occupa dello sviluppo dell’offerta digitale dei contenuti delle reti Mediaset, la sezione Play cult è nata grazie a due fattori: al recente restyling della piattaforma e al 'progetto Arca', il cui obiettivo ultimo prevede la totale digitalizzazione dell’archivio a disposizione, diritti permettendo.

“Noi abbiamo la fortuna di avere un archivio potentissimo e preziosissimo di programmi che hanno fatto la storia,” ha aggiunto Girolami. “Ci occupiamo solo del modo di proporli e contestualizzarli oggi, cercando di creare un frame adatto per far sì che chi c’era allora possa rivederli, invece chi non li ha mai visti o non li ha mai visti in tv possa scoprirli.”

Le clip—la cui durata può variare dai 30 secondi ai cinque minuti circa—sono una selezione esemplificativa del perché alcuni contenuti sono ancora fruibili a fine 2018. Per esempio si può guardare proprio quella esibizione lì di Gianluca Grignani per capire cosa è stato il Festivalbar; oppure rivedere Cristina D’Avena che canta le stesse canzoni che incide in nuova forma oggi; o ancora notare che dalla Lolita di Mai dire Goal alla Littizzetto di oggi qualcosa è cambiato.

Ora però caricatemi anche una bella carrellata restaurata di Mike Bongiorno versus concorrenti/Antonella Elia/la vita. Grazie.