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David Cage non dovrebbe essere l'ospite d'onore della Milan Games Week

Domani inizia la Milan Games Week 2018 e la presenza di David Cage in qualità di ospite d'onore ci lascia qualche dubbio.

di Matteo Lupetti
04 ottobre 2018, 8:59am

La Milan Games Week è il più importante evento videoludico italiano ed è promosso da AESVI, l'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, che riunisce compagnie come Activision Blizzard, Bandai Namco, Microsoft, Nintendo, Sony e Ubisoft. Ogni anno la manifestazione — che nel 2017 ha avuto 148.000 visitatori — ha un ospite d’onore chiamato “guru” e nel 2018 questo ruolo spetterà a David Cage. Forse non è una buona idea.

Cage è il fondatore dello studio parigino Quantic Dream, compagnia da 200 dipendenti responsabile di videogiochi narrativi ispirati al cinema come Beyond: Due anime e Detroit: Become Human, il suo maggior successo con più di 1,5 milioni di copie vendute. Cage ha ricevuto nel 2014 la Légion d’honneur — la più alta onorificenza francese — e il suo vice Guillaume de Fondaumiére è stato presidente dell’equivalente francese di AESVI; ma, a gennaio 2018, un’indagine di Mediapart, CanardPC e Le Monde ha sollevato molti interrogativi sull’ambiente lavorativo in Quantic Dream.

Le inchieste parlano di 600 fotomontaggi realizzati da un capo dipartimento per schernire altri dipendenti, razzismo e omofobia, dipendenti donna ignorate da Cage o trattate in modo inappropriato da de Fondaumiére, orari settimanali che possono arrivare a ottanta ore e pratiche contrattuali dubbie come contratti a tempo determinato che invece di essere rinnovati vengono stracciati e sostituiti con contratti retrodatati — equivalenti ma con una durata maggiore — per evitare il limite legale di due rinnovi consecutivi.

Lo studio ha negato “categoricamente tutte le accuse.” Secondo Quantic Dream la dirigenza non avrebbe saputo dei fotomontaggi offensivi, le fonti delle testate sarebbero ex-dipendenti “frustrati,” i contratti sarebbero in regola, gli straordinari sarebbero volontari e de Fondaumiére non avrebbe avuto comportamenti inappropriati. Anche i rappresentanti dei dipendenti hanno difeso l’azienda — ma tra loro c’è proprio l’autore dei fotomontaggi, come sostiene CanardPC — e Quantic Dream ha poi deciso di querelare Mediapart e Le Monde accusandoli di diffamazione; un evento senza precedenti nell’industria videoludica.

Cinque dipendenti che si sono dimessi protestando contro i fotomontaggi e in generale contro la gestione di Quantic Dream hanno intanto chiesto al tribunale del lavoro che le loro dimissioni vengano riconosciute come un “prendere atto della rottura del contratto.” Nel diritto francese, infatti, se un datore di lavoro si comporta in modo scorretto il dipendente può licenziarsi e chiedere a un tribunale che le sue dimissioni siano equiparate a un licenziamento ingiustificato con tutte le sue indennità.

Il giornalista Nicolas Turcev di Gamekult -—impegnato a seguire e raccontare su Twitter questi processi — ha spiegato a Motherboard che in almeno uno dei cinque casi il tribunale ha dato ragione al dipendente, anche se Quantic Dream potrà fare ricorso. Altri due processi sono finiti con la vittoria di Quantic Dream (in un caso il dipendente ha già fatto ricorso) e uno non è ancora terminato perché i giudici non hanno raggiunto un accordo; mentre Motherboard non è riuscita ad acquisire sufficienti informazioni sul verdetto di un ultimo processo concluso venerdì 14 settembre. Il giornalista Dan Israel di Mediapart ha confermato a Motherboard che i processi per diffamazione devono invece ancora iniziare.

Non è comunque la prima volta che Cage finisce nei guai: secondo alcune e-mail trapelate nel 2015, Ellen Page — protagonista di Beyond: Due anime — minacciò di denunciare Sony (editore del gioco) perché Quantic Dream aveva inserito tra i file un dettagliato e non autorizzato modello tridimensionale dell’attrice nuda.

Tutto ciò dovrebbe suggerire almeno cautela nell’indicare David Cage come esempio per l’industria, soprattutto da parte di AESVI, un’associazione di categoria nata per “tutelare la crescita del valore economico e lavorativo dell'industria videoludica italiana” e che si dice “consapevole della responsabilità di cui è investita l'industria verso la società civile”.

“Ogni anno cerchiamo di dare al pubblico l’opportunità di incontrare un ospite internazionale che rappresenti un'icona per il settore dei videogiochi e che abbia dato un contributo importante all'affermazione del medium come fenomeno culturale e sociale” scrive a Motherboard Ilaria Amodeo — Communications & Events Manager di AESVI — rispondendo ai dubbi sollevati. “La visione creativa e innovativa di David Cage e i prestigiosi riconoscimenti internazionali da lui ottenuti nel corso degli anni fanno di questo personaggio un vero guru dell’industria.”

“Riteniamo che non sia compito di AESVI entrare nel merito delle controversie legali,” continuano, “che hanno visto il coinvolgimento di Quantic Dream, né dare giudizi su questioni che esulano completamente dalla partecipazione di David Cage a Milan Games Week.”

AESVI non ha “ulteriori commenti da aggiungere” sul messaggio che potrebbe lanciare ai lavoratori del settore la celebrazione del primo sviluppatore che abbia denunciato giornalisti per un’indagine sulla tossicità dell’ambiente lavorativo del suo studio.

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