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Tutto quello che c'è da sapere sui ballottaggi di domenica 19 giugno

Sei i capoluoghi ancora in bilico, abbiamo analizzato i principali. Situazione più tesa a Milano e Roma, mentre a Torino Chiara Appendino difficilmente riuscirà a ribaltare il primo turno.
15.6.16

La stagione delle elezioni amministrative non è ancora giunta al termine, con i cittadini di sei capoluoghi di regione che torneranno alle urne per votare nei ballottaggi. Si voterà domenica 19 giugno, due settimane esatte dopo il primo turno, dalle 7 all 23 a Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino, e Trieste.

Abbiamo preparato una breve guida per illustrare chi sono i candidati arrivati al ballottaggio nelle cinque principali città al voto, quante preferenze hanno preso il 5 giugno e come si stanno delineando le espressioni di voto dei candidati e dei partiti che non hanno superato il primo turno.

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Roma: Raggi (M5S) vs. Giachetti (PD)

La 'notizia' del primo turno è stato proprio l'exploit di Virginia Raggi a Roma. Nella capitale, la candidata del Movimento Cinque Stelle ha infatti ottenuto il 35% dei voti, staccando di quasi undici punti percentuali lo sfidante Roberto Giachetti del PD. Un risultato non troppo distante da quanto prospettato dai sondaggi pre-elettorali, ma che ha comunque sorpreso quando si va a guardare alle preferenze espresse nei vari municipi: la coalizione di centro-sinistra che sostiene Giachetti ha ottenuto più voti solo nel I e nel II Municipio, cioè nelle zone del centro storico e dei Parioli, più benestanti, mentre il Movimento Cinque Stelle ha dominato nei rimanenti 13 municipio e in particolare nelle periferie. Mentre Giorgia Meloni, arrivata terza al primo turno, non ha espresso indicazioni di voto per il ballottaggio, Matteo Salvini della Lega ha detto che a Roma voterebbe per la Raggi.

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Milano: Sala (PD) vs. Parisi (FI)

Nonostante i media nelle ultime ore abbiano dato spazio soprattutto a una questione di colore - la gaffe del parcheggio in doppia fila commessa da entrambi i candidati a sindaco di Milano - quella tra Parisi e Sala è senz'altro la sfida più equilibrata tra i ballottaggi nelle grandi città italiane. Entrambi saliti sopra il 40 per cento al primo turno (Sala 41,7 e Parisi 40,8), i candidati di centrosinistra e centrodestra se la giocheranno all'ultimo voto. È probabile che chi ha votato Rifondazione Comunista (Basilio Rizzo, 3,49) e Radicali (Marco Cappato, l'1,9) parteggerà per Sala. Fondamentale sarà però capire cosa a chi offriranno il loro sostegno gli elettori a Cinque Stelle (Gianluca Corrado, 10,1), i cui coordinatori hanno proclamato negli ultimi giorni il 'liberi tutti': ognuno voterà o non voterà secondo coscienza. È quello del Movimento il nucleo di elettorato che deciderà le sorti della contesa meneghina.

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Napoli: De Magistris (centro-sinistra) vs. Lettieri (Forza Italia)

A Napoli si terrà un ballottaggio-fotocopia di quello di cinque anni fa, con la sfida tra il sindaco uscente Luigi de Magistris, sostenuto dal centro-sinistra, e il suo avversario Gianni Lettieri appoggiato da Forza Italia. Nel 2011, de Magistris conquistò il 65 per cento delle preferenze, quasi doppiando Lettieri. A questa tornata - con de Magistris non ha presentato un programma elettorale ma che punta a farsi votare sulla base dei risultati degli ultimi cinque anni - sembra che l'esito potrebbe essere lo stesso.Intanto, la coalizione che al primo turno aveva sostenuto la candidata del PD Valeria Valente si è spaccata, con i centristi vicini a Udc e Ncd che al ballottaggio appoggeranno Lettieri, mentre l'ala sinistra del PD ha espresso il proprio sostegno per de Magistris.

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Torino: Fassino (PD) vs. Appendino (M5S)

Piero Fassino contro Chiara Appendino: al primo turno il candidato del Partito Democratico, nonché sindaco uscente della città, ha ottenuto un buon risultato - 41,8% delle preferenze - senza tuttavia riuscire ad avvicinarsi nemmeno lontanamente alla soglia di maggioranza. A incidere sulla mancata riconferma di Fassino nel capoluogo piemontese è stata senz'altro la candidata a Cinque Stelle Chiara Appendino, scelta come sindaco dal 30,9% degli elettori torinesi. Resta da capire se il ballottaggio darà vita a una maxi-coalizione spontanea tra le opposizioni, abbastanza solida da portare a un clamoroso sorpasso - grazie alla convergenza su Appendino dei voti di Lega Nord e centro-destra - oppure no. Fassino è in vantaggio, ma la partita resta apertissima.

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Bologna: Merola (PD) vs. Bergonzoni (Lega)

Una mezza delusione e una sorpresa: Bologna arriva al ballottaggio con un verdetto piuttosto netto, ma non sufficiente a sancire l'elezione al primo turno. Il candidato PD e sindaco uscente Virginio Merola non è arrivato nemmeno al 40 per cento (39,48), mentre la coalizione di centrodestra capeggiata dalla consigliera leghista Lucia Bergonzoni ha ottenuto un discreto 22,28 — superando, un po' a sorpresa, anche il risultato del Movimento Cinque Stelle e del suo candidato Massimo Bugani (16,59). Difficilmente Merola perderà la poltrona, ma il risultato di domenica potrebbe comunque rappresentare un segnale di malcontento cittadino difficile da ignorare nel corso del suo secondo mandato.


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