Uno studioso avrebbe trovato 'la soluzione' del manoscritto di Voynich
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Uno studioso avrebbe trovato 'la soluzione' del manoscritto di Voynich

Il manoscritto Voynich è il libro più misterioso del mondo, e ha fatto arrovellare svariati cervelli per oltre un secolo.

UPDATE: L'articolo è stato modificato per rendere conto anche delle critiche emerse dai commenti degli esperti.

"Manoscritto Voynich: la soluzione". Il titolo dell'articolo firmato da Nicholas Gibbs sul Times Literary Supplement non sembra ammettere repliche: non una teoria o un'interpretazione ma una soluzione, come se il manoscritto più misterioso del mondo (scaricabile in pdf qui) fosse un problema matematico. Secondo il medievalista britannico, in effetti, questo illeggibile libretto antico è un enigma, più che un mistero, e bisognava trovare la chiave per decifrarlo. Non è stato il primo ad avere questa idea, e non sembra ancora essere riuscito a portarla fino in fondo, ma i suoi studi sembrano aggiungere tasselli importanti a uno sforzo collettivo di comprensione che si protrae da oltre un secolo. D'altronde, alcuni esperti hanno messo in dubbio la novità e la correttezza delle intuizioni di Gibbs, oltre alla sua stessa credibilità accademica.

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Innanzittutto, un po' di contesto: il manoscritto Voynich deve la sua fama ai molti, infruttuosi tentativi di decifrarlo. Ha le dimensioni di un tascabile, conta 201 pagine in pergamena di capretto (dopo averne perse almeno 16), e la datazione al carbonio-14 ha stabilito che risale a un periodo compreso tra il 1404 e il 1438. Contiene simboli e gruppi di simboli a cui nessuno era ancora riuscito a dare un senso, perché non corrispondono a nessun alfabeto conosciuto. Il testo – o meglio, la serie di segni che ha tutta l'apparenza di essere un testo – è accompagnato da illustrazioni che rappresentano soggetti diversi: nella prima sezione, piante e fiori; nella seconda, costellazioni e simboli zodiacali; poi donne nude che fanno il bagno; e infine di nuovo piante, accompagnate stavolta da ampolle e fiale.

Impossibile non pensare al Codex Seraphinianus, testo volutamente incomprensibile, scritto e illustrato da Luigi Serafini tra il 1976 e il 1978; peccato che il manoscritto Voynich non sembri affatto il raffinato esercizio di polisemia di un artista contemporaneo. Peraltro, le variazioni nello stile grafico del Voynich escludono che, almeno ai disegni, abbia lavorato una sola mano.
Il libro fu scoperto nel 1912, in un collegio gesuita vicino Frascati, dall'antiquario Wilfrid Voynich, appunto. Da allora a oggi, in molti hanno cercato di carpirne il segreto: linguisti, filologi, esperti di decrittazione militare, e innumerevoli dilettanti affascinati da questa storia che sembra uscita da un libro di Dan Brown. È stato così che il Voynich si è guadagnato la fama di manoscritto più misterioso del mondo.

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Alcuni anni fa, il medievalista Nicholas Gibbs ha avuto l'intuizione che in questi giorni lo ha portato ad annunciare di avere "risolto" il manoscritto. "Grazie alla mia lunga esperienza nell'interpretare iscrizioni latine sui monumenti classici e su tombe e placche nelle chiese inglesi, ho riconosciuto nel testo del Voynich le caratteristiche tipiche di un testo latino abbreviato. L'interpretazione delle abbreviazioni, tuttavia, dipende in gran parte dal contesto in cui vengono utilizzate. Avevo bisogno di capire le numerose illustrazioni che accompagnano il testo." Il genere di abbreviazioni a cui si riferisce sono le cosiddette "legature", simboli che uniscono più lettere e così permettevano agli amanuensi di risparmiare tempo nella copiatura dei testi.

Ne conserviamo un esempio nel simbolo "&", che accorpa "e + t", cioè il latino "et", che in italiano è appunto la congiunzione "e". Ogni carattere rappresenta dunque una parola, non una lettera. Gibbs ha cominciato a tracciare la genealogia delle immagini partendo da quelle che potrebbero apparire come le più strane: le donne al bagno. In realtà, studiando le pratiche termali medievali, è risultato evidente che il contesto fosse quello medico e, in alcuni casi, specificamente ginecologico. Il bagno e il consumo di acque minerali erano ritenuti tecniche curative già dai tempi di greci e romani, come testimoniato nei trattati di Galeno, Ippocrate, Sorano.

Trattati ripresi — anzi, spesso bellamente plagiati — e compilati in opere più ampie nell'arco di secoli: per esempio, la Trotula, una raccolta di conoscenze mediche risalente al dodicesimo secolo, dedicata appunto al benessere femminile, documentata per la prima volta a Salerno e poi riprodotta in tutta Europa fino al diciottesimo secolo. Considerati i fondamenti della medicina medievale, non stupisce più la compresenza, tra le raffigurazioni nel Voynich, di piante, stelle e donne al bagno: si tratta di erboristeria, astrologia, terme.

Nel De Balneis Puteolanis, Gibbs ha trovato rappresentati aneddoti tratti dagli scritti di Galeno e Ippocrate, e alcune tra le stesse scene compaiono nel manoscritto misterioso, oltre che nella Trotula. Nel De Materia Medica, nello Herbarium Apuleius Platonicus e nei libri di Paolo di Egina, ha trovato corrispondenze con le immagini erboristiche. In questi e altri libri ancora, ha riconosciuto rappresentazioni ricorrenti di luoghi e strumenti che collocano il Voynich con sempre maggiore certezza nella tradizione dei vademecum medico-farmacologici medievali. In breve, scrive Gibbs, "un manuale di istruzioni per la salute e il benessere delle dame più facoltose; probabilmente compilato su misura per una signora in particolare".

Per ora non abbiamo una traslitterazione del manoscritto. Nell'articolo, lo studioso non dice di averla completata, o che sia possibile completarla. Nella sezione dedicata alle piante, i monogrammi di abbreviazione corrispondono a quelli dell' Herbarium Apuleius Platonicus, e il formato della ricetta medica si ripete anche per i bagni e le altre pratiche. Peccato che le pagine siano state ritagliate ai bordi, non siano numerate, e siano probabilmente nell'ordine sbagliato; inoltre, nel testo non compaiono i nomi delle piante né delle malattie che avrebbero dovuto curare. Sembrerebbe impossibile ricostruire l'intero sistema di riferimenti: questo genere di libri da consultazione, infatti, era normalmente accompagnato da un indice da cui era necessario partire per trovare pagine che non riportavano le stesse informazioni una seconda volta. Un indice che, nel caso del manoscritto Voynich, è andato perduto.