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Ieri Striscia ha fatto un servizio su Achille Lauro talmente patetico da sembrare surreale

"Nel video di 'Rolls Royce' Lauro manda un messaggio allusivo: impugna il microfono come fosse una pipetta per la droga.​"

di Elia Alovisi
12 febbraio 2019, 10:56am

Grab via Striscia.

Di tanto in tanto, Striscia La Notizia si impone anche nelle vite di chi non segue il programma e lo fa in un modo che definirei a metà tra il patetico e il pirotecnico. Ieri sera per esempio buona parte della puntata è stata dedicata ad Achille Lauro e alla sua canzone “Rolls Royce”.

Se non avete vissuto chiusi in una camera di deprivazione sensoriale nell’ultima settimana saprete che attorno al pezzo di Lauro presentato al Festival di Sanremo sono sorte due polemiche: una è costruita attorno a una accusa di plagio, un’altra—portata avanti da Striscia e cominciata con la consegna di un Tapiro d’oro—si basa su un supposto significato nascosto del testo che inneggerebbe all’ecstasy e/o alla droga tutta.

Se state leggendo questo articolo probabilmente sapete che 1) esistono pasticche di ecstasy con sopra stampata qualsiasi cosa; 2) non c’è una correlazione diretta tra il logo che viene stampato su una pasticca e l’elogio all’ecstasy; 3) quella di Striscia è una delle sue classiche battaglie da vincere facile. Nel caso specifico, una polemica che possa aizzare il pubblico contro un artista percepito come “maledetto” solo perché è un rapper, usando lo spauracchio della droga.

Quindi potete guardare con occhio critico i video qua sotto, tratti dalla puntata di ieri sera, e rendervi conto di quanto siano assurdi.

Il primo servizio è una “analisi del testo” di "Rolls Royce". “È evidente che si parla di droga,” dice la voce fuori campo, perché vengono citati personaggi che hanno abusato di droga, “alcuni fino a morirne”—compreso addirittura Vincent van Gogh. La mia parte preferita è quella in cui vengono “analizzate” le parole “Viva Las Vegas come Elvis”. Come tutti gli altri personaggi citati nel testo Presley viene descritto come dedito “allo sballo da stupefacenti”, ma poi l’asticella si alza.

Lo speaker va infatti a prendere un altro pezzo di Lauro intitolato “Las Vegas” in cui si citano “altre droghe diffuse tra i più giovani.” A parte il fatto che usare il nome di uno stupefacente non significa lodarlo, dato che esiste un contesto, la parte del testo citata da Striscia non è nemmeno di Lauro ma di NiggaDium, suo ospite su quella traccia come featuring.

Menzione d’onore anche al finale, in cui si sostiene che Lauro tenga il microfono “come una pipetta per la droga” con tanto di fischiettino alla Paperissima come sottofondo.

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Grab dalla puntata di Striscia in cui si specifica che, "Nel video di 'Rolls Royce' Lauro manda un messaggio allusivo: impugna il microfono come fosse una pipetta per la droga."

Il secondo servizio dedicato a Lauro è di 6 ( sei) minuti e riguarda le ospitate da Fabio Fazio e Mara Venier. I due presentatori vengono fatti passare per complici dell’operazione di elogio della droga di Lauro, dato che hanno dato spazio a un artista che—oh mio Dio—ha preso dell’MD nella sua vita mentre scriveva un disco e ha osato parlarne in un’intervista.

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Grab dalla puntata di Striscia.

Ciliegina sulla torta, il servizio sulle “droghe che proliferano in rete” a cura di Marco Camisani Calzolari—definito in una bio “imprenditore digitale, digital evangelist e docente di Business Digital Communication all'Università di Pavia”—presentato con un’immagine che ritrae le pasticche di ecstasy con sopra il logo della Rolls Royce. Con delle foto di stock come sfondo, Camisani Calzolari annuncia l’esistenza di “turbodroghe” che per essere distinte dalle altre verrebbero marchiate proprio con i loghi delle “macchine più potenti che conosciamo.”

Mi fa volare il fatto che la parte in cui Camisani Calzolari dice che “i loghi di icone pop sono sempre (stati usati)” è tagliata dal servizio con un fade-to-black fatto male, come per sottolineare che non è un caso che un logo famoso possa essere stato impiegato nella produzione di MDMA e da un cantante in un testo. Il tutto si conclude con un’ulteriore carrellata di immagini di pasticche con sopra il logo della Rolls Royce, senza mai citare Lauro—ma dato che questo viaggio nel dark web è arrivato dopo ben due servizi sul rapper di Roma, al pubblico di Striscia non serviva un reminder.

Per tutti gli altri invece il reminder è che Striscia sopravvive da trent'anni, ieri ha fatto il 18,7 percento di share (a volte arriva anche al 30) ed è sempre il primo o il secondo più seguito in quella fascia.

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Una precedente versione di questo articolo riportava in due casi solo metà del cognome di Camisani Calzolari—che è, appunto, Camisani Calzolari.

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