News

Cosa sappiamo finora sul treno di pendolari deragliato in Lombardia

Mentre le cause sono ancora da accertare, il bilancio è di almeno tre morti, decine di feriti gravi e centinaia di feriti.
25.1.18
Foto via Twitter.

Intorno alle 6.57 di questa mattina, il treno Trenord numero 10452 partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi è sparito dai radar delle ferrovie ed è ricomparso poco dopo, rovesciato all’altezza di Pioltello. Dalla prime informazioni sembra che il treno viaggiasse a una velocità di 100 chilometri all’ora.

L’incidente ferroviario—che finora ha causato tre morti e centinaia di feriti—è tra i più gravi mai registratisi in Lombardia. Di seguito abbiamo raccolto tutti i dati e gli elementi emersi finora.

Pubblicità

LE PRESUNTE CAUSE DELL’INCIDENTE

Le primissime indiscrezioni hanno parlato di uno scambio che ha funzionato male: “alcune carrozze sarebbero passate, altre no,” si legge in un’agenzia. “Le due carrozze centrali si sono ‘intraversate’, finendo a un angolo di 90 gradi l’una dall’altra.”

Il questore di Milano Marcello Cardona, accorso sul posto, ha dichiarato: “Abbiamo individuato un cedimento tra vagoni ma sono ancora in corso tutti gli acceramenti per chiarire il quadro.” In mattinata, i tecnici di Rete Ferroviaria Italia hanno accertato—secondo fonti della stessa Rfi—un “cedimento strutturale di circa 20 centimetri di binario, circa due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento.”

Secondo una ricostruzione di Rfi il treno avrebbe percorso circa due chilometri con alcune ruote fuori dalle rotaie, prima che una delle vetture andasse a sbattere contro un palo e si accartocciasse su sé stesso. Un testimone, salito a Crema, ha raccontato: “Poco prima di Pioltello il treno ha cominciato a tremare, abbiamo capito che stava per succedere qualcosa. Avrà tremato per 3-4 minuti, poi è arrivata una botta.”

Gli stessi tecnici di Rfi hanno escluso “qualsiasi malfunzionamento degli scambi della stazione di Pioltello,” e riconosciuto come i sistemi di sicurezza della rete abbiano funzionato. I sensori posizionati sugli scambi, infatti, hanno rilevato “il passaggio anomalo di alcune vetture del treno” e bloccato la circolazione nell’area.

La procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo.

Pubblicità

IL BILANCIO DELL’INCIDENTE

Al momento del deragliamento c’erano 350 persone a bordo, e il bilancio accertato finora è estremamente grave: tre morti, una decina di feriti gravi e un centinaio di persone ferite.

Sul posto sono subito entrati in azione polizia (inclusa quella stradale e ferroviaria), carabinieri, vigili del Fuoco, Croce Rossa, Trenord e Rfi. Alle 11.30 i vigili del fuoco hanno comunicato la conclusione delle operazioni di soccorso.

La prefettura ha attivato due linee telefoniche—02 77584184 e 02 77584892, da usare solo in caso di necessità—per i parenti dei viaggiatori che possono chiedere informazioni sulla condizione e sul luogo in cui si trovano.

LE REAZIONI POLITICHE

Vista la concomitanza con la campagna elettorale, l’arco politico ha espresso solidarietà ma non ha risparmato polemiche sull’accaduto.

Silvio Berlusconi, a Rtl 102.5, ha detto che bisogna migliorare le infrastrutture e che “abbiamo un distacco con la Spagna e la Francia di almeno il 50 percento.” Giorgia Meloni ha dichiarato che “Morire così nel 2018 in una nazione che fa parte del G8 è francamente inaccettabile. Io penso che la questione infrastrutturale sia l'unica cosa sulla quale si può dire qualcosa in questo momento.”

Dario Violi, candidato per il MoVimento 5 Stelle alle regionali in Lombardia, ha affermato: “Sono senza parole. Non si può morire da pendolare. Il mio cordoglio va alle famiglie delle vittime dell'incidente ferroviario avvenuto stamattina alle porte di Milano,” aggiungendo che serve “una riflessione urgente sullo stato di linee ferroviarie regionali da Terzo Mondo.”

Il leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso ha espresso “solidarietà alle vittime,” e detto che “la tutela del lavoro passa anche dal pendolarismo.” Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, infine, ha sottolineato che “dobbiamo moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti, è un’essenziale dovere civile."