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Il governo dell'Iran sta bloccando internet per fermare le proteste

"La paura che un governo ha di perdere il controllo sulla popolazione è proporzionale al controllo che opera su internet."

di Ankita Rao
02 gennaio 2018, 11:38am

Immagine: Eduardo Woo/Flickr

Mentre le manifestazioni contro l’instabilità economica e la censura del governo persistono in Iran, il governo di Hassan Rouhani ha usato la sua tattica di repressione preferita: bloccare internet.

Secondo diverse fonti, il governo ha bloccato internet sulle reti mobili a partire dal 30 dicembre, compreso l’accesso a servizi di social media come Instagram e di messaggistica come Telegram, nel tentativo di impedire ai manifestanti di organizzarsi e amplificare il proprio messaggio. Si tratta della più grande dimostrazione pubblica anti-governo dal 2009.

“La paura che un governo ha di perdere il controllo sulla popolazione è direttamente proporzionale al numero di tattiche di controllo che implementa su internet,” ha detto Mahsa Alimardani, ricercatore che si occupa di libertà di internet in Iran pr Article 19 (e che scrive per Motherboard). “Nelle ultime ore ci sono state segnalazioni di connessioni casalinghe (che fino a ieri erano state lasciate indisturbate) a loro volta alle prese con blocchi d’accesso a siti web stranieri.”

La portata di questo blackout non è ancora del tutto chiara — studenti iraniani e altre persone hanno segnalato che le versioni per desktop di Telegram erano ancora in funzione, mentre Oracle continua a rilevare query DNS.

La situazione attuale deriva da problemi già presenti in Iran, di censura e controllo di internet. Durante le elezioni nel paese, tenutesi all’inizio di quest’anno, i giovani cittadini speravano che l’amministrazione di Rouhani avrebbe aperto l’accesso a internet e Rouhani aveva promesso di aumentare la velocità di rete e tagliare la censura. Finora, però, il governo e il nuovo ministro non hanno tenuto fede a nessuna di quelle promesse.

Gli iraniani hanno iniziato a usare VPN e costruito app che eludono la repressione erratica delle informazioni operata dal governo iraniano. A quanto pare, alcune persone hanno rimosso le proprie password di rete durante le proteste per permettere a un numero più alto di manifestanti di accedere a internet se le reti mobili erano bloccate.

Nel frattempo, la soppressione di internet è diventata un’arma sempre più pericolosa e comune per molti governi nel mondo. La Repubblica Democratica del Congo ha tagliato servizio mobile e web in vista di manifestazioni giusto un paio di giorni fa e, come ha riportato Motherboard, ci sono stati blackout simili in Kashmir e Gabon.