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L'app anti-spreco che distribuisce l'invenduto dei ristoranti non funziona benissimo, ma conviene davvero

Tutti parlano di Too Good To Go. Io le ho fatto le pulci su guadagno e sostenibilità e alcune cose potrebbero essere decisamente migliorate.

di Paola Buzzini
03 luglio 2019, 9:29am

Foto dell'autrice 

Ormai le app dedicate al cibo sono tantissime. Di davvero interessanti molto poche. Per scelta non ordino mai con le app di consegna a domicilio di ultima generazione: mi piace uscire, oppure mangiare a casa cose cucinate da me, e, non ultimo, ho a cuore la situazione dei rider, quindi lascio perdere. Fra tutte le applicazioni in circolazione, però, sono rimasta colpita da Too Good To Go, piattaforma che combina cibo pronto più discorso anti spreco.

In Italia ogni anno vengono gettate 10 milioni di tonnellate di cibo ancora buono: uno spreco che corrisponde a 700 euro all'anno per famiglia. Numeri che fanno paura - soprattutto se pensiamo alle file che aumentano ogni giorno fuori dalle associazioni benefiche che si occupano di garantire un pasto per tutti. Non è solo il cibo che viene sciupato, ma anche tutte le energie utilizzate nella filiera produttiva come acqua, elettricità e trasporto su gomma, che impattano sull'ambiente e sono responsabili della produzione di gas serra. Vogliamo tutti essere Greta Thunberg, ma cosa facciamo davvero?

E allora un gruppo di waste warrior, che fa parte di The Movement, movimento globale antispreco, ha proposto una soluzione in formato app: Too Good To Go, appunto. E io ho voluto provarla.

"Al momento dell'ordine non è possibile sapere cosa ci sarà all'interno, ma praticamente quasi tutti possono essere accontentati - un po' meno i vegetariani e vegani che saranno costretti a mangiare molti carboidrati"

Per prima cosa scarico la app e mi geolocalizzano subito a Milano. È abbastanza intuitiva. Inizio a giocarci un po' e mi accorgo subito che ci sono diverse tipologie di locali: pizzerie, bistrot fighetti, bar, panifici, supermercati (e anche hotel e fiorai!) in tutta Italia.

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Schermata dell'applicazione Too Good To Go

Ognuno carica Magic Box con all'interno il cibo invenduto o in scadenza, e poi indica l'orario di ritiro. Al momento dell'ordine non è possibile sapere cosa ci sarà all'interno, ma io amo il brivido e soprattutto mangio qualsiasi cosa. Praticamente quasi tutti possono essere accontentati - un po' meno i vegetariani e vegani che saranno costretti a mangiare molti carboidrati e latticini. Se sei allergico o gravamente intollerante a qualcosa, per il momento non te la consiglio.

Al momento dell'ordine ricevo una mail dove la app mi invita a portare una mia shopper per essere il più sostenibile possibile. Purtroppo non la potrò usare praticamente mai: tutti preparano la box in una busta con logone sopra.

Sono le 8 del mio primo giorno di prova dell'app, e ho chiaramente fame. Controllo un po' e trovo L'americano che amava le brioche.

Box-Americano-che-amava-le-brioches-1

Prenoto la mia Magic Box. L'orario del ritiro inizia alle 9 quindi mi doccio e parto. Il menu del locale è molto vario: uova, brioche salate e dolci, taglieri, maritozzi maialissimi, toast, pizze e mille altre cose. Entro, chiedo la box alla cassa, controllano l'ordine dal mio telefono e aspetto un po'. Mi consegnano il sacchetto ed esco.

Al momento dell'ordine ricevo una mail dove la app mi invita a portare una mia bag per essere, giustamente, il più sostenibile possibile. Purtroppo non la potrò usare praticamente mai: tutti preparano la box (che poi è sempre una busta di carta), a volte brandizzata Too Good to Go altre volte no.

Mi fermo ad una panchina e apro: due mini brioche alla marmellata e una salata alla cifra di 2,99 euro. Nella scheda del locale sull'app viene riportato anche il totale originale dei prodotti e in questo caso ammonterebbe a 6,99 euro. Mi pare un po' troppo, ma approfondirò più tardi. Essendo io una stronzetta avevo selezionato il filtro vegetariano e subito ecco un problema: la brioche salata è farcita con il prosciutto cotto. Tutto mediamente buono, contando che i prodotti sono del giorno prima.

"Agnolotti alle cime di rapa, ricotta bio di capra, salsa ai funghi, salame Milano e yogurt ai frutti di bosco. 4,99 euro per tutto questo ben di Dio: il prezzo reale è tra i 15 e 17 euro!"

La mia giornata continua: dopo essere stata al parco, vado a casa per pranzo. Spizzo un po' la app così da prenotarmi qualcosa. Sono in zona Isola quindi Eataly Smeraldo mi sembra perfetto! Ordine fatto, temporeggio per l'orario di ritiro e recupero tutto.

To good to go eataly

Non ci sono indicazioni all'interno del negozio della partnership con Too Good To Go quindi vado al punto informazioni. Verificano anche qui l'ordine, mi fanno firmare una bolla di ritiro (un po' esagerato forse?), mi consegnano subito la bag e in 5 minuti sono fuori.

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Il contenuto della box di Eataly: Agnolotti alle cime di rapa, ricotta bio di capra, salsa ai funghi, salame milano e yogurt ai frutti di bosco

Agnolotti alle cime di rapa, ricotta bio di capra, salsa ai funghi, salame milano e yogurt ai frutti di bosco. Sono gasatissima: 4,99 euro per tutto questo ben di dio. Il prezzo reale sarebbe tra i 15 e 17 euro. Formaggi e yogurt scadranno domani mentre il resto dei prodotti ha qualche giorno in più di vita. Volo a casa e tuffo in acqua salata metà degli agnolotti, li condisco con un po' di ricotta di capra e via. Un pranzo dignitosissimo direi. Nel pomeriggio mi viene fame e prendo dal frigorifero il mio yogurt, latte intero del Trentino, molto buono.

Per oggi non ordinerò più: non voglio sprecare quello che ho comprato quindi organizzo un piccolo aperitivo in terrazza da me con un paio di amiche e proporrò quanto rimasto dall'esperienza di oggi. Serata easy, tutte soddisfatte, la qualità del cibo è ottima.

La situazione però peggiora per quanto riguarda il packaging: spuntano vaschette di alluminio e bevande in bottiglia di plastica. Male male.

Prima di andare a letto controllo la app e, leggendo le recensioni e studiandola un po', capisco che i supermercati mettono poche box e non tutti i giorni. Trovo NaturaSì, che pare essere sempre sold out, quindi l'acchiappo immediatamente: 4,99 euro al posto di 16 euro.

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La mattina dopo controllo l'orario del mio ritirò: ore 12. Alla cassa mi portano immediatamente il mio ordine: cassone bio con ceci e spinaci (una sorta di Rustichella dell’Autogrill, ma gourmet), 1kg di riso integrale, ricotta di mucca biodinamica e formaggio fresco bio di capra. Se non ami i formaggi avrai qualche problema con la app: a quanto pare, essendo un prodotto fresco, c'è quasi sempre.

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"Avevamo già provato a dare una seconda vita all’invenduto, ma troppa burocrazia ci aveva fatto desistere. Inoltre in questo modo offriamo un sensibile vantaggio ai nostri clienti, che hanno un risparmio del 75% sul valore di mercato per prodotti che hanno una shelf life di 4-5 giorni"

Sono le 18 e inizio a pensare cosa ordinare per stasera. Nel frattempo ricevo messaggi e foto dalle mie amiche che hanno ritirato le loro box e mi sembrano tutte molto valide nel contenuto. Hanno scelto soprattutto forni e pizzerie ideali per le pause pranzo in ufficio. La situazione però peggiora per quanto riguarda il packaging: spuntano vaschette di alluminio e bevande in bottiglia di plastica. Male male.

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Il contenuto, in confezione di alluminio, della box di un'amica che ha utilizzato Too Good To Go

Torniamo però alla mia cena. Trovo disponibile Delicatessen e prenoto. Finalmente posso usare la mia bag, mi consegnano i prodotti nel sacchetto di carta alimentare senza involucri superflui: 4,99 al posto di 17 euro. Spacchetto e trovo un meraviglioso insaccato crudo di suino affumicato e due cakes al limone.

Scontrino-Delicatessen
Prosciutto-scadenza-Delicatessen

In Italia, secondo i numeri forniti da Too Good To Go, ci sono 130.000 utenti registrati e 550 store. E questo solo nei primi tre mesi.

Dopo due giorni, e grazie al contributo delle mie amiche compulsive, mi sento di potermi pronunciare: trovo l'idea di Too Good To Go davvero apprezzabile e di qualità. I commercianti che hanno deciso di aderire sono chiaramente sensibili al tema dello spreco e, forse non a caso, tutti hanno uno standard molto alto di qualità.

Ci racconta infatti Giovanni Mineo, panificatore e proprietario di Crosta a Milano (di cui non ho trovato mai box disponibili purtroppo), cosa lo ha spinto ad entrare nella famiglia TGTG: “Avevamo già provato a garantire una seconda vita all’invenduto, ma troppa burocrazia ci aveva fatto desistere dall’andare fino in fondo. L’app, invece, ci ha messo a disposizione un sistema molto semplice e intuitivo. Too Good to Go ha risposto benissimo alla nostra battaglia etica contro lo spreco alimentare. Inoltre in questo modo offriamo un sensibile vantaggio ai nostri clienti, che hanno un risparmio del 75% sul valore di mercato per prodotti che hanno una shelf life di 4-5 giorni, quindi, anche se acquistati il giorno dopo, sono ancora da considerarsi freschi e in perfette condizioni.”

Mi dispiace che ci sia un numero abbastanza esiguo di box disponibili al giorno, tre in media per ogni locale, e che tra i partner ci siano pochi supermercati. Immagino che gli scarti alimentari siano molto di più di quelli che vengono rimessi in circolo: come mai? Forse perché siamo ancora all'inizio? In Italia, secondo i numeri forniti da Too Good To Go, ci sono 130.000 utenti registrati e 550 store, e questo solo nei primi tre mesi.

Un'altra cosa che mi ha lasciato un po' di dubbi è la questione della trasparenza fiscale. Alcuni scontrini mancano alla consegna della box, altri non sono fiscali, ma forse fa fede l'acquisto online con PayPal o carta.

Sulla trasparenza fiscale ci rispondono prontamente proprio da Too Good To Go: "Per tutto ciò che riguarda la politica fiscale, Too Good To Go propone ai propri esercenti due opzioni: esattamente come altri player che si occupano di commercio elettronico indiretto (e-commerce), Too Good To Go permette al negoziante di registrare i corrispettivi degli ordini scaricandoli dalla propria piattaforma gestionale online, senza dunque effettuare scontrino. In alternativa, al momento del ritiro è possibile emettere scontrino che corrisponde al valore della Magic Box".

Vi avevo anticipato che sarei tornata dall'Americano che amava le brioche, voglio fare la
verifica dei prezzi. Li controllo direttamente dal menu e tutto torna, il risparmio è reale. Già che ci sono mi fermo a fare due chiacchiere con i proprietari, Marianna e Daniele, mi raccontano che “quando abbiamo aperto noi, due mesi e mezzo fa, era da qualche giorno approdata in Italia la app e dato il mestiere che facciamo anche fuori dal locale [hanno una società di consulenza per la ristorazione, NdR], ci tenevamo ad occuparci del tema dello spreco. In questo modo abbiamo anche la possibilità di farci conoscere in tutta la città. Il prezzo stabilito per TGTG corrisponde esattamente a quello di produzione quindi per noi non c'è guadagno, ma neanche una perdita sui prodotti - che comunque non potremmo più vedere il giorno dopo”. Chiedo anche del cornetto con prosciutto nonostante avessi selezionato opzione vegetariana, e mi confessano che deve esserci stato un problema con il sistema, perché a loro non era pervenuta la richiesta in tal senso.

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Il menu di un Americano che amava le brioche.

In poco tempo Too Good To Go è cresciuta tantissimo e ogni ora nuovi locali si aggiungono alla lista, quindi sicuramente troverete presto anche i vostri posti preferiti.

So che non avete ancora finito di leggere ma avete già scaricato la app, vero?

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