Cultura

Foto di luoghi turistici in Italia che d’inverno sono deserti

Anziani, cagnolini, bar vuoti: Federica Di Giovanni ha fotografato le isole minori italiane nel periodo in cui non le vede nessuno—tranne chi le abita.

di Vincenzo Ligresti
19 settembre 2019, 7:55am

Il vecchio ufficio postale di Ginostra, parte ponente di Stromboli, durante una notte di Maestrale. Tutte le immagini di Federica Di Giovanni, per gentile concessione di Crowdbooks.

Esistono dei luoghi in Italia che cambiano drasticamente in base alle stagioni: d'estate sono gremiti di gente, ma man mano che ci si avvicina al periodo invernale si svuotano. Tra questi ci sono tante località marittime, e in particolare le isole minori, dove durante la bassa stagione si contano quasi esclusivamente poche manciate—o se si è fortunati, migliaia—di autoctoni che si conoscono tutti fra loro.

Lo sa bene la fotografa Federica Di Giovanni, classe 1980, che da piccola osservava i suoi nonni "passare la vernata" sull'isola di Ponza nel mar Tirreno, e che ha poi deciso di prendere tra il 2012 e 2016 un sacco di traghetti nei mesi invernali per immortalare tutte le isole minori a diverse miglia dalla costa della nostra penisola. Da tutti questi viaggi è nato Isole D'inverno, libro fotografico con prefazione di Erri De Luca, edito recentemente da Crowdbooks.

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Interno della nave Toremar che collega Livorno con le isole dell’arcipelago toscano.

"Viaggiando in nave ho raggiunto Capraia, Lampedusa, Linosa, Pantelleria, Procida, le Pontine, Eolie, Egadi, Tremiti, il Giglio e l’isola di San Pietro per raccontare la realtà delle isole minori italiane in una stagione che spoglia queste terre dallo stereotipo di paradiso estivo e mostrarne una bellezza diversa, scandita dai racconti e dai gesti del quotidiano," racconta Di Giovanni nella prefazione.

Secondo i dati Istat più recenti, la popolazione delle isole sovracitate si attesta intorno a: 412, 6.590, 443, 7.743, 10.494, 4mila, 14.016, 5mila, 489, 1.436 e 6.444 abitanti. Si tratta di numeri che, per quanto relativamente cangianti, bisogna comunque prendere come indicativi—per esempio non è detto che molti dei giovani residenti non siano già migrati in città più grandi, per frequentare l'università o magari fare altro.

Ciò che nelle isole minori invece resta qualcosa di certo, secondo Di Giovanni, sono: "Il mare arrabbiato che non fa partire il traghetto, le manovre della cisterna che porta l’acqua in scogli remoti, la pesca dei calamari, la caccia agli uccelli migratori, il ritrovarsi quotidiano nell’unico bar aperto, [che] diventano tante piccole allegorie." Perché, del resto, "Ogni isola è una storia a parte ma appare anche, in qualche modo, uguale alle altre."

Scorri in basso per guardare altre foto del progetto. Per ordinare una copia di Isole d'inverno, invece, puoi andare qui.

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Angela e i faraglioni della spiaggia di Ciraccio, Procida.
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Ventotene. Sullo sfondo l’isolotto di Santo Stefano, già penitenziario nel '700 sotto i Borboni, che restò in funzione fino agli anni ’60 ospitando nel corso del tempo patrioti del Risorgimento, anarchici come Gaetano Bresci e antifascisti come Sandro Pertini.
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Ponza, campo sportivo.
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Marettimo.
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Ristorante da Angelino, Ponza. Sullo sfondo, a sinistra del televisore, l’isola di Palmarola.
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Festa di carnevale a Ponza.
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Quattro cani randagi nella spiaggia dei Conigli. Il randagismo è stato per anni un problema quasi senza controllo a Lampedusa. Da qualche anno è stato aperto un centro di sterilizzazione per cani e gatti abbandonati. Diverse associazioni ambientaliste stanno cercando di prendersi cura di questi animali.
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Giuseppe Sanguedolce, chiamato Zu Pippinu, e il suo cane Zorro, un momento prima che arrivi la tempesta, sul tetto del loro Dammuso a Pantelleria.
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Il vecchio ufficio postale di Ginostra, parte ponente di Stromboli, durante una notte di Maestrale.
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Salvatore raccoglie i gabbiani feriti delle Tremiti e se ne prende cura tenendoli liberi nel suo orto.
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Tiziana e Balù sulla Ripa dei Falconi, Tremiti. Nei crepacci e nelle innumerevoli buche nidifica il falco pellegrino.
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La valle delle Favare a Pantelleria. Le favare sono getti di vapore d’acqua che fuoriescono dalle crepe delle rocce e possono raggiungere la temperatura di 100°C. Il fenomeno, chiamato anche il respiro dell’isola, è più visibile con le basse temperature invernali.
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Il faro di Punta del Diavolo, San Domino. In questa zona, in cui s’incontrano i venti da Sud e da Nord, il mare è sempre mosso. Questo luogo, ora abbandonato, 25 anni fa fu lo scenario di un attentato che ancora oggi è avvolto dal mistero.
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Interno della nave per Capraia. Da Livorno all'isola sono circa tre ore di navigazione quando il mare è calmo.
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Mario “Risulino,” il venditore ambulante di Marettimo
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Cimitero delle navi di Lampedusa. La maggior parte delle vittime dei naufragi sono migranti africani.
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Isola di San Pietro, dopo una giornata di tempesta.
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