La libertà del corpo nudo femminile negli scatti di Amanda Charchian

Abbiamo parlato con la fotografa di complicità femminile e di com'è camminare nudi per le grotte del New Mexico.
17.3.16

Questo articolo contiene immagini di nudo esplicito

Tutte le immagini per gentile concessione dell'artista

Nel suo ultimo libro, intitolato Pheromone Hotbox, Amanda Charchian rende omaggio alla nudità femminile. Tra il 2012 e il 2015 la fotografa di Los Angeles ha viaggiato per tutto il mondo, ritraendo donne in Islanda, a Cuba, in Israele, in Marocco e molti altri posti. Gli scatti che compongono la monografia trasmettono indubbiamente una certa sensualità, ma, essendo il frutto di un punto di vista femminile, sono privi di stucchevole vulnerabilità. Guardandoli, si percepisce libertà e potenza. Abbiamo contattato l’artista per parlare di male gaze, di cosa accade quando è una donna a mettersi dietro l’obiettivo, e di com’è camminare nudi per le caverne del New Mexico.

The Creators Project: Come è nato il progetto e perché hai deciso di farne un libro?

Amanda Charchian: Proprio in questi stessi giorni di marzo, quattro anni fa, sono andata in Costa Rica con due amiche. Ho iniziato a fotografarle, forse con troppa insistenza, come se ci fosse un puzzle da risolvere. Scavando in questa ansia, ho capito che ciò che stavo provando era un sentimento unico e proprio di quando una femmina fotografa un’altra femmina in modo intimo, in uno scenario che ha un che di selvaggio sia dentro le nostre teste che nelle circostanze effettive. Per una donna, è impossibile districare l’energia creativa da quella sessuale—anche se parliamo di un discorso il più delle volte inconscio. È ciò che chiamo “pheromone hotbox,” uno spazio in cui avviene un processo biologicamente ambiguo mentre i nostri feromoni interagiscono (in modo non sessuale) per generare qualcosa di creativo attraverso una fiducia che è allo stesso tempo malizia. Ho scoperto che attraverso la macchina fotografica potevo accedere in modo unico alle donne creative della mia vita. Questo metodo di indagine fotografica intima si è trasformato in un progetto a sé.Nei quattro anni successivi ho viaggiato e ho scolpito le dimensioni di Pheromone Hotbox.

La copertina mi fa pensare a uno di quei libri degli anni Ottanta sull’estetica della casa e del giardino che si trovano nei mercatini. Hai subito influenze del genere, o mi sbaglio?

Il designer del libro, Brian Roettinger, è una persona incredibile. Aveva molte altre versioni per la copertina, ma alla fine ho voluto che ci fosse l’immagine più grande possibile. Ho pensato che somigliasse a una vecchia edizione di Architectural Digest, quindi no, non sbagli affatto!

Diresti che il tuo lavoro cerca esplicitamente di sovvertire il male gaze?

Non è mai stata mia intenzione sfidare il male gaze, ma penso che le immagini lo facciano da sole, in quanto prodotto del mio volermi concentrare sulla forza femminile. Non sono in generale una persona reazionaria, preferisco dedicarmi alla creazione del mondo in cui voglio vivere.

A tuo avviso, che differenza c’è tra una donna che ritrae un'altra donna e un uomo che fa la stessa cosa?

Trovo che—specialmente quando lavorano nell’industria della fotografia di moda e di fotografia di nudo, storicamente dominate dagli uomini—le donne ripongano una fiducia diversa quando lavorano con altre donne, priva di un fattore predatorio. Nella mia personale esperienza, si crea automaticamente un’atmosfera cameratesca e da gang di sole ragazze quando si fotografano donne all’avventura; la vulnerabilità diventa un punto di forza. Le immagini nel libro sono uno studio di cosa accade quando un gruppo di donne crea insieme, senza inibizioni e senza la presenza di un giudizio maschile.

Come hai trovato i tuoi soggetti? Erano amiche, altre artiste, modelle?

Tutte le donne che ho fotografato nel libro sono artiste: poetesse, pittrici, stiliste, registe, attrici e via dicendo. Sono fortunata perché mi sono ritrovata in un ambiente di donne incredibili, molte delle quali considero amiche importanti. Parte del mio intento con questo libro è che le persone vadano poi in cerca delle opere di queste donne.

C’è stato un luogo in particolare che ti ha sorpresa per il modo in cui le persone hanno reagito alla nudità e alla sessualità?

Lo shock dato dal vedere una persona nuda in pubblico è lo stesso in tutto il mondo. Ad ogni modo, la sorpresa più grossa è arriva quando abbiamo inventato un modo per farla franca. Quando ho scattato le immagini alle Carlsbad Caverns in New Mexico, ho dovuto richiedere un permesso per affittarle dopo l’orario di chiusura delle visite. Ero arrivata da NYC dopo aver viaggiato per otto ore dall’aeroporto con due artiste che avevo appena incontrato e stavo cercando di trovare un modo per riuscire a scattare foto di nudo là dentro, sapendo che la cosa andava contro le regole del parco. Avevo avuto l’illuminazione di chiedere una guida donna per farci scortare dentro il parco, e avevo comprato del tessuto da avvolgere intorno alle modelle, che loro avrebbero fatto poi accidentalmente “scivolare via.” Abbiamo guardato la luna piena sopra le nostre teste e mi ricordo di aver pregato perché filasse tutto liscio. Dopo aver preso un ascensore verso le profondità del parco naturale, la guida si è girata verso di me e ha detto, “Ho visto le tue fotografie. Mi piacciono davvero molto.” A quel punto, ho trovato una nuova sicurezza. Abbiamo iniziato a scattare direttamente senza il tessuto, camminando nude tra le caverne di stalagmiti. È stato un momento incredibile.

La Deluxe Edition del libro include un profumo in edizione limitata—un’idea interessante.

HOTBOX Eau de Parfum è frutto di una collaborazione con SANAE Intoxicants. Ha raccolto oli naturali da tutto il mondo, ispirata dai luoghi del libro. Per me questo profumo è simile all’odore a cui hotbox mi fa pensare; un miele fatto di sudore femminile.

Potete ordinare in anteprima Pheromone Hotbox qui.

Questo articolo è apparso originariamente su The Creators Project Australia.