Nel luglio del 1994 una nuova scarpa da calcio, la prima realizzata da Nike in quel campo, faceva il suo ingresso sul terreno di gioco di Pasadena, in California. Fast-forward di vent’anni e quella scarpetta bianca e nera, la Tiempo, è diventata un’autentica icona. Come ogni compleanno che si rispetti, per festeggiarla lo store di via del Corso a Roma le ha dedicato uno spazio, lo stesso in cui verranno presentati due modelli celebrativi: Nike Tiempo Legend V e Nike Tiempo ’94 OG, scarpa da calcio la prima e sneaker la seconda.
Se le novità non fossero abbastanza, qui di seguito trovate l’intervista a Lucamaleonte, l’artista che ha in programma la realizzazione di un murales dedicato a Totti e che nell’attesa ha avuto la possibilità di personalizzare un paio di Tiempo '94 destinate al Capitano. Lo abbiamo incontrato per capire come mai abbia deciso di cimentarsi in quest'ultima impresa e osservarlo alle prese con le Tiempo.
VICE: Come è nata l’idea di dedicare un murales a Francesco Totti?
Lucamaleonte: Insieme alla galleria “999 contemporary”—con la quale sto allestendo la mostra personale Underdog che sarà inaugura il 15 febbraio—abbiamo inizialmente pensato a una serie di Dei pagani contemporanei. Nike era al corrente delle mie passioni calcistiche e mi ha dato la possibilità di realizzare questo ritratto. Quando eravamo pronti per partire, abbiamo però dovuto stoppare tutto. Non avevamo fatto i conti con il tempo, a Roma c’è stata la “settimana della merla”, freddo, pioggia e allagamenti.
Dove avresti dovuto dipingere?
Vicino Porta Metronia. È il cuore della storia del capitano [il quartiere dove è nato Francesco Totti], il muro ha senso inquadrato in questo particolare tessuto urbano. Verrà realizzato comunque, appena il tempo migliora sono operativo per dipingere.
Cosa rende un calciatore come Totti un soggetto artistico?
Gli stilemi di riferimento della serie Dei pagani sono classici ma in una chiave contemporanea. Da questo progetto nasce l’idea di dipingere un muro come omaggio a Francesco Totti e che allo stesso tempo lo raffigurasse come un’icona contemporanea molto forte.
Nell’arte contemporanea è evidente da sempre l’utilizzo di icone come soggetti, e già questo rende Totti un soggetto che si avvicina all’arte. Il suo modo di stare in campo poi è—non sono oggettivo e non ce la faccio a esserlo—un artista del pallone. I suoi numeri e la sua storia parlano chiaro, e tra l’altro è un giocatore che ha sempre dimostrato una grande onestà e umiltà nel prendersi le proprie responsabilità sia sul campo che fuori, sempre mantenendo un profilo basso, nonostante sia indiscutibilmente il re di Roma.
Quale immagine hai scelto per rappresentarlo?
Il muro sul quale dipingerò sarà alto 15 metri circa, è una bella facciata. Ci saranno anche delle finestre, non sarà una facciata cieca. L’immagine sarà decontestualizzata, non sarà ritratto mentre calcia un pallone, ma sarà un primo piano del suo viso. Stiamo ancora valutando il tipo d’iconografia da usare, il tipo di foto, ma su quello sono abbastanza tranquillo. So bene qual è il mio stile. Ogni volta che dipingo a Roma è automaticamente un tributo che faccio a Roma, ma stavolta non sarà soltanto un omaggio alla mia città, ma anche a uno dei suoi personaggi più significativi.
Tra l’altro Nike ti dà la possibilità di personalizzare un paio di scarpe Tiempo '94 che poi verrà consegnato a Francesco Totti.
Sì, mi è stato chiesto di customizzarla e sono stato lasciato libero di creare quello che volevo. Alla luce della mia romanità erano tutti abbastanza sicuri che non avrei disegnato Aquile o altri simboli sconvenienti.
Mi sono ispirato, forse un po’ banalmente, all’antica Roma, alla storia che si respira nella nostra città. In generale i miei riferimenti sono sempre molto classici per questo mi sono trovato a mio agio da subito. Ho pensato ai piedi di un calciatore come il pennello per un artista, e quindi ho deciso di incoronarli, e di farlo alla maniera dell’antica Roma.
Realizzerò sui lati e sul collo del piede, fino ad arrivare alla punta della scarpa, una corona di alloro. Il tributo che si dava ai generali dell’esercito romano. In seguito anche le province dell’impero furono obbligate a donare una corona, per rendere omaggio alla centralità dell’esercito romano. Gli eroi ne ricevevamo tre: una d’oro da Roma e due dalle province.
Incoronare i piedi di Totti per me è doppiamente simbolico, lo faccio da tifoso, lo faccio a nome della città, lo faccio anche per tutti quelli che gli dovrebbero rendere tributo e magari non lo fanno.
Sulla linguetta, una parte abbastanza caratteristica della scarpa, disegnerò sul piede destro la lupa capitolina, con Romolo e Remo come immediato richiamo alla città; mentre sull’altro piede, il sinistro, ci sarà il mio simbolo, un icosaedro che utilizzo come firma. L’icosaedro ha una posizione molto significativa all’interno delle mie composizioni, e in questo caso ho deciso di accostarlo idealmente al simbolo di Roma.




