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Gli scienziati hanno scoperto da dove vengono il pene e il clitoride

Grazie all'evoluzione, i nostri peni e clitoridi non sono divisi in due.
Un serpente a sonagli con i suoi emipeni. Immagine: Tess Thornton/Wikimedia Commons

Vi siete mai chiesti come siete arrivati ad avere un pene, o un clitoride? Non in una prospettiva filosofica o storica―vi siete mai chiesti materialmente da dove vengano fuori i vostri genitali e di cosa siano fatti?

Niente più incertezze: per la prima volta gli scienziati hanno capito esattamente come si sviluppano il pene e il clitoride nella fase embrionale, da quali cellule provengono e perché non ne abbiamo un paio di entrambi.

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La scoperta, pubblicata di recente sia su Nature che su Scientific Reports è importante per diversi motivi, curiosità e stranezza sono soltanto i primi.

Una persona su 250 nasce con una sorta di malformazione genitale (solitamente correggibile), comunemente chiamata ipospasia, in cui l'uretra non è completamente chiusa. La ragione scientifica che sta alla base di questa condizione, secondo i ricercatori, è il fatto che durante la fase di sviluppo possediamo due mezzi peni, o mezzi clitoridi, che alla fine si fondono in un unico apparato.

Il fatto che partiamo con due pezzi di qualsiasi cosa ci sia nelle nostre mutande può sembrare incredibile, ma da quello che sappiamo sulla biologia evolutiva non è poi così sorprendente.

Gli animali sono pieni di strutture omologhe―la struttura dell'ala di un pipistrello è simile alla pinna di una balena, che è simile alla nostra mano. Durante lo sviluppo nel grembo materno, queste somiglianze sono ancora più marcate e spesso assomigliamo a maiali, polli o altri animali, a seconda della fase embrionale che stiamo attraversando.

Sapendo questa cosa non è così folle pensare che nell'utero per un certo periodo possediamo due strutture genitali, considerando anche che i serpenti adulti e le lucertole possiedono due genitali (chiamati rispettivamente emipeni ed emiclitoridi).

Anche se non è esattamente un'omologia in senso stretto (i ricercatori parlano di "profonda omologia"), la teoria di base è la stessa: si ipotizza che i geni che codificano i nostri genitali siano simili a quelli dei serpenti.

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"Il fallo è di origine composita, i cui lati, sinistro e destro, sono situati in compartimenti limitati di cellule progenitrici che si uniscono durante la chiusura del corpo," ha scritto Martin Cohn, ricercatore presso l' Howard Hughes Medical Institute e autore dell'articolo pubblicato su Scientific Reports. "Un meccanismo comune che coinvolge l'interruzione della chiusura della parete del corpo posteriore potrebbe essere alla base di entrambi [le ipospadie], e questo potrebbe spiegare la loro frequente associazione con gli esseri umani."

Cliff Tabin della Harvard Medical School, uno degli autori dell'articolo pubblicato su Nature, mi ha scritto via email che il pene e il clitoride degli amnioti (mammiferi e uccelli) e degli squamati (serpenti e lucertole) "derivano dallo stesso patrimonio genetico."

Nonostante ciò, i nostri genitali sono fatti di cellule leggermente diverse rispetto ai nostri fratelli e sorelle squamati. Il team di Cohn ha analizzato alcune cellule di animali in via di sviluppo e ha scoperto che i genitali degli squamati sono costituiti dallo stesso materiale che compone gli arti superiori delle lucertole, mentre i nostri provengono dal "tail bud" (letteralmente "abbozzo di coda", ammasso di cellule presente a livello embrionale da cui nei cordati si formerà poi la coda.")

"Quando abbiamo effettuato il fate mapping dell'origine embrionale di queste strutture, abbiamo scoperto che il tubercolo genitale (il primordio del pene e del clitoride) deriva dal "tail bud"," ha scritto Tabin. Mentre "l'emipene deriva dal mesoderma della piastra laterale, lo stesso tessuto da cui traggono origine gli arti posteriori."

Appurato ciò, Cohn osserva che i peni dei serpenti possono essere considerati "veri e propri falli a metà," perché i nostri partono da due organi e diventano uno, mentre nei serpenti i due organi di partenza restano separati.

Al momento, non ci sono applicazioni cliniche per queste informazioni, ma credo potremmo tutti ringraziare Madre Natura di non possedere due mezzi peni o due mezzi clitoridi.