Secondo Elon Musk l'universo è una simulazione

Elon Musk crede fermamente che l'Universo sia stata creato da una superintelligenza.
3.6.16

Durante la serata di mercoledì Elon Musk, il CEO di SpaceX e Tesla, ha fatto una cosa che ormai replica abbastanza spesso: permette al pubblico di fargli delle domande e gli risponde come se avesse riflettuto su quei temi per anni—Di solito è davvero così.

Basta prendere una citazione a caso dall'intervento di Elon Musk alla Recode Code Conference per cucire su misura una notizia esplosiva: vuole piazzare gli esseri umani su Marte entro il 2025, ha detto che quest'anno SpaceX è in tabella di marcia per effettuare dei test con il razzo più potente del mondo, ha spiegato che Marte non è "male" come posto per morire, vuole rilanciare un missile Falcon9 già usato entro pochi mesi, ha detto che siamo già dei cyborg, ha spiegato che la democrazia diretta sarebbe il miglior metodo di governo per una colonia marziana e ha infine approfondito il funzionamento di questa democrazia diretta.

In base alla domanda, la discussione che ne risulterà potrebbe sfociare nella filosofia o potrebbe non essere troppo distante da un dibattito tra studenti di ingegneria strafatti. Gran parte di queste tematiche sono state trattate da Motherboard in precedenza—Ma, insomma, visto che Musk ha creato dei razzi che possono atterrare da soli, delle macchine che si guidano da sole e sta lavorando attivamente per portare gli esseri umani fuori dal pianeta Terra, ogni sua parola ha un impatto decisamente rilevante.

Il mio segmento preferito della chiacchierata della scorsa notte è probabilmente quello più di tutti vicino a Motherboard. Musk ha detto che c'è "una possibilità su un miliardo" che non stiamo vivendo, in questo momento, in una simulazione virtuale—Ciò significa che Musk è un deciso supporter dell'ipotesi che è stata un'intelligenza artificiale super intelligente a creare l'universo per come lo conosciamo noi.

"C'è una possibilità su un miliardo che la nostra sia solo una semplice realtà"

"La tesi più convincente a favore dell'idea che stiamo vivendo in una simulazione è la seguente: 40 anni fa avevamo Pong, due rettangoli e un punto," ha spiegato Musk. "Questo è ciò che erano i giochi. Ora, 40 anni dopo, abbiamo delle simulazioni fotorealistiche in 3D con milioni di persone che vi giocano simultaneamente, e si migliora di anno in anno. Presto avremo la realtà virtuale, la realtà aumentata, e se cercassimo di stabilire un qualche tasso di miglioramento scopriremo che presto i videogiochi diventeranno indistinguibili dalla realtà."

Abbiamo pubblicato un paio di articoli sull'ipotesi che la realtà sia solamente una simulazione, inizialmente proposta dal filosofo inglese Nicholas Bostrom nel 2003. Questa ipotesi accetta tre possibili spiegazioni per la natura dell'universo, come Bostrom ci aveva gentilmente spiegato in un podcast per Radio Motherboard lo scorso anno.

Secondo le ipotesi, uno dei seguenti scenari è vero:

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  • Stiamo letteralmente vivendo in una simulazione computerizzata.
  • Nelle civiltà più avanzate c'è una forte repulsione alla creazione di "simulazioni degli antichi"—per questo, le civiltà più avanzate non hanno alcun interesse a creare dei videogiochi del loro passato
  • Qualcosa distrugge tutte le civiltà prima che siano capaci di sviluppare tecnologie in grado di simulare la coscienza

Come scritto da Maddie Stone in un articolo di Motherboard su un'ipotesi simile, ci sono prove sempre più convincenti che il nostro Universo sia in realtà un ologramma, e questa ipotesi spiegherebbe le anomalie della fisica che ancora non comprendiamo e che la creazione dell'universo è l'opera di una super intelligenza. Sta anche crescendo l'interesse, da parte della comunità scientifica, per cercare di scoprire qualcosa in più sulla natura della realtà. Il Fermilab del Department of Energy sta attualmente lavorando ad alcuni dei primi esperimenti svolti per cercare di capire se viviamo o meno in un ologramma, anche se i primi risultati non hanno generato risultati interessanti.

Musk crede fermamente che, delle tre possibilità proposte da Bostrom, la prima sia quella corretta. Afferma che visto che stiamo già creando delle simulazioni di qualunque cosa—Abbiamo anche un simulatore di assemblaggio mobili Ikea, santi numi—e la potenza computazionale non fa che aumentare, finiremo con il creare delle realtà simulate.

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"Anche se il ritmo del progresso tecnologico crollasse a partire da ora—immaginiamo di essere 10.000 anni nel futuro, che sulla scala evolutiva è un nonnulla. Siamo indubitabilmente sulla strada giusta per ottenere dei videogiochi che siano indistinguibili dalla realtà, e videogiochi di questo tipo potranno essere giocati su delle console o sui computer, da tutti. A partire da queste condizioni, sembra ovvio dire che le possibilità che la nostra realtà sia davvero reale sono bassissime," spiega Musk. "C'è qualcosa di sbagliato? C'è qualche buco logico in questo ragionamento?"

Musk ha affermato che delle tre possibilità avanzate da Bsotrom, quella simulativa è la più papabile: le altre due sono decisamente più squallide di una tesi che afferma che, be', la realtà non è reale. "Credo che ci sia una possibilità su un miliardo che la nostra realtà sia davvero reale," ha detto. "Credo proprio si tratti di una possibilità su miliardi. Dovremmo sperare sia così, altrimenti, se le civiltà smetteranno di evolversi la loro fine potrebbe essere causata da una qualche calamità naturale, quindi forse dovremmo sperare di vivere in una simulazione. O riusciamo a creare delle simulazioni indistinguibili dalla realtà, oppure la civilità smetterà di esistere. Queste sono le due opzioni."

Perché una persona qualunque dovrebbe interessarsi della natura della realtà? Be', è una di quelle domande esistenziali contemporaneamente assurde e incredibilmente interessanti, quando ci pensi. Un ottimo argomento di conversazione da accompagnare a cannette e birrette—Magari evitatelo durante gli incontri galanti.

"Ho discusso così tante volte di questo argomento," ha detto Musk. "Io e mio fratello siamo arrivati al punto di doverci vietare questo tipo di conversazioni, per evitare di distruggere l'atmosfera nei bei momenti—Per esempio, durante una sauna."

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