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My Queer Valentine

Queer Power e Orgasm Simulator sono i giochi che ti ricordano che i sessi sono molto più di due.
Giulia Trincardi
Milan, Italy
13.2.15

Non c'è momento migliore all'anno del 14 Febbraio per riflettere sui ruoli di genere: cosa significa essere uomo/donna? Perché le alternative devono essere solo due? Se credete che basti un pene o una vagina per fare la differenza, pensate a quanto si devono sforzare le riviste specializzate per ricordarci cos'è una vera donna o un vero uomo. Se fosse così semplice, non dovrebbe essere un pensiero naturale? Quanto è naturale e quanto è invece costruita la nostra performatività di genere, il meccanismo socio-culturale con cui affermiamo la nostra sessualità?

La banalità più trita è che le donne vengano da Venere e gli uomini da Marte, ma se c'è una cosa che Sailor Moon ci ha insegnato è che ci sono un sacco di pianeti da cui venire e che la sessualità è una faccenda molto più sfaccettata, complessa, ibrida e meravigliosamente ambigua di quanto non vorrebbe la famiglia televisiva standard o il bombardamento pubblicitario di San Valentino.

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Molleindustria—casa indipendente che dal 2003 sviluppa giochi che fanno satira su temi socio-politici e culturali—ha trattato anche tematiche queer, portandole online con due giochi dalle meccaniche familiari: un arcade e un simulatore.

Invece che per l'organo che abbiamo, pensiamo al sesso per l'organo che ci attrae: è la meccanica base del gioco Queer Power, dove—su uno sfondo di teneri organi genitali dai colori pastello—non puoi decidere quale anatomia possedere, ma solo quale ti dà piacere, quale cerchi, quale ti fa vincere—o pareggiare elegantemente—un orgasmo nel gioco.

Screenshot via

Sempre progettato da Molleindustria, Orgasm Simulator vi mette nella—scomoda—posizione di dover fingere un orgasmo; il gioco cambia la domanda da "quanto è facile scoprire se una donna finge" a "quanto è difficile non farsi scoprire a fingere" e insegna un po' di ironia dura su cosa ci si aspetta in un rapporto sessuale stereotipico.

Perché, come spiega il gioco, "Simulare fa rima con amare."

Certo, la realtà del mondo queer è molto più complessa di come un gioco possa ritrarla. Soprattutto perché la satira, per poter criticare certi aspetti della nostra cultura, in qualche modo li deve reiterare. Le alternative di scelta in Queer Power sono comunque solo due—Dick Lover e Pussy Lover—più una terza "confusa" che non può considerarsi rappresentativa di tutte le bandiere queer.

Con i dovuti limiti, il gender bending e la satira della cultura pop suggeriscono ugualmente un modo per passare un San Valentino alternativo: giocando.

Con le convenzioni, con i ruoli, con le prospettive. E con tanta, sana ironia.