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Gli esploratori di ritorno dalla simulazione di Marte

Il video degli esploratori che mostrano la loro casa marziana alle Hawaii
Immagine: HI-SEAS

Dopo aver vissuto 120 giorni in un ambiente progettato per simulare le condizioni su Marte, la crew HI-SEAS, acronimo per Hawaii Space Exploration Analog and Simulation, è tornata a casa. E questo è il video della diretta del ritorno di questi volontari con Google Hangout.

Il progetto, finanziato dalla NASA, ha l'obiettivo di studiare cosa dovrebbero fare gli astronauti per sopravvivere in modo relativamente comodo durante una missione su Marte.

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Poco prima della fine dell'esperimento i membri della squadra hanno mostrato l'hut e hanno condiviso le proprie impressioni su questi quattro mesi di permanenza. L'ambiente si trova a circa 2400 metri di altezza in una cava abbandonata a Mauna Loa, alle Hawaii. Il sito dell'HI-SEAS descrive così le condizioni di vita:

L'habitat che simula le condizioni sul Pianeta Rosso è costituito da una cupola fornita dalla Pacific Domes International, con una struttura su due piani progettata da V. Paul Ponthieux della Envision Design, e costruita dalla Blue Planet Foundation di Honolulu, Hawaii. La cupola geodetica ha un diametro di 11 metri, e un volume di circa 380 metri cubi. La superficie è di 92 metri quadrati e include aree di uso comune come la cucina, la sala da pranzo, il bagno con doccia, un laboratorio, una palestra e spazi comuni. Al secondo piano ci sono sei cabine private e un bagno. Altri 14 metri quadrati sono occupati da un'officina ricavata da un container alto 6 metri.

Le aree della struttura sono open space, al primo piano ci sono cucina, salotto, spazio di lavoro comune, una palestra e un laboratorio. Al secondo piano ci sono sei cabine per l'equipaggio e un bagno (in questo video si vede come potrebbero funzionare le toilette su Marte.)

Ho dato un'occhiata al video di questo progetto in cui i membri del gruppo parlavano della connessione wifi e della camera telemetrica, prima di portare gli spettatori a fare un giro nello spazio lavanderia. Per alcuni potrebbe essere noioso, ma HI-SEAS ha proprio l'obiettivo di immaginare la routine di ogni giorno nell'ambiente marziano.

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"Facciamo molto di più che fare finta di essere astronauti per un po' di mesi sulla cima di un vulcano," ha detto Casey Stedman, ufficiale dell'Air Force, evidenziando l'utilità di questa sperimentazione per una futura missione su Marte.

Un altro membro del team, Ross Lockwood, candidato a un dottorato in fisica dei solidi, ha mostrato la stampante 3D usata durante la simulazione. Lockwood ha parlato, tra le altre cose, dei door-holder di tessuto per lo sportello della camera d'aria, e dei magneti a forma di cupola HI-SEAS stampati in 3D. Ha poi fatto vedere la stampante in azione che creava altri magneti, producendo il rumore che avrebbe un pezzo noise marziano.

Il piano terra dell'habitat HI-SEAS 2. Immagine: HI-SEAS

Lucie Poulet, ricercatrice associata e candidata al dottorato al Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt di Brema, ha condiviso le sue impressioni sulla simulazione. Poulet, che sta lavorando alla progettazione di serre per l'ambiente spaziale e di metodi per ottimizzare la luce per far crescere le piante, ha detto di aver sofferto un po' la noia della routine durante la simulazione. Ha poi parlato delle lezioni di yoga e di altri programmi di fitness da seguire durante la permanenza nell'habitat.

Potrebbe sembrare una questione irrilevante, ma il benessere degli astronauti è fondamentale per qualsiasi progetto di permanenza sul suolo marziano. Chissà quali effetti potrebbe avere Marte sulle nostre membra umane, abituate alle condizioni di vita terrestri.