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La polizia ha beccato il bot che acquistava cose random sulla darknet

Nemmeno un algoritmo può farla franca nel comprare ecstasy online.
16.1.15
Not even an algorithm can get away with scoring some ecstasy online. ​​Photo: grumpy-puddin/Flickr

Se compri droghe dagli angoli più oscuri di internet, c'è sempre la possibilità che tu possa venir beccato. Ma cosa succede se è un robot ad effettuare gli acquisti? Salta fuori che la polizia è felicissima di stanare anche gli acquirenti automatizzati di droga.

​A ottobre, gli artisti Carmen Weisskopf e Domagoj Smoljo del collettivo artistico !Mediengruppe Bitnik ​hanno dato a un bot computerizzato 100 dollari in bitcoin alla settimana da spendere acquistando oggetti a caso sulla darknet. Gli oggetti sono stati inviati alla Kunst Halle Sankt Gallen—una galleria a più o meno un'ora a est di Zurigo, in Svizzera—dove sono state esposte come parte della mostra "The Darknet - From Memes to Onionland. An Exploration."

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L'installazione, aperta dal 18 ottobre 2014 allo scorso 11 gennaio, ​ha incluso oggetti come una collezione di e-book de Il Signore degli Anelli, una cappello da baseball con telecamera nascosta inclusa, dei jeans importati e, inoltre, 10 paste di ecstasy, Senza particolare stupore, sono proprio le pasticche ad aver attirato l'attenzione della polizia locale.

Secondo una dichiarazione sul sito di !Mediengruppe Bitnik:

"Il mattino del 12 gennaio, il giorno dopo la chiusura della mostra durata tre mesi, il procuratore pubblico dell'ufficio di St. Gallen ha chiuso e sigillato il nostro network. Sembra che lo scopo della confisca fosse quello di distruggere le pastiglie per impedire il coinvolgimento di terze parti. Questo è ciò che sappiamo per ora. Crediamo che la confisca sia un intervento non giustificato ai danni della libertà di espressione artistica.

Andreas Baumann, rappresentanto dell'ufficio di procura di St. Gallen ha detto ​alla redazione tedesca di Motherboard che la polizia aveva saputo della droga il venerdì sera, e ha ottenuto l'ordinanza di chiusura lunedì mattina.

"Sfortunatamente non siamo stati capaci di coordinarci col gruppo di artisti a causa dello scarso preavviso, ma la mostra era finita in ogni caso," ha detto Baumann. "La polizia è andata lì proprio per l'ecstasy. Per noi era importante che nessuno ci mettesse le mani sopra.

Secondo Baumann, hanno cominciato una investigazione, ma la polizia non ha ancora sospetti—cosa che potrebbe essere difficile trovare, visto come sono state acquistate le droghe. "Che le domande che il nostro lavoro fanno saltare fuori siano ora parte di un'investigazione legale prova l'importanza di ciò che stiamo facendo," dice Weisskopf, parlando alla testata svizzera 20min.ch.

Il collettivo ha citato una recensione ​dell'installazione del The Guardian nella sua dichiarazione, che fa alcune importanti domande, "Può un robot o software essere incarcerato se commette un crimine?"

Il curator della Kunst Halle Giovanni Carmine ha detto alla redazione tedesca di Motherboard che la galleria non è sotto indagine e che il !Mediengruppe Bitnik ha cercato consulenze legali prima dell'inizio della mostra. Benché gli artisti sapessero che non potevano eliminare tutti i rischi—essendo casuale la natura di questo acquirente di oggetti—si aspettavano che il limite di 100 dollari avrebbe arginato i riscih.

Ma se !Mediengruppe Bitnik farà mostre simile in futuro, il consiglio di Baumann è quello di sostituire l'ecstasy con altri pastiglie gialle.

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