Finanzia il progetto per un docu-film su un gruppo di romani in fissa con gli alieni

Prendi otto romani che hanno avuto 'esperienze astrali' e parla con loro di alieni, cosmologia e umanità.
16.3.17

Italia e fantascienza sono da sempre due concetti agli antipodi. Proprio per questo motivo, nelle rare occasioni in cui si toccano, il risultato è sempre quantomeno curioso.

È il caso di ALBE — A Life Beyond Earth, un docu-film in produzione sulla storia di 8 improbabili personaggi romani fissati con gli alieni, le abduction, lo spazio e più in generale tutto ciò che non è "umano".

Gli autori, Elisa Fuksas e Tommaso Fagioli, hanno bisogno di 30.000€ per completare il film e hanno appena lanciato una campagna di crowdfunding decisamente audace, ma onestamente non mi viene in mente un solo buon motivo per non contribuire alla realizzazione di un progetto del genere.

"È sicuramente una storia che mette in scena risposte e domande necessarie: 'siamo soli nell'universo' è una domanda di carattere, appunto, universale."

I soldi serviranno a completare la produzione, "ALBE è il frutto di un lungo periodo di ricerca, fondamentale per trovare le storie, i personaggi giusti e inquadrare l'approccio corretto al tema," si legga nella pagina del crowdfunding. "Al momento siamo in gradi di girare circa il 15-20% del film — Quando il budget totale sarà ufficialmente chiuso, abbiamo in programma circa 3 settimane di riprese."

Il film è un ibrido tra fiction e documentario, e racconta la storia di Antonio, Carlo, Josefa, Patrizia, Giampolo, Daniela, Francesca, Stefania — 8 persone che non c'entrano granché l'uno con l'altro, ma che condividono un sentimento cosmologico comune decisamente profondo, "ALBE è la messa in scena della vita vera di queste persone che realmente hanno avuto esperienze 'astrali' particolari dirette o indirette, o ne sono a conoscenza," mi ha spiegato Tommaso in uno scambio via mail.

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"Si tratta di una specie di 'trascrizione' accompagnata della realtà, ma non è stato un percorso che abbiamo deciso a tavolino: è accaduto perché era giusto così," continua Tommaso, spiegandomi la natura ibrida della produzione. "Pensa che il progetto era nato come un film, poi è diventato un documentario puro con una chiave molto scientifica, ma non eravamo soddisfatti: in entrambi i tentativi mancava sempre qualcosa, soprattutto l'autenticità del sentimento cosmologico — che è quello che ci premeva raccontare."

Secondo gli autori, ALBE è in un certo senso una risposta a una domanda persistente. "Credo che oggi una maniera per raccontare temi umani sia rilanciarli in chiave cosmica," mi spiega Tommaso, "Questa è la riflessione razionale, ma ovviamente ci sono ragioni di pura fascinazione." Per Elisa, autrice del film, la necessità è evidente, "È sicuramente una storia che mette in scena risposte e domande necessarie," mi spiega. "Per fortuna questa volta le questioni poste riguardano tutti: 'siamo soli nell'universo' è una domanda di carattere, appunto, universale."

Resta il fatto che ALBE si inserisce in un panorama cinematografico estremamente saturo di fantascienza, e l'idea di inserirsi in un ecosistema del genere forse può risultare dubbia, a livello produttivo — "Il mondo si è ristretto, la realtà è dominata dal principio di ipervisibilità e trasparenza, la storia sembra essere arrivata ad un vicolo cieco e un futuro transumano fa paura," mi spiega Tommaso. "C'è la pervasiva sensazione di essere arrivati al capitolo finale o a un punto di svolta: è naturale allora lanciare lo sguardo altrove, specie là fuori, anche per ritrovare il senso del mistero."

ll crowdfunding su IndieGogo si protrarrà fino ai primi giorni di aprile e dispone di una serie di ricompense piuttosto interessanti per i supporter, "le riprese iniziano il 3 aprile, anche se per me il film è già finito e già mi manca," mi spiega Elisa. "Le location sono il mondo dei nostri
otto protagonisti, che grazie alla loro sensibilità e a un grande cuore per me sono dei super eroi e quindi 'terrestri extra' — Sono persone con una vita, figli, lavoro e famiglie che però hanno la capacità di aprirsi ad altre possibilità di intendere le realtà che ci circonda e la nostra permanenza qui," continua. "Sono dei resistenti, per questo sono eroi: non si arrendano. Non può essere tutto qui."