Le migliori Posse Track del rap italiano

Partiamo dai classici di Neffa e Dj Gruff per arrivare al presente—ecco qui le tracce collettive che hanno fatto la storia dell’hip hop nostrano.
02 marzo 2020, 12:23pm
posse track rap italiano
Collage, fotografie promozionali

Ci siamo dimenticati di una cosa piccola piccola ma fondamentale. Non è del tutto colpa nostra visto quanto il rap nel 2020, italiano e non, sia pieno di ego enormi che rischiano di scoppiare in faccia ogni minuto ai singoli proprietari. Che l’hip-hop nasce, cresce, matura e si diffonde come voce di una comunità, non del singolo individuo, e che ognuno è sempre parte di qualcosa: una gang o un collettivo, un’etnia, una nazione, persino un gruppo di amici; insomma, una posse.

Per questo, ci siamo anche scordati del peso enorme che le “posse tracks” hanno avuto per l’immaginario—ma anche per la struttura, le rime, le basi, i mezzi—di queste musiche. Parliamo, semplicemente, di tracce con almeno quattro rapper a mitragliarci sopra le rime. In origine voleva essere un modo per diffondere il proprio messaggio e allargare la comunità, dando ad altri il modo di avere il proprio minuto di celebrità, e, benché con il tempo la cosa sia un filino degenerata verso la competizione e lo show, il senso dovrebbe essere quello.

Per rinfrescarvi la memoria, e farvi scoprire un mucchio di cose belle, ecco qua un bel Listone. Sicuramente incompleto, ma ricco d’amore e ricolmo di un significato che va ben oltre le singole tracce, e si fa descrizione di momenti storici e luoghi geografici: scintille di scene musicali infinite.

Neffa - "I messaggeri Pt. 1" (1996)

Qui si fa l’hip hop d’Italia, o si muore. Una traccia che è la storia del nostro rap, dove Neffa produce e rappa insieme a Dre Love, Kaos One, DJ Lugi, Phase 2 ed Esa, presi benissimo in punta di funky leggero come piuma. Da Neffa & i Messageri della Dopa se conoscete solo “Aspettando il Sole” siete delle brutte persone, ma avete modo di rimediare. Anno di grazia 1996.

Sottotono - “langlediz” (1996)

Col loro piglio che fa tanto soft porno e hip hop chillato, esordiscono “Voglio una tipa sui quaranta che mi mantenga / E che si vanta per quanto a letto renda / Mi comporto come un vero gaggio / Infatti io sto all'abbordaggio come il baseball a Joe Di Maggio”. Sembra passato un secolo, e in effetti è così. Siamo nel 1996 e i Sottotono si portano dietro Esa, Bassi Maestro e Polare. Supa Lova!

Chief & Soci - “Keepin’ it” (1997)

Di nuovo: “Son qui per farti tornare al passato / Back in the days”, e alla storia dell’hip hop italiano infatti torniamo. Siamo nel bel lontano 1997, in un progetto anomalo ma classicissimo, con Chief da Milano, Huda dal Nordafrica e Dj Enzo da Napoli. Un unico album all’attivo, Il mondo che non c’è, da cui è tratta la traccia. Produzione curata da The Next One, scratches di Dj Double e feat di Shabazz the Disciple e Lefty a.k.a. Left Side. Chicca.

Gente Guasta ft. Rome Zoo All Stars - “I solidi sospetti” (2002)

Altro giro altra festa, siamo di nuovo a Roma, con produzione multipla curata da Boulevard Bou, Esa e Fabri Fibra. Si tratta, in realtà, di una traccia tratta da La grande truffa del rap, uscito nel 2002. Pieno di gente, tiro e beat bello alto, rime veloci di Colle Der Fomento, Supremo 73 e Il Turco. “Lo sai chi è? lo sai chi siamo? / Roma-Milano! Milano e ritorno! / Yo yo! Roma Zoo e Gente Guasta! (ti basta?) / Roma Zoo e Gente Guasta! (ti sblasta!)”.

Asher Kuno - “Barre Pt. 3” (2004)

Stile a palla per la traccia tratta da The Fottamaker del 2004, ricolma di funk torrenziale, caldo e veloce. Rime su rime con la gentile collaborazione di Bat, Jack The Smoker, Gomez, Vacca, Snake, Mondo Marcio e Duein, più produzione di Mace. Pezzo enorme da un grande album accantonato davvero troppo rapidamente. “Porto il mio rap nei club delle varie città / Incendio i party infatti soffitta / Per Asher Kuno coi miei fra' mi raduno / Agli altri offriamo la merda e i calci nel culo”.

In The Panchine – "Deadly Combination" (2005)

Sopra la strumentale di “Live Foul” dei Mobb Deep, citazioni del SERT, Luis Buñuel, Bela Lugosi, Lucio Fulci, Desdemona Lioce, canne a profusione, morfina e cocaina, si apre il disco del 2005 tutto costruito su basi d’altri. Si tratta d’una specie di progetto parallelo dei Truceboys che poi finirà per figliare in un parto incestuoso e sanguinolento il mondo scuro, hardcore e splatter dei TruceKlan: daje di Ministero dell’inferno.

Dogo Gang – "Roccia Anthem Freestyle" (2005)

“Questa non se la ricordano manco loro”, dicono nei commenti di YouTube. Viene il dubbio non ve la ricordiate manco voi. Tra flow pesanti come manate in faccia e mazzate volanti sopra le basi, la gang si unisce e fa scintille con Ted Bee, Don Joe, Deleterio, Vincenzo da Via Anfossi, Marracash e Club Dogo al completo. È il 2005 e Roccia Music è al Vol.1; altri tempi. A raccogliere virtualmente l’eredità c’è Genesi e la sua prima traccia, fuori nel 2013.

DJ Gruff - "Viene e va, Lato A" (2007)

Anni dopo la fine dei Sangue Misto, DJ Gruff prende ulteriormente il volo. In quindici minuti qui spalanca il rap italiano a una moltitudine d’influenze e voci quasi ineguagliate. Una visione orchestrale e personale come solo Gruff sa e può fare. Presenti: Polda, DJ Enzo, Svez, Menhir, Esa, Ekspo, Paura, Danno, Domasan, Joz, Speaker Cenzou, Vaitea. Leggiadro, ma violento come pochi altri.

The Dublinerz - “Tutti quanti Remix” (2008)

Bassi Maestro, Supa e Lord Bean infilano prima la traccia nel loro Low Cost Raiders, ma la fanno saltare per aria espandendola con il remix che vede, in ordine di apparizione, i feat di Kuno, Dafa, Donjoe, Ape, Rido, Davo, Amir, Ghemon, Rayden, Mastino, Michel, Jack the Smoker, Weedo, Maxi B, Medda, Kiave, Zampa, Mistaman, Gue Pequeno, Rula, Polare, Kaso, Bat, Babaman. Raga, non c’è più posto, in ‘sti undici minuti che continuano inspiegabilmente a montare e non ti mollano mai.

Don Joe & Shablo (Thori & Rocce) - " Le leggende non muoiono mai" (2011)

Il pezzo viene fuori da Thori & Rocce, curiosa collaborazione tra Don Joe & Shablo. I due si portano dietro i soliti noti: Fabri Fibra, Jake La Furia, Noyz Narcos, Marracash, Guè Pequeno e J-Ax, con in più l’arrivo inatteso di un presissimo Francesco Sarcina de Le Vibrazioni, che infila un ritornello e una melodia che acchiappa al volo. Il video a dir poco tamarro in salsa steampunk mette il punto e si va a capo.

Brain & Lord Madness - “Dal primo al settimo cerchio” (2011)

Il duo collabora con FNO, Claver Gold e i Kmaiuscola e produzione di Dj Ceri. Ed esplodono una bomba di grinta, botta tecnica, velocità, funky, rimarcato da barre quali “Rapper predator al micro non esito vado al massimo / Per te l'esito è drammatico altero pulsazioni / Sono più rapido vado in anticipo” o “Dalla mina no grafite / Solo dinamite, udite udite”. Dateci retta, è tutto vero.

Gemitaiz - "Tutti quanti" (2013)

Esattamente come da titolo: Killa Cali, Jack the Smoker, LowLow, Ensi, Uzi Junker, Clementino, Pedar Poy, uno più carico dell’altro, sopra una strumentale in loop tirata via da “Duck Season” dei The Beatnuts, che s’incastra in testa come poco altro al mondo. Pura fotta.

Clementino - "Messaggeri del Vesuvio" (2013)

Istrionico e carico come pochi, Clementino spara questa mina con MC Polo, Ale Zin, Speaker Cenzou, Shaone, Ekspo, Svez, Dope One, Kapwan, Op’Rot, Rob Shamantide, Rametto, Uomodisu, facendo il verso a, ma omaggiando, Neffa e i suoi. Produce Shablo ed esce sull’album Mea Culpa. La descrizione migliore viene dalle barre di Svez: “Cantante di nicchia sta minchia / Il mio flow è fuoco puro / Spinge come il pogo / E picchia-duro come il videogioco”. Clementino non si tiene e fa il bis anni dopo su Miracolo!. Recuperate anche NAnthem Vol.1 e 2 per un interessante spin-off.

DSA Commando vs 16 Barre - “Orde” (2013)

Savona e Rovigo s’incontrano per mandare a ferro e fuoco tutto. Sembra di tornare dalle parti del TruceKlan, per un rap scuro, tetro, underground e fedele alla linea, pieno di riferimenti alle migliori chicche complottiste, al punk e il metal, l’horror e l’esoterismo da pulp magazine. Non mancano le citazioni al AK-47, la guerra dei Balcani, il gas Sarin, Stanley Kubrick e il complotto dell’allunaggio, GG Allin, Douglas Adam …e persino i Sunn 0)). Avercene così!

Mr. Phil ft. RM Allstarz - “Uno contro uno” (2013)

Italiano di origine inglese, vero nome Philip Preston, tira fuori dal cilindro una Roma Allstar con dentro Er Gose, Suarez, Lucci, Prisma, Sace, Fetz Darko, Rak, Er Costa e Deal Pacino: è la celebrazione totale dell’hip hop romano. Fetz Darko canta “Uno contro uno Roma batte tutti Fetz Darko / Ciucciame er cazzo Giudafella stronzo questo è er fatto / Impara a regge' i colpi gladio dentro ar Colosseo / Fai il re del cazzo ma davanti a me sei un pigmeo”, mentre ogni barra si regge su riferimenti a qualsiasi tipo di scontro, lotta, tecniche e arti marziali, vere o inventate. È guerra.

CaratiCrew - “Carati #1” (2013)

Dall’uno al due, tra il 2013 e l’anno successivo sono usciti nove diversi pezzi su YouTube di questa strano progetto inizialmente anonimo della scena nostrana. Abbiamo poi scoperto che le barre appartenevano Lucci, Egreen, Brain, Lord Madness, Don Diegoh, Kenzie Kenzei, Big Things, Johnny Roy e Warez. Dei produttori, invece, si sa poco o nulla. Una cosa è certa, si tratta di pezzi diretti, all’attacco, senza ritornelli pop ma solo tecnica sparata in faccia. Zero promozione, no all’etichetta, poco o nulla anche sui social. Respect.

Machete Empire Records – "Battle Royale" (2014)

Direttamente dal Machete Mixtape III si porta dietro addirittura undici diversi artisti, tra i quali Salmo ben poco calmo, un Nitro enorme e carico come pochi, Rocco Hunt che pare voler finire nei Co’ Sang, Bassi Maestro che distribuisce grazia a profusione, El Raton che soffia acido e via così con tutto il resto. Quasi dieci minuti e ne vuoi ancora. Se si considera che è il seguito spirituale di “King’s Supreme” dal primo mixtape si capisce perché ne vorremmo sempre di più. Infiliamoci pure “Pronti a tutto” dal A__pocalypshit Army Mixtape e finiamola così.

Unlimited Struggle - "Posse Cut" (2014)

Inno alla vecchia scuola, calcio in faccia ai trapper ai quali MadBuddy riserva la frecciatina “Così mi vuoi spiegare il rap su una base trap? / Ti salta in aria la chiavetta, si scollega il Mac” mentre l’intro sgombra il campo subito da ogni dubbio “Su di una spanna / Il suono originale non si affanna / Unlimited Struggle / Sto col meglio del meglio in Italia”. Nove MC: Cali, Egreen, Stokka, Mistaman, Frank Siciliano, MadBuddy, Johnny Marsiglia e Ghemon. Cinque sulla base: DJ Shocca, Big Joe, Zonta, Fid Mella e DJ Tsura. Video dello stesso mitico Frank Siciliano. Per festeggiare i dieci anni della crew e dell’etichetta, oltre al 45 giri esce pure la varsity jacket. Non vi basta?

Demo – “Genova Vs Everybody” (2015)

Singolo del 2015 fa un giro, ovviamente, tra vari esponenti della scena rap di Genova, raccolti intorno a Studio Ostile. Non particolarmente conosciuto, purtroppo. “Genova contro tutti / Genova contro tutti / Tutti, tutti / Genova contro tutti”. In cima IZI, Tedua Albe Ok, Vaz Tè, Dala Pai Pai, Nader Shah, RK eAxel Spleen. Da riscoprire.

Bassi Maestro - "Benvenuti a Milano" (2017)

L’intenzione è chiara dal titolo, l’attitudine espressa dopo due secondi: “Benvenuti a Milano / La capitale indiscussa del rap italiano / Il posto in cui vengono perché sanno chi siamo / Dove quando sbagli non ti danno una mano / Benvenuti a Milano / Dove chi chiede scusa non finisce lontano / Dove c'è merda di cui non parla Saviano / Dovunque c'è una festa ‘Pronti raga? Dai, andiamo’”. Inizio da milanese imbruttito a cui partecipano Lazza, Lanz Khan, Axos, Pepito Rella e K Sluggah, l’album è Mia maestà. Bassi replica poi con “WLKM2MI”, a cui si aggiunge Jack The Smoker.

Mattak - "Square Flag Posse" (2017)

Traccia di una, purtroppo, misconosciuta posse della Svizzera Ticina. Il titolo fa riferimento diretto alle origini del gruppo, mentre le barre e le musiche raddrizzano a randellate l’egocentrismo e la superficialità di tanti trapper italioti. Marteena, Limon Willis, V-Ted, NoWordz, Funky Nano e Mattak.La produzione è opera di D-Ego, gli scratches sono realizzati da Dj FastCut.

Drone126 – "CXXVI" (2018)

La Love Gang al completo, produzione di Drone126 e al mic Ketama126, Pretty Solero, Ugo Borghetti, Asp126 e Franco126, si mette in testa di fare quello che interessa a questo articolo: riportare in voga la posse track. Alla fine, diventa una specie di manifesto totale, che Drone declina con un beat ad andamento lento e a metà tra trap e hip hop, mentre gli altri seguono il loro flow. Segue su Asso di Guasconi un altro giro a nome “Giovanni Peroni”, bella stonata e dedicata, sì, alla Peroni ghiacciata.

Ensi - “Rapper posse track” (2019)

Con la produzione di Big Joe, Ensi include nel suo Clash Again il singolo con featuring di Lazza, Danno, Clementino, Jack The Smoker e Agent Sasco. Lo scopo è chiaro e Danno lo spiega a dovere, “Jake LaMotta, metto tutti sull'attenti / Tolgo pezzi di altri MC dai miei denti / Uccido rapper, puro intrattenimento / Né per stile, né per fama, né denaro, è per divertimento / Sul tempo sputo il mio veleno”. Lyrical soprano’s style.

The Night Skinny - "Mattoni" (2019)

C’è un motivo se dietro a Night Skinny s’accalca sempre il meglio della scena. Più di cinque anni fa arrivava su “Indian Tweet Posse” un assalto a base di Achille Lauro, Johnny Marsiglia, Ensi, Noyz Narcos, Chicoria, Louis Dee, Er Costa, Clementino, Rocco Hunt e Egreen, con tanto di seguito a base di Lord Bean, Ghali, Mama Marjas e altri. Nel recentissimo “Mattoni” il video si apre dicendo “se soffri di attacchi epilettici è meglio evitare di guardare questo video”, ma vale in realtà per la musica. Già sai.

THB Kirua - “Posse Track” (2019)

Forse è la più recente del lotto, e vede la partecipazione di Daytona KK, Radical, Knowpmw, Goldie KK, Jordan 23 e THB Brown della LOBBY, su strumentale tratta da “If I Can’t”, di 50 Cent, prodotta da Dr. Dre e Mike Elizondo. Fuori controllo, genuinamente delirante e stonata all’eccesso. “Ho mischiato questo e quello perché non frega un cazzo / Metto tanto parmigiano perché non frega un cazzo”, tipo manifesto poetico. “Sto sulla trap come su una tetta un bambino”. Rap analfabeta: e non è un insulto, ma un apprezzamento.

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