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A9N1: Sangue al cervello

Gli animali ci vogliono morti

Per millenni gli uomini hanno cercato in tutti i modi di complicare la vita agli animali. Ora, però, loro sembrano decisi a vendicarsi.
14 gennaio 2013, 1:00pm

Per millenni gli esseri umani hanno cercato di incasinare il mondo animale con attività quali la caccia sportiva, la distruzione del loro habitat per stare più comodi, o lo spellamento delle loro carcasse per farne guanti. Oggi forse gli animali hanno deciso di vendicarsi. Lo scorso settembre un gruppo di castori ha attaccato dei nuotatori nella contea di Fairfax, in Virginia. Nel 2010, alcuni stormi di pipistrelli hanno attaccato più di 500 persone in un villaggio del Perù, uccidendone almeno quattro. E in Africa e in India, negli ultimi anni, gli scimpanzé hanno attaccato gli uomini, rapendone alcuni e nutrendosi di bambini.

La maggior parte degli esperti etichetta questi episodi come generiche “stranezze”, escludendo che gli attacchi facciano parte di un trend globale. Nel 2008, John Jeremiah Sullivan ha scritto di questo argomento in un articolo apparso su GQ... ma è venuto fuori che buona parte del contenuto era inventato. Del resto però, la scienza ufficiale, quella vera, parla di una cosa chiamata plasticità del fenotipo, la capacità di un organismo di mutare le proprie caratteristiche per sopravvivere all’ambiente circostante. Questo processo viene abitualmente associato alle piante, ma in rari casi alcuni animali hanno dimostrato di fare qualcosa di molto simile.

Scettici a parte, è possibile che il regno animale si stia organizzando in maniera aggressiva per rispondere alla grande stronzaggine degli esseri umani? Secondo Stephen Stearns, professore di Ecologia e Biologia Evolutiva all’Università di Yale, no. “[Gli attacchi] sono probabilmente la risposta alle continue invasioni degli esseri umani negli habitat animali,” mi ha detto. “Gli animali stanno reagendo alle azioni degli uomini, e gli uomini non sanno bene quello che fanno.”

La mia ricerca mi ha condotto da James Donahue, un pensionato del nord del Michigan che vive a stretto contatto con alcuni animali selvatici e che ha ricevuto una risposta da un’entità spirituale che lui e la moglie hanno chiamato Padre Abba. Questa entità è convinta che l’aumento degli attacchi animali contro esseri umani sia il presagio della “fine dei giorni”. Ho voluto saperne di più, anche perché di questi tempi, chi sa chi ha ragione e chi no?

VICE: Hai sentito che gli animali hanno dichiarato guerra all’uomo?
James Donahue: Sì, ma trovo difficile credere che gli animali possano decidere deliberatamente di andare di casa in casa e attaccare l’uomo a meno che non siano stati provocati. Gli animali sono molto territoriali, lo sanno tutti. Non vanno in cerca di guai. Nel bosco dietro casa ci sono orsi e puma, e le uniche volte che abbiamo l’occasione di vederli è quando rovistano nella spazzatura.

Cosa ha da dire il tuo amico Padre Abba su questi attacchi?
Nella nostra seduta, Padre Abba mi ha confessato che il destino del rapporto tra esseri umani e animali non avrà un futuro se continueremo a sovraffollare il mondo. Nel nostro discorso siamo giunti alla conclusione che questi strani comportamenti siano il sottoprodotto di un disegno naturale. Ma è solo una teoria.

E Abba avrebbe una teoria sul perché gli animali siano diventati così cattivi con gli uomini?
Be’, mi ha detto che gli animali si sentono minacciati e che dopo tutti gli anni in cui abbiamo violato il loro spazio hanno deciso di dire basta e di vendicarsi come meglio possono. Padre Abba attribuisce tutto questo all’arroganza umana. Quando ero giovane, un uccello aveva fatto il nido ai piedi di un albero nel mio cortile e ogni volta che mi avvicinavo mi fissava dritto negli occhi. Gliene va dato atto, gli animali sono più svegli degli uomini.