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A8N6: Il sesto annuale di narrativa

I grandi scrittori sono tutti matti

Prima che i media iniziassero ad interessarsi alle gocce di sperma delle più stupide star da reality, gli scrittori erano gli indiscussi riferimenti sessuali del loro tempo.
26 giugno 2012, 8:00am

Prima che i media iniziassero ad interessarsi alle più piccole gocce di sperma delle più stupide star da reality, gli scrittori rappresentavano gli indiscussi riferimenti sessuali del nostro, e del loro, tempo. Molti erano dei veri e propri geni e aiutarono in mille modi a dar forma alla cultura attuale. A differenza dei vari Jesse James o Kim Kardashian o chiunque altro, questi scrittori potevano inzuppare il biscotto in ogni buco, sempre, e farla comodamente franca, quasi sempre. Certo, poco è cambiato—lo sapevate che Michael Chabon ha trasmesso il papilloma virus alla moglie? Nell’interesse di ricordare e di incoraggiare i lettori e gli autori di oggi a scopare chiunque, dovunque, in qualsiasi momento, fintanto che questo ispiri creatività, mi sono preso la libertà di parlarvi delle gesta nascoste degli autori più importanti del mondo occidentale.

James Joyce

Quando uscì, l’Ulisse fu messo al bando per oscenità. Jimmy però tenne le sue vere perversioni per sé, e nelle lettere alla moglie Nora. Con missive piene di fronzoli floreali neanche fosse un adolescente in botta ormonale, Joyce scriveva di amare “l’odore della [_sua_] figa,” e di quanto fosse preso dall’aerofagia: “È meraviglioso scoparsi una donna che si scoreggia addosso ogni volta che la si penetra con forza.” Concordo.

Franz Kafka

Pochi anni fa, lo studioso di Kafka James Hawes richiamò l’attenzione sulle perversioni del fondatore del modernismo. L’autore era solito collezionare gli oggetti più insoliti con un unico scopo: farsi le seghe. Kafka era abbonato al Der Amethyst, una pubblicazione underground caratterizzata dalla massiccia presenza di immagini raffiguranti tizi spompinati da creature a forma di porcospino, golem unghiati intenti a divorare seni femminili e bambini partoriti da gambe affettate.

Lewis Carroll

L’autore di Alice nel paese delle meraviglie era un pastore anglicano senza figli. Ma era anche un grande estimatore delle ragazzine preadolescenti e cercava di persuadere i genitori della sua congrega a lasciargli fotografare le figlie nude. Si dice che abbia chiesto in sposa Alice, la ragazza che ispirò il nome del suo romanzo più noto, quando questa aveva solo 11 anni.

Lord Byron

Il poeta trascorse la sua vita in giro per il mondo, impegnato a scoparsi ogni buco umido trovato per strada. Tra le sue conquiste ci furono la cugina Margaret Parker, il suo protetto John Edleston e la sorellastra Augusta Leigh, a cui mai diede tregua. Pare che due giorni dopo il parto, Byron l'avesse presa con forza, analmente. Non ci sono limiti alla creatività, soprattutto quando il risultato sono versi così celestiali.