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Siamo stati alla Million Mask March di Anonymous

Ieri cadeva la notte della congiura delle polveri, e i membri di Anonymous di tutto il mondo si sono dati appuntamento per scendere in piazza e protestare. Siamo stati alla marcia di Londra, e questo è ciò che abbiamo visto.
06 novembre 2013, 2:00pm

Ieri cadeva la notte della congiura delle polveri, il che significa che i membri di Anonymous hanno riempito ancora una volta Londra per prendere parte alla Million Mask March. L'evento invitava tutti a un "tea party", il cui scopo era quello di "ricordare al mondo ciò che ha scordato, ovvero che equità, giustizia e libertà sono più che mere parole" e denunciare il blackout dei media mainstream e l'insabbiamento dei problemi di rilevanza mondiale—tutte preoccupazioni legittime, per quanto un po' nebulose.

Dal momento che non conoscevo tea party i cui partecipanti indossano maschere e rimangono anonimi (a meno che non sia il genere in cui finisci coperto di sperma), ho deciso di andare e dare un'occhiata.

Il programma fissava il punto di ritrovo a Trafalgar Square, trampolino di lancio per un corteo diretto a Westminster. Invece di andare a casa col sopraggiungere del freddo, l'idea era quella di restare in strada per l'intera giornata. Almeno stando a quanto specificato dall'evento Facebook, che diceva: "NB: Questo sarà un evento di 24 ore, quindi preparatevi a riunirci pacificamente per 24 ore." (Spoiler: Non è andata così)

Fattomi strada nella folla, sono rimasto un po' deluso quando, dopo aver chiesto a Jerry qui sopra cosa sperasse di ottenere con la marcia, mi ha risposto: "Niente. Ci vogliono molte più persone. Ecco perché vado in giro con il cartellone. I più non capiscono cosa sta succedendo nel mondo." Al che la sua amica Mindy si è intromessa. "Vogliamo fare un gran baccano," ha detto. "Vogliamo un cambiamento. Un vero cambiamento."

Era già chiaro che i manifestanti fossero lì per scopi diversi e non sempre in accordo tra loro.

Poi mi sono ritrovato a chiacchierare con alcuni tizi radunatisi sotto la Colonna di Nelson. "Siamo qui per la rivoluzione. Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica. Ci sono un sacco di imbrogli, vogliono avvelenare l'acqua. E non è solo questo, anche il cibo è compromesso," mi ha spiegato uno, subito seguito dall'amico. Quest'ultimo si diceva stufo di tollerare le insensatezze del governo: "Dobbiamo andare laggiù e far saltare gli edifici. Sparargli in faccia."

Il corteo si è fatto strada verso il Parlamento, mentre una serie di cori e grida di guerra fuoriuscivano dalle maschere.

Qualcuno ha lanciato un fumogeno. Mi sono chiesto se fosse una specie di segnale per far partire la rivoluzione, ma purtroppo alla fine si è rivelato un semplice fumogeno.

Come spesso accade durante le proteste, alcune persone che non avevano intenzione di essere coinvolte ci si sono ritrovate in mezzo—in questo caso si trattava di alcuni pendolari in ritardo. Con ogni probabilità il ragazzo al piano superiore dell'autobus era più preoccupato di tornare a casa dopo una giornata di lavoro che non di sfidare la cabala corrotta che governa il pianeta, tant'è.

Almeno lui non se l'è passata male. Al contrario di quest'autista.

Ma dopo un po' anche il pendolare ha cominciato a vedere il lato buffo della faccenda. O forse credeva che fingendo di stare dalla parte di Anonymous si sarebbe garantito una vita facile nel mondo post-rivoluzione. Un nuovo ordine mondiale che probabilmente sarà guidato da questo ragazzo, se le pose messianiche e il culto delle folle fossero un'eventualità.

A quest'uomo, invece, mancava semplicemente il carisma. O forse solo la maschera. E infatti, anche dopo aver fatto uno sforzo erculeo per scalare il semaforo non è stato in grado di raccogliere una setta di seguaci.

Eppure sembrava un'attività scelta da molti, quella di scalare i lampioni per la pace.

Ho incontrato Steven, un sedicenne del Surrey, che mi ha detto, "Stasera sarà un successo, almeno fino a quando tutto sarà calmo e tranquillo. Voglio che il governo sappia che siamo qui, che abbiamo una voce. Siamo una grande maggioranza e devono capirlo." Come potete vedere da questa foto, la maggior parte delle persone era felice di assorbire lo spirito pacifico della protesta, anche se a giudicare dai suoi vestiti il ragazzo sulla sinistra è più David Gandy che il Mahatma Gandhi.

Altri avevano intenzioni meno pacifiche e in alcuni punti ci sono stati piccoli tafferugli con la polizia, decisa a non farsi assolutamente rubare la sua preziosa barriera di metallo.

I poliziotti giocano a GTA V? Non ha alcuna rilevanza ai fini di questo articolo, ma sarebbe interessante saperlo.

Altri promuovevano messaggi più violenti, ma ho avuto la sensazione che non facessero sul serio. È possibile acquistare una di queste dolci magliette per 6 sterline, comunque. Le seccature che avrete ai controlli aeroportuali sono incluse.

Questi ragazzi stavano cercando di riportare in voga lo strumento della tenda come simbolo di protesta. O era questo il loro intento, oppure erano alcuni dei pochi che avevano preso sul serio il messaggio su Facebook che avvisava tutti di prepararsi a protestare per tutta la notte.

A un certo punto mi sono ritrovato ad ascoltare quest'uomo che rappava. Aveva un bel flow, ma non ho potuto fare a meno di pensare che quelle orecchie non gli faranno vincere un disco di platino né indurrano qualcuno a prenderlo sul serio. La ragazza accanto a lui non sembrava molto impressionata, al punto che si è messa a guardare il suo smartphone per interminabili minuti.

La gente ha continuato ad andare in giro, e qualcuno, forse Russell Brand, ha lanciato un fuoco d'artificio contro Buckingham Palace. Sfortunatamente ero troppo occupato ad ammirare questi cani fighissimi per accorgermene, ma non credo che quel petardo abbia fatto cadere il governo. O almeno, non l'ha fatto prima che fossi tornato a casa.

Tornando per un attimo seri, è facile farsi beffe della Million March Mask, anche perché le sue molte anime coinvolgono una lunga serie di iperboli fantascientifiche e teorie complottiste. Anonymous è in primo luogo una comunità online partorita nelle profondità del vasto oceano non regolamentato di internet. Come tale, può sembrare spesso a disagio al di fuori di quelle acque, come il lamantino di turno nella scena delle proteste, lacerato dai propulsori a elica quando si spinge al di fuori del territorio familiare.

Buona parte dell'attività online del gruppo è impressionante, ma osservando la scena non ho potuto fare a meno di pensare che sarebbe stato meglio se si fossero limitati a fare quello in cui sono bravi. In fondo, qualcuno potrebbe definirlo essenzialmente un movimento sociale per persone che preferiscono fondare le proprie convinzioni sulle graphic novel e sui meme per poi cercare di applicarle alla politica. Sfortunatamente per loro, le cose nella realtà tendono ad andare esattamente al contrario

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