FYI.

This story is over 5 years old.

News

Dopo gli scontri di ieri a Milano, molti invocano le violenze della polizia

Nonostante nemmeno un mese fa l'Italia sia stata condannata per i fatti di Genova del 2001, dopo gli scontri di ieri a Milano la violenza della polizia sembra non destare più scandalo, tanto che sono in molti a invocare "un'altra Diaz" per i No Expo.
2.5.15

Foto di Stefano Santangelo.

Come di certo avrete già sentito—visto che nelle ultime ore non si è parlato d'altro in Italia—ieri pomeriggio a Milano ci sono stati scontri e devastazioni in occasione di una grande manifestazione organizzata in concomitanza con l'apertura di Expo.

Per quanto, a conti fatti, la situazione sia stata meno grave di quanto la tensione che si respirava facesse presagire, il livello di scontro è stato sicuramente alto—tanto che, mentre i disordini erano ancora in corso, sui social tutti si sono sentiti in dovere di commentare gli avvenimenti della giornata.

Pubblicità

Già il 30 aprile, durante il corteo studentesco contro Expo, si era capito che aria tirasse quando il notaio-alpino bersagliato dalle uova era subito diventato un simbolo, ricevendo anche l'omaggio sentito di Forza Nuova:

Stando così le cose, era normale che anche in occasione della manifestazione del primo maggio i toni fossero piuttosto accesi. In molti casi, però, si è arrivati a giustificare, se non addirittura augurarsi, l'utilizzo della violenza da parte della polizia—il tutto, ed è questo il punto, a poca distanza dalla condanna della Corte Europea per le violenze di polizia della Diaz.

Si è trattato di una tendenza trasversale che ha interessato sia i meandri più nascosti di Twitter, sia senatori della Repubblica e direttori di quotidiani.

Per tutta la giornata di ieri, l'hashtag #noexpo è rimasto trending topic su Twitter: scorrendo i tweet non era difficile trovare affermazioni tali da restare quantomeno sbalorditi—talmente tante che persino Libero ci ha fatto un articolo.

Altri invocavano l'utilizzo di fucili e lanciafiamme contro i manifestanti.

In molti hanno anche portato all'estremo il paragone—già di per sé immotivato—con i fatti di Genova, evocando "un'altra Diaz," senza distinguere minimamente tra le varie anime del corteo, buttando tutto nel mucchio per invocare soluzioni finali.

Quando—neanche un mese fa—la Corte europea per i diritti dell'uomo aveva condannato l'Italia per la "macelleria" della Diaz, se n'era parlato a lungo, e il tema degli abusi della polizia era tornato d'attualità. Quando—appena due settimane fa—erano emerse le dichiarazioni di un poliziotto che rivendicava con fierezza di aver partecipato a quell'operazione, in molti si erano scandalizzati.

Insomma, per un attimo era sembrato che l'opinione pubblica italiana avesse rivolto la sua attenzione alla questione degli abusi della polizia e che si stesse facendo un passo avanti nella presa di coscienza. Un passo avanti che, a giudicare dal modo in cui molti hanno parlato dei fatti di ieri, è stato subito compensato da un numero imprecisato di passi indietro.

Segui Mattia su Twitter: @mttslv