Pubblicità
Stuff

Hotel di lusso, droghe e massaggi: in Venezuela ho fatto una vita da dio con meno di 100 euro

Il crollo della valuta e il mercato nero hanno trasformato il Venezuela in una distorsione economica ambulante. Ma quello che puoi fare giocando coi soldi sul mercato nero è ancora più assurdo.

di Diego Urdaneta
09 ottobre 2015, 8:06am

Il crollo della valuta e il mercato nero hanno trasformato il Venezuela in una distorsione economica ambulante. Nemmeno essere il paese con le più grandi riserve di petrolio del mondo è riuscito a proteggerci da questi fenomeni: il Venezuela è l'emblema dell'assurdo, il posto dove si può trovare il Big Mac più caro del mondo, a sette euro (valuta ufficiale riportata dal CENCOEX - il Centro Nazionale per il Commercio Estero) e il Big Mac più economico, a 0,53 centesimi (valuta sul mercato nero al 21 settembre 2015).

In Venezuela il mercato valutario è regolato dallo stato, e questo significa che il CENCOEX è amministratore in via esclusiva del mercato cambiario nazionale. In pratica: per il governo un euro equivale a 8,3 bolivar venezuelani. Ma po c'è il mercato nero, per il quale un euro sta a 812 bolivar. E sono sicuro che, per quando leggerete questo pezzo, il prezzo sarà salito.

Ma non sono di certo qua per darvi una lezione di economia, tema del quale in effetti non so assolutamente niente. Perché se fossi stato minimamente edotto, due anni fa avrei cambiato tutti i miei risparmi in dollari e euro per mettermi al riparo dalla crisi, e adesso non vivrei in un paese meraviglioso in cui per comprare la carta igienica devi fare una fila di quattro ore. Se poi vogliamo essere futili e inseguire le mode, per comprarci un iPhone 6s (con il salario minimo) dobbiamo lavorare quasi sette anni, senza spendere neanche un bolivar.

Non mi occuperò nemmeno di politica, e non mi importa da che parte stiate voi. Voglio solo fare una cosa buona e giusta, e magari dare una mano al Ministero del Turismo. Per fare un favore a tutti gli avventurieri, i turisti e i nonni e mostrare quante cose meravigliose si possono fare nella nostra terra con una sola banconota, ho dunque deciso di passare il mese di luglio in Venezuela con 100 euro.


Segui la nuova pagina Facebook di VICE Italia:


Per fare un po' di ordine prima scriverò una lista delle cose divertenti che avevo deciso di fare:

- Affittare una stanza per un mese;
- Prendere una stanza in un hotel a 5 stelle e passarci qualche notte;
- Comprare un biglietto aereo per la capitale (io vivo a Maracaibo, nello stato di Zulia);
- Noleggiare per un giorno una decappottabile per girare per la città col serbatoio pieno;
- Comprare 238 birre senza nessuna ragione logica;
- Comprare un po' di cocaina e 21 grammi di marijuana;
- Pagare il pieno a tutte le persone che vivono nel mio palazzo, dato che sono una persona generosa;
- Cenare nei cinque migliori ristoranti della città;
- Per scaricarmi dello stress della vita in Venezuela, sottopormi a una seduta di massaggi e agopuntura nel centro massaggi più asiatico della mia città.

Dopo aver messo per iscritto i miei obiettivi, ho proceduto a vendere i 100 euro sul famoso "mercato nero". So già cosa vi immaginate: un tipo in un angolo, con la giacca di pelle e il cappuccio. Guardate troppo Tarantino. In Venezuela, vendere valuta al di fuori del mercato cambiario nazionale è semplice quanto pubblicare sul tuo profilo Facebook un post che dice: "Vendo 100 euro." Due o tre tipi commentano, e la transazione è fatta.

Subito dopo ho trasferito 150 euro sul conto del mio acquirente (50 per pagare un puffo, gli altri 100 per questo esperimento). 150 euro, sul mercato nero venezuelano, equivalgono a questa quantità di banconote:

La prima cosa che ho fatto è stata cercare una stanza. Ne ho scelta una da 9.600 bolivar per un mese, che equivalgono a 12 euro. La persona che me l'ha affittata è un'anima caritatevole, dato che per l'alta inflazione e i prezzi irreali, di questi tempi è molto difficile trovare casa in Venezuela.

La mia avventura successiva doveva essere più divertente, e mi sono prefissato di passare una notte in un hotel a cinque stelle. Il prezzo mi è parso un po' ridicolo: 7000 bolivar per una notte, con colazione con buffet inclusa, e piscina tutto il giorno. Stiamo parlando di 8,70 euro. Mi sentivo la persona più figa del mondo, ma non era tutto: avevo già comprato un biglietto per Caracas, la capitale del Venezuela e degli assassini. Caracas (come tutte le capitali) è un po' più cara della mia città, Maracaibo, ma avrei comunque potuto cavarmela. Un biglietto aereo costa 6.5000 bolivar, circa 8 euro. Con 8 euro sali su un aereo e in 50 minuti sei nella capitale. Viva Chávez, Maduro e Miss Venezuela.

Arrivato a questo punto avevo speso 54,70 euro, ma c'era ancora molto da fare.

Uno dei tanti sogni che non ho mai realizzato è quello di avere una decappottabile. Chiamatemi stupido o superficiale, però ho sempre sognato di girare per la città con una bionda al posto del passeggero e gli AC/DC a palla. Per fortuna vivo in Venezuela, la terra in cui l'impossibile è possibile—dovrebbero usare questa frase sui cartelloni promozionali dell'ufficio del turismo. Dopo una chiamata e una ricerca su Google ho trovato l'auto giusta: una Cadillac rossa del '59.

Noleggiare la Cadillac è stata una delle cose più belle di questa odissea. Mi hanno chiesto 5.500 bolivar, 6 euro per 12 ore su quella meraviglia. Per lo stesso prezzo mi avrebbero dato anche un autista, se lo avessi desiderato.

Guidare questa macchina per la città per un po' mi ha fatto sentire come un attore. Era come se i raggi del sole penetrassero nel corpo donandomi dei super poteri che facevano da calamita per gli occhi dei passanti. Quel giorno mi hanno chiesto più di 30 foto, sia con me sia alla macchina.

Ciò che più mi ha impressionato è stata la storia che mi ha raccontato il proprietario quando gli ho riportato la macchina. Mi ha raccontato che era un ingegnere, e era così fissato con le macchine che aveva rifiutato un'offerta di 7000 dollari al mese dal Messico. Lo ha fatto perché nel 2002 (anno in cui aveva ricevuto l'offerta) quella stessa cifra la guadagnava in un mese con l'attività di noleggio d'auto.

La benzina è un tema abbastanza caldo nel mio paese di questi giorni. Un litro di benzina 100 ottani costa 0,097 bolivar, e 0,048 bolivar al litro è la tariffa media per il diesel, il più utilizzato per il trasporto pubblico. Riempire una tanica di 40 litri di benzina 95 ottani costa meno di 4 bolivar, una tanica di 60 litri meno di 6 bolivar, che in entrambi i casi è meno di 0,30 euro. Detto questo, al confine con la Colombia un litro di benzina aumenta fino a 83 bolivar al litro. Cioè, fare del contrabbando alla frontiera è un affare, ma questa è un'altra storia e non voglio addentrarmici.

Per riempire il serbatoio di questa Cadillac ci sono volute tre monete da un bolivar. In Venezuela le monete servono solo ed esclusivamente per la benzina e non avrei sottratto quei soldi dall'esperimento. Ho pagato di tasca mia e fatto i conti: dall'inizio dell'avventura avevo speso 59,7 euro.

Proseguendo con la lista, a quel punto mi toccava comprare 238 birre senza alcun motivo logico. Oltre al fatto che era un numero che mi avrebbe potuto garantire sette birre per ogni giorno della settimana del mese, non c'è nessun'altra ragione per cui ho optato proprio per il 238. Sinceramente è solo che il numero 238 mi sembrava esotico.

Mi sono diretto a un negozio di alcolici per comprare sette casse di birra. Ogni cassa di birra costava 1200 bolivar, ovvero 1,50 euro per una cassa di 34 birre. Per le sette casse di birra ho speso un totale di 10 euro. Sì, 238 birre per 10 euro.

Vi sfido a farlo nel vostro paese. Chi se ne frega del vostro primo-mondismo, qui in Venezuela diamo la priorità al carburante quasi gratis e all'alcol.

Ovviamente nessuna storia di questo tipo può finire senza un po' di droga. Sto guardando Narcos, e avevo fissa in testa una delle battute pronunciate da Escobar: "Il problema è che vi manca la visione d'insieme; se in America Latina lo vendi a 10 dollari, immagina quanto puoi farci se lo vendi ai gringo." Quanta saggezza.

In Venezuela tre grammi di cocaina di buona qualità si trovano tranquillamente a 5000 bolivar. Circa 5 euro per tre grammi. E` impressionante, ma ancora più impressionante è la quantità di marijuana che puoi acquistare con 6000 bolivar, cioè 7 euro. Con 7 euro, in Venezuela ci compri 20 grammi di marijuana. Se prima avevi paura a venire in Venezuela per tutte le fesserie sulle rapine eccetera, ora, con questa informazione, magari cambi idea.

Dopo tutti questi eccessi ero pieno di rimorsi e volevo restituire qualcosa al mondo, anche se non aspiro a essere una brava persona. Ho lasciato la stanza che avevo preso in affitto e sono tornato alla mia vera casa per fare un atto di beneficenza. Ci vivono 45 persone a cui non do mai il buongiorno. Ho parlato con l'amministratore del palazzo e gli ho chiesto se ci sarebbero stati dei problemi se avessi acquistato una tanica di benzina per lui e per tutti gli inquilini del palazzo. Ovviamente non c'era alcun problema: fare benzina a una trentina di macchine mi è costato 120 bolivar.

Se il tema della benzina non vi appassiona, parliamo di qualcosa che tutti amiamo: il cibo. Mi considero un intenditore della gastronomia della mia città, che fortunatamente è piena di buoni ristoranti. Ho selezionato i miei cinque ristoranti preferiti per poterci andare a cena e vedere quanto avrei speso. Il risultato è stato per metà triste e per metà impressionante.

Ho in mano un euro in otto banconote da 100 bolivar.

Ho mangiato pasta, insalata, pizza, pesce, hamburger e risotto. Il prezzo medio di ogni piatto con una bevuta andava dai 1500 ai 1700 bolivar, o meglio 1,80 euro. All'estero, tenendomi basso, avrei speso almeno 50 euro.

Per fortuna vivo in Venezuela e per queste cinque cene ho pagato l'enorme cifra di... 9 euro.

Qui ho approfittato di un'offerta, e pagato due euro per questi due piatti.

Dopo le cene, avevo speso un totale di 90 euro. Stavo già iniziando a deprimermi per aver quasi terminato il mio grande esperimento, così mi è venuta la geniale idea di andare a farmi fare dei bei massaggi. Probabilmente è stata l'esperienza più bella di tutte, visto anche che pronto per entrare e ricevere massaggi e agopuntura ho avvertito un tale odore di marijuana che non ho potuto trattenermi dal chiedere spiegazioni alla receptionist. La sua risposta è stata migliore di ogni aspettativa: "Certo. Sono le piante medicinali che la dottoressa si passa sulle mani prima di fare l'agopuntura e i massaggi". Fantastico. Questa dottoressa si "idrata" le mani con cristalli di erba.

Il costo dell'agopuntura e dei massaggi chiropratici è stato di 2000 bolivar, che equivalgono a 2,50 euro. Fatti i calcoli ho deciso di rimanere al centro per altri due giorni, per un totale di 7,50 euro.

Arrivato alla fine di questo esperimento mi sono accorto della triste realtà in cui viviamo noi venezuelani, e mostrato ciò che si può fare in Venezuela con una banconota da 100 euro, adesso vi mostro quello che si può comprare con una banconota da 100 bolivar, la banconota dal taglio più grande nel mio paese. Questo:

Per chi non lo sapesse, questa è l'equivalente della Nutella—nel senso che è questa che si spalma sul pane, qui. Sì, con la banconota dal taglio più grande in Venezuela possiamo comprare solo questo.

Tagged:
venezuela
Bolívar
crisi
Vice Blog
svalutazione