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Nike Tiempo

Vent'anni di Mondiale

Il 12 giugno 2014 avrà inizio la ventesima edizione della Coppa del mondo. In Brasile le sette sorelle si contenderanno la stellina da incidere sulla propria maglia, e se il vincitore è ancora impossibile da determinare, su una cosa non abbiamo dubbi...

Il 12 giugno 2014 avrà inizio l’evento calcistico più atteso degli ultimi anni, la ventesima edizione della Coppa del mondo. In Brasile le sette sorelle (Italia, Francia, Brasile, Spagna, Germania, Argentina e Inghilterra) si contenderanno la stellina da incidere sulla propria maglia, e se il vincitore è ancora impossibile da determinare, su una cosa non abbiamo dubbi: Nike sarà in campo.

Quando io e quelli della mia generazione pensiamo ai Mondiali di calcio, il ricordo va quasi sempre a quelli americani del 1994. Troppo piccoli per bere così da dimenticare quei maledettissimi rigori, abbastanza grandi per rosicare. Da quei mondiali sono passati 20 anni di calcio, ma lo stile non è mai cambiato. E non solo quello: potrai rivederlo cento volte quel tremendo rigore, ma ti assicuro che Roberto Baggio non farà il cucchiaio. Ripercorriamo per un ripasso obbligatorio gli ultimi cinque Mondiali, attraverso i protagonisti (e le scarpe) che ne hanno fatto la storia dentro e fuori dal campo.

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I

La storia inizia sempre con un’Italia-Brasile. Da una parte i difensori centrali più forti del mondo: Baresi e Maldini. Dall’altra la nemesi, la coppia d’attacco: Romário – Bebeto.

Sono i giocatori che rappresentano meglio di tutti la storia delle due squadre. Maldini con le sue 647 presenze in serie A detiene ancora oggi il record assoluto, che nessuno è riuscito a battere. Forse Zanetti, se gioca gli ultimi due anni della sua carriera alla Play. Anche nelle competizioni UEFA Maldini se la comanda. Grazie a quel mondiale lì, nel 1994, arriva terzo in graduatoria per il pallone d’oro. È uno dei pochissimi calciatori ad aver giocato più di 1000 partire in carriera. Quando penso a quei numeri nel calcio, mi viene automatico associarlo a un altro 1000 che mette i brividi. Il rivale di Maldini quel giorno nella finale di Pasadena era Romário. Lo sapete quanti gol ha segnato Romario nella sua carriera? Esatto. Adesso però aggiungeteci anche un 3.

Curiosità: poco prima dei mondiali USA ’94 Nike aveva lanciato il suo modello Tiempo e il 17 luglio, nella finale di Pasadena, otto giocatori già le indossavano. Due di loro, inutile dirlo, erano Paolo Maldini e Romário. Con un precedente del genere era impossibile passare inosservati.

La storia inizia sempre con un Maldini-Romário. E non finisce certo per un rigore sbagliato.

La nuova Tiempo Legend V.

II

Passano quattro anni, un singolo della madonna di Ricky Martin, e dopo il primo spot del 1995 le Tiempo aggiungono un dettaglio blu alla suola preparando il terreno per Francia ‘98. L’ultima volta che si erano giocati in Francia i Mondiali li aveva vinti l’Italia, nel 1938. Altri tempi quelli, altro calcio. Infatti nel ‘98 l’Italia esce ai quarti proprio con la padrona di casa. Di nuovo ai rigori. In porta c’è ancora Pagliuca. Stavolta a sbagliare non è Baggio, ma un fake: Di Biagio. Somiglianza di nome e di sfiga. La maledizione continua.

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Dopo averci battuto la Francia avrà almeno la decenza di vincere il Mondiale, in finale contro il Brasile per 3 a 0. La Seleçao non segna neanche un gol ma la gente si accorge che in campo c’è qualcosa di strano: Ronaldo. In quel mondiale il miglior giocatore sarà il Fenomeno, ma il titolo di capocannoniere se lo aggiudica un giocatore che per gli appassionati di calcio rappresenta il massimo della nostalgia anni Novanta.

III

Il mondiale 2002 in Corea e Giappone è quello della consacrazione di Ronaldo. Il Brasile vince la competizione, quinta volta campione. Quell’Italia rimane sicuramente la seconda squadra più forte del mondo. Non arriverà neanche in Finale. L’arbitro Moreno fa il matto e ci condanna già agli ottavi contro la Corea. Quell’Italia aveva un Francesco Totti al top mondiale. Non soltanto il Capitano della Roma, detentrice dello scudetto in Italia, ma anche Nesta, Vieri, Cannavaro, Buffon, Maldini, Del Piero, Gesù, Dr Manhattan e Mike Tyson. L’unico italiano che riuscirà a superare la Corea di Moreno sarà Collina, che arbitra la finale. Lì segna una doppietta R9—ma poteva pure farne a meno, il pallone d’oro gliel’avrebbero dato comunque.

IV

Il Brasile si presenta come favorito al Mondiale successivo in Germania. Accanto alla conferma R9 c’è un altro giocatore sulle cui spalle poggiano le aspettative di un intero Paese: Ronaldinho de Assis Moreira. Dopo aver conquistato l’anno prima il pallone d’oro, Ronaldinho si presenta alla massima competizione come un giocatore tecnicamente perfetto, eccellente nel dribbling e maestro dell’elastico, uno dei trick più visti su YouTube. Insieme a Andrea Pirlo e Joe Cole è anche il volto della nuova generazione di Tiempo, Air Tiempo Legend, che vede la luce nel 2005. L’equilibrio si ristabilisce ancora una volta: la scarpa da “numero 10” è indossata dal numero 10 per eccellenza.

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Nel frattempo, sul campo di Berlino 2006 tutto è perfetto ai gironi per la squadra pentacampione, poi la sfiga di ritrovarsi ai quarti la Francia. La finale è uno scontro già visto, contro l’Italia, di nuovo ai rigori. Ma quella sera del 9 luglio a Berlino siamo perfetti.

Mentre Zidane scapoccia, segnando metaforicamente il declino della Francia, debutta nella Nazionale spagnola Fabregas, un giocatore di soli 19 anni, il più giovane esordio di sempre delle furie rosse, che segnerà invece la nascita di una nuova super potenza mondiale. In quello stesso anno nasce la Tiempo Legend II, ed entrambi saranno protagonisti negli Europei 2008.

V

Per l’Italia, dopo le esperienze europee non proprio esaltanti, c’è bisogno di un rinnovamento forte: ricreare lo stesso gruppo dei mondiali in Germania. Lippi alla panchina è forse l’errore più grande commesso. Lo si capisce presto, quando siamo fuori già ai gironi di qualificazione, in un gruppo non certo impossibile: Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Figuraccia totale. Quell’anno ai Mondiali del Sudafrica del 2010 c’è un cambio generazionale niente male. Via i tromboni di Francia, Italia e Brasile. Bisogna cambiare aria. E allora Olanda, Germania e Spagna. Tre squadre che domineranno tutto il campionato. La Germania che distrugge l’Argentina di Maradona, l’Olanda che sbatte fuori il Brasile e la Spagna che fa fuori tutti e vince il Mondiale. È la sua prima volta, ma non sembra essere stato culo. Anzi, la formazione di quella squadra lì, per buona parte Barça è una di quelle che un giorno si imparerà a memoria, dopo quella della Grande Inter: “Casillas, Fabregas, Facchetti, Ramos, Xabi, Piqué, Jair, Mazzola, Pedro, Xavi, Iniesta”.

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E se squadre e nomi cambiano, a dominare visivamente il campo è sempre lei, che approda ai Mondiali con le colorate Tempo Legend III Elite. Ma è al suo quarto capitolo che la Tiempo si affermerà come la più popolare scarpa da calcio di tutti i tempi. Uno dei motivi per cui non si potrà dimenticare è il calcio di rigore di Pirlo, contro l’Inghilterra nell’Europeo 2012, quando con un cucchiaio spiazza Joe Hart indossando una versione personalizzata delle Tiempo Legend IV Elite.

Dopo vent’anni di storia del calcio si ritorna all’inizio, a quel Mondiale in Usa quando è iniziata l’avventura di Nike. Nell’anno in cui l’Italia si giocava la finale con il Brasile, in Serie A ci fu un debutto epocale. Quello di un calciatore che per vent’anni, da quel 27 febbraio 1994, è riuscito a diventare con il suo stile e la sua tecnica il sinonimo di calcio in Italia e nel mondo: Francesco Totti.

Le Tiempo '94 personalizzate da Lucamaleonte in onore di Francesco Totti.

Lo storico capitano della Roma, con i suoi 232 gol in 550 partite, sempre dalla stessa parte con orgoglio da gladiatore, è stato scelto da Nike come testimonial della leggendaria Tiempo performance. Per lui calcio e vita sono la stessa cosa, lo stesso stile fuori e dentro il campo. Proprio per questo motivo, si è deciso di festeggiare i vent'anni degli scarpini Tiempo con un paio di scarpe lifestyle, che abbiano inciso nel loro marchio la storia: Tiempo '94.

Soprattutto a Roma, ma ovviamente anche nel resto d'Italia, il calcio ha sempre fatto parte della vita quotidiana di molti ragazzi: i Pariolini qualche anno fa al Piper ci andavano con le scarpe da calcetto. Era la scarpa di tutti i giorni. Anche a Milano i SanCarlini non volevano essere da meno. Se all'inizio erano loro i veri fashion stylist delle metropoli, in poco tempo la moda degli scarpini da passeggio divenne pop, perdendo quell'accezione di partenza.

Per rendere le cose decisamente più facili a tutti i fighetti d'Italia e non, Nike ha finalmente pensato a scarpe più comode, che rendano evidente la passione per il calcio/calcetto/calciotto, senza per questo andare in giro come se si volesse colpire di testa la palla da discoteca, entrare da dietro all'open bar o marcare stretta la ragazza di turno.