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Come funziona la Naked Therapy™, la 'seduta terapeutica' in cui ci si spoglia

Se avete problemi sessuali o relazionali, Sarah White è l'esperta che fa per voi: una seduta con lei, a metà tra effettiva psicoterapia e performance artistica, vi aiuterà molto di più di quel che pensate. E sì, potete masturbarvi.

"La Naked Therapy™ (N.T.) è un'esperienza che combina elementi della terapia relazionale incentrata sul soggetto, la terapia esperienziale, ed elementi di gioco terapeutico, con in più la componente che il paziente e/o la terapeuta si spogliano per facilitare una disamina più onesta attraverso l'esperienza dell'eccitazione sessuale."

—Sarah White, Naked Therapist™

Soffro di depressione.

Mi ci è voluto molto tempo per scendere a patti con questo fatto, e anche quando finalmente ci sono riuscito, è stata dura. Ma è stato importante per capire cosa sia un disturbo mentale e quanto sia complesso farci i conti. Prima di accettare la mia depressione, la consideravo qualcosa che gli altri usano come scusa; non capivo che le persone non "scelgono" di essere depresse più di quanto non scelgano la sclerosi multipla. L'articolo di Henry Rollins "Fuck Suicide", uscito per il LA Weekly subito dopo la morte di Robin Williams, è un perfetto esempio dell'ignoranza e dello stigma che circondano i disturbi mentali (in seguito, Hank si è scusato pubblicamente). All'inizio il suo articolo mi aveva molto offeso, ma poi mi sono ricordato che prima di considerare io stesso il suicidio, la pensavo come lui. A farmi cambiare idea è stato lo scritto aperto e sincero del comico Rob Delaney sulle sue battaglie personali; e quell'articolo mi ha convinto del tutto a smettere di essere uno stronzo e cercare aiuto.

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Sono in terapia da quasi un anno. Sono grato del fatto che, lavorando in ambito accademico, gli ultimi due college in cui ho insegnato abbiano un programma di assistenza al personale che mi consente di fare un certo numero di sedute gratis. Molti non hanno questo privilegio, che è una cazzata perché la salute mentale è fondamentale, importante quanto e forse più dei controlli medici o la pulizia dentale. Grazie alla terapia sto imparando come gestire la mia depressione. Ora so che, anche se al tempo non l'avrei mai ammesso a me stesso, nella vita ho attraversato diverse fasi di depressione maggiore.

Ora che vivo a New York continuo la terapia anche se mi sento molto meglio di quest'inverno. Anche se non sento il "bisogno" della seduta, è sempre fondamentale per fare un inventario di quello che mi passa per la testa. La terapia, per chi è così fortunato da potersela permettere, è come andare in palestra. Anche se sei in forma, quella forma la devi mantenere. Forse però è una metafora del cazzo—non lo so, non ho idea di come sia andare in palestra.

Poco dopo essermi trasferito a New York, sono andato a un evento in cui la mia amica Ann Hirsch metteva in scena il suo ultimo lavoro. Poi Anna mi ha presentato la sua amica ed esperta di psicologia Leah Schrager. Schrager lavora con molti media diversi, ma il progetto che le è valso più attenzione è Sarah White, the Naked Therapist™. In questo progetto, Schrager impersona Sarah White.

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Ne sono rimasto affascinato: Schrager mette insieme arte performativa, il bene sociale, internet e partecipazione. In qualche modo sfrutta lo sguardo maschile per guadagnare partecipanti e contributi al suo progetto. Tutti i pazienti di Sarah sono uomini, e sul suo sito lei se ne dichiara orgogliosa. Il suo approccio enfatizza i benefici dell'eccitazione sessuale, uno stato che secondo lei aiuta a "guarire, scoprire, imparare e raggiungere la conoscenza di cose che altrimenti non conosceresti, perché quello dell'eccitazione è uno stato unico per la mente umana quanto quello del sogno." La sezione FAQ del suo sito è molto frequentata, ecco alcune delle domande che le vengono sottoposte:

Ti spogli del tutto?
Sì, se vuoi.

Quanto è esplicito il tutto?
Dipende da quello che considero necessario ai fini della terapia.

Posso spogliarmi durante la seduta?
Sì.

Posso masturbarmi durante la seduta?
Sì.

Nella sua presentazione del progetto, fa notare che molti uomini soffrono di disturbi mentali, ma pochissimi chiedono aiuto. E non dipende solo dallo stigma sociale collegato alla terapia, continua, ma anche dal fatto che "la terapia non è una cosa attraente, per un uomo." E anche se io ho avuto enormi benefici dalla terapia, capisco cosa vuole dire. Prima di ingoiarmi l'ego e ammettere che avevo bisogno di aiuto, non riuscivo proprio a immaginare che differenza potesse fare per me parlare con un esperto.

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La prima seduta di terapia che ho fatto è stata terribile e quasi traumatica; la terapeuta era una donna molto rigida, mi faceva sentire una merda e non volevo parlarle poi molto. Fortunatamente ho deciso di non darmi per vinto e mi sono costretto a trovare una nuova psicologa, che si è rivelata fenomenale. Perciò, e ovviamente posso solo basarmi sulle mie esperienze, non sono del tutto d'accordo quando mi si dice che la terapia non è una cosa che attrae gli uomini, ma ho anche incontrato psicologi che mi hanno fatto sentire terribilmente in colpa per quello che sono in ambito sessuale—e questo era chiaro dalla loro avversione e disapprovazione per le conversazioni che intavolavo.

Mi sono imbattuto nuovamente in Schrager di recente e le ho detto che avevo letto i suoi scritti—ovvero quelli di Sarah White—sull'eccitazione come forma di terapia, così come sul suo progetto. Mi ha incoraggiato a prenotare una seduta sul sito di Sarah White, cosa che ho fatto. Da quel momento in poi, il mio unico punto di riferimento era White.

Ho ricevuto un'e-mail che includeva i termini e le condizioni della seduta, e anche una serie di questioni preliminari. Tra queste c'erano una domanda sul motivo per cui ricercavo il suo consulto terapeutico (e su questo forse mi sono dilungato troppo) e un'altra in cui mi si chiedeva cosa mi sarebbe piaciuto che indossasse durante la seduta. L'ansia che mi ha causato doverlo scrivere è stata superata dall'eccitazione di quando ho schiacciato invia. Di solito White non permette che le sedute vengano registrate, ma dato che io volevo scriverne, mi ha permesso di fare uno screenshot ogni tanto.

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Il giorno del mio appuntamento era il mio primo giorno di ferie a Portland, in Oregon. Mi sono svegliato presto e ho girato un po' per la città, in cui avevo vissuto per molti anni, facendo visita a molti dei miei posti preferiti. Non importava dove andassi, però, non riuscivo a smettere di sentire contemporaneamente ansia ed eccitazione. Onestamente, ero molto nervoso all'idea di spogliarmi di fronte a una sconosciuta, e anche più nervoso sul monologo che dovevo fare, come tutte le volte che vai da un nuovo terapeuta e devi dirgli cosa c'è che non va. Ero anche arrapato. Se non avete mai sperimentato quel cocktail di emozioni, ve lo consiglio.

Alle due del pomeriggio mi sono connesso a Skype. White era online e mi ha mandato un messaggio in chat per chiedermi se ero pronto. Con un profondo respiro, mi sono seduto e ho risposto "Certo," e un secondo dopo lei mi ha chiamato. Ho risposto imbarazzato, e lei era seduta sul divano vestita in modo impeccabile. Ci siamo scambiati qualche parola di cortesia. Non sono una persona che si imbarazza a parlare in pubblico, e anche se sono un po' ansioso, non mi preoccupa parlare con le persone. E invece eccomi lì a balbettare e incapace di comportarmi in modo normale—alla fine ho mugugnato, "Mi spiace molto, sono nervosissimo."

Lei mi ha chiesto perché accavallando e scavallando le gambe, e a quel punto mi è uscita di bocca una valanga di cose completamente senza senso. Durante questa mia lagna insensata lei si spostava completamente a suo agio sul divano, ed era facile capire che sapeva esattamente cosa stava facendo e come io avrei risposto ai suoi gesti. È stato strano, ma anche eccitante.

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Non sono in grado di raccontare come questo tipo di eccitazione fosse diverso da quello dei porno o del sesso; ma era diverso. Sarah si è tolta la camicetta, e io ho continuato a blaterare. In un paio di minuti, ho buttato fuori quello che normalmente riesco a dire in un'ora di prima seduta terapeutica. White mi ha lasciato parlare per un po' per tirar fuori tutti i miei pensieri iniziali, e poi ha cominciato a farmi domande.

Abbiamo parlato del fatto che esco quasi solo con ragazze che incontro sui social, perché mi pare che sia strano o aggressivo andare da una ragazza in un locale e offrirle da bere. Alzandosi e togliendosi le gonna, mi ha detto che potevo anche io spogliarmi, se volevo. A disagio, ho tolto la camicia. Mentre lo facevo lei mi diceva che, a quanto vedeva lei, non ero un viscido o una persona aggressiva e che probabilmente avrei saputo riconoscere con certezza se una ragazza ci stava o no se mi ci fossi avvicinato di persona.

Durante la nostra sessione ho iniziato ad abbassare la guardia e sentirmi più a mio agio. Discutevamo di cose serie e che riguardavano la mia mente, ma non riuscivo a smettere di considerare molto divertente tutta la situazione. Dato che eravamo entrambi completamente nudi, sentirsi imbarazzati o a disagio sarebbe sembrato piuttosto ridicolo. Invece che essere in imbarazzo nudo davanti a una sconosciuta, mi sono lasciato andare all'eccitazione.

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Nelle sedute di psicoterapia "normale", anche quando sono completamente a mio agio, mi rendo conto che mostro una forma "chiusa" di linguaggio corporeo—braccia e gambe incrociate, guardo negli angoli della stanza invece che negli occhi della persona davanti a me. Ma essere nudo mi ha costretto ad abbassare la guardia, e il fatto che anche White lo fosse (e che si alzasse ogni tanto per camminare per la stanza in modo seducente) mi ha fatto sentire totalmente "presente"—perché mi sono reso conto che il punto dell'intera questione era, appunto, sedurmi.

Alla fine della sessione mi sentivo benissimo. Parlare di ansie legate al sesso e alle relazioni, le ansie che abbiamo tutti, di fronte a una persona che ti eccita, ha senso. In una singola seduta, molte cose che mi ero sentito in imbarazzo a discutere con chiunque sono venute fuori e sono stare discusse efficacemente.

Ma continuerò con la psicoterapia normale, dato che sono così fortunato da potermelo permettere.

E, sì, mi sono masturbato.

Sean J Patrick Carney è un comico, un artista e uno scrittore che vive a Brooklyn. È fondatore e direttore della Social Malpractice Publishing. Carney ha insegnato al Pacific Northwest College of Art, alla Virginia Commonwealth University, alla Bruce High Quality Foundation University, e alla New York University. Seguilo su Twitter.

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