Abbiamo intervistato Lil Yachty prima del suo concerto a Milano

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Abbiamo intervistato Lil Yachty prima del suo concerto a Milano

Lil Yachty ci ha spiegato come farsi odiare dai puristi del rap, ma allo stesso tempo piacere a Frank Ocean e Kanye West.

"Ero in bagno a cagare e quando sono uscito era lì, nel mio camerino. Non avevo idea sarebbe venuto. Sono un suo grande fan, da tempo. È stato figo." Qualche ora prima del suo concerto per Adidas Originals in collaborazione con Akeem of Zamunda per l'anteprima della nuova Tubular, Yachty mi sta raccontando del suo incontro con Frank Ocean, che si è presentato assieme a Skepta al suo primo concerto a Londra un paio di giorni fa. Ne parla con una tranquillità, a prima impressione, disarmante. "Blonde è il mio album preferito, ora come ora. Ha una produzione è assurda, la sto prendendo come punto di riferimento per il mio album." Pensandoci bene, però, la cosa non è così sorprendente: nel giro di qualche mese Miles McCollum, neo diciannovenne, da Atlanta, è passato dall'essere un college dropout con dei capelli stupidi come tanti altri a essere uno dei rapper più discussi del mondo, profili su The FADER istantanei e tutto. Ormai, trovarsi Ocean fuori dalla porta del cesso deve essere un'esperienza come un'altra. A Qualche mese fa, per esempio, è stato il turno di Rick Rubin: "Appena mi dissero che l'avrei incontrato il mio manager mi prese da parte per spiegarmi bene chi fosse e che cosa aveva fatto. E ci sono rimasto. Quando l'ho incontrato era come se lo conoscessi da tempo, ti rendi immediatamente conto del suo peso. È una persona estremamente intelligente e umile."

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Il merito del successo di Yachty, in breve, è di "1Night"━filastrocca autotunata prodotta dall'amico e semi-fratello adottivo TheGoodPerry (fka Burberry Perry, nome cambiato recentemente per una causa intentata proprio dagli amici dell'omonimo brand). È un brano semplicissimo, fatto da quattro note in croce che trasudano presa bene da tutti i pori; una sorta di vaporwave semplificata in versione trap, adornata da un sonnolento flow nasale. Anche senza l'urgenza di una "Panda" o l'emotività di una "Trap Queen", "1Night" è riuscita ad assurgere al ruolo di hit virale grazie a un enorme seguito tirato su tramite SoundCloud e al suo utilizzo da parte di uno YouTuber in un video stupido (certo, non quanto quello definitivo del pezzo, che trovate qua sopra). Con le visualizzazioni e basta, però, non si va quasi da nessuna parte. A Yachty serviva, quindi, il proverbiale aggancione. Lo trovò mollando il college in Alabama a cui si era iscritto da un paio di mesi per trasferirsi a New York con l'esplicita intenzione di "conoscere la gente giusta". Fu Ian Connor━un tizio famoso perché è famoso ed è amico di tutti i rapper che fa il modello e lo stylist recentemente caduto in semi-disgrazia per accuse di stupro━ad aprirgli la strada del successo precoce lo scorso febbraio, facendolo lavorare come modello alla presentazione di The Life of Pablo di Kanye al Madison Square Garden. Nel giro di poco, Yachty aveva una piattaforma mediatica enorme da usare per alimentare il suo primo mixtape, Lil Boat, uscito tatticamente a marzo.

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Tutte le foto di Francesca Corno.

Tutte le foto sono di Francesca Corno. "Ora sono io che pago tutto, quindi faccio ciò che voglio," mi spiega Yachty quando gli chiedo come i suoi genitori hanno preso il fatto che loro figlio è finito dall'oggi al domani a incontrare i peggio VIP e a venire gestito da un manager storico della scena trap di Atlanta come Kevin "Coach K" Lee, i cui clienti comprendono Gucci Mane e i Migos. "Sai, in fondo mia mamma è praticamente anche la sua" dice Yachty, indicando Perry. "Sì, sono praticamente il figlio adottivo," aggiunge lui. Yachty continua: "Quando abbiamo iniziato a fare musica siamo stati buttati fuori di casa. Avevamo delle regole da seguire, un coprifuoco da rispettare. Abbiamo dovuto davvero cercare un modo per far funzionare le cose, finché poi non sono iniziate ad andare bene e ho potuto pagare le bollette, comprare macchine e così via."  Il momento in cui tutto è cambiato, dicono Yachty e Perry, è stata la loro partecipazione al South by Southwest, festival in cui ogni anno gli artisti più disparati per una settimana cercano di cavalcare l'onda dell'hype esibendosi nei posti giusti in giro per Austin, Texas. "È lì che abbiamo iniziato a prendere i veri soldi. Fino a quel momento non avevo niente, vivevo in casa di mia mamma. E vivevo e basta: non andavo a scuola, non avevo un lavoro. Tornavamo a casa tardi, stavamo fuori, andavamo in giro con la sua macchina, mangiavamo il suo cibo. Ma quando hanno iniziato a passarmi in radio le cose sono cambiate. Comunque lei ci supporta molto entrambi, ecco. Le voglio bene."

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Qua abbiamo fatto ridere Yachty perché in Italia abbiamo Netflix da un anno e basta.

La componente principale del successo di Yachty e Perry, credo, è la positività di cui la loro musica è impregnata: "Perché mi odiano? Smettetela con l'odio, smettetela di fare finta" scandisce Yachty orgoglioso in "Why"; "Questa è per tutti quelli che provano a sminuirti / Quelli che ti fanno prendere male / Fagli sapere che ce la puoi fare / Oh, si può fare" dichiarava orgogliosa "We Did It (Positivity Song)", il brano di chiusura di Lil Boat. Al contempo, i beat di Perry sono la fiera della presa bene: "Minnesota" è quasi demenziale nella sua semplicità da cartone animato per neonati, "Wanna Be Us" è un continuo esplodere di innocue, ma affascinanti, bollicine sonore.  "La positività è un approccio che tengo nei confronti della vita, non solo della musica. Faccio musica per gente che sta vivendo la propria vita, e affronta quello che questa gli mette davanti. E in questo non c'è bisogno di negatività, ma di empatia. È come se la gente avesse paura di promuovere la positività." In effetti, questa generale presa bene, questo sentimento di speranza, è la principale forza innovativa che sta portando nuova linfa nell'hip-hop americano: il primo fu Kendrick, a promuovere un approccio anti-violenza tra gang d'orgoglio afroamericano; poi venne D.R.A.M. a non prendersi male per il plagio/furto della sua "Cha Cha" da parte di Drake, che la utilizzò come base per "Hotline Bling" con la scusa del riddim giamaicano; e infine, più fulgidamente, l'arrivo alla maturità artistica di Chance the Rapper con Coloring Book e il suo gospel rap le cui parole d'ordine sono speranza, tenerezza e fratellanza.

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Certo, le sacche di resistenza sono forti: Yachty ci si è scontrato nella figura di Ebro, storico DJ hip-hop di Radio Hot 97. Lo scorso giugno, Ebro ebbe qualcosa da ridire riguardo alle abilità al microfono di Yachty; il nostro ha risposto prima con il brano d'apertura del suo secondo tape, Summer Songs 2, intitolato "For Hot 97" e pensato specificamente per dimostrare il contrario. Poi, con un'intervista rilasciata a Billboard in cui ha detto di considerarsi "un'artista e non un rapper", ammettendo candidamente di non conoscere "neanche cinque canzoni di Biggie e Pac", bestemmie per qualsiasi purista dei Novanta. Ma ormai, per lui, è tutto finito: "Non me ne frega un cazzo di quella roba. Probabilmente ci sono un botto di rapper, di nuovi rapper, che non conoscono i classici di 2Pac. È solo che hanno paura di dirlo. Di Ebro non me ne frega un cazzo. Non conosco quella roba, e allora? Chissenefrega." Di base, Yachty sembra semplicemente avere il candore dei suoi anni unito a un senso di estrema sincerità che lo scherma automaticamente da qualsiasi attacco: non ha problemi a parlare di sé come un "brand", ed è pienamente conscio dei propri limiti. Semplicemente, li usa come un punto di forza. La sua cazzonaggine post-adolescenziale viene tutta fuori quando gli chiedo come ha conosciuto Perry: "Ero su peoplemeet.com, un sito di dating, e ho cliccato per sbaglio sulla sezione gay. Ed eccolo lì!" Perry condivide poi la sua versione della cosa: "Ero su blackwomen.com, e c'era una sezione sulle donne trans, ci ho cliccato per sbaglio e Yachty era lì!" Il tutto è detto ridendo, e quindi non ti viene troppo da storcere il naso alla cosa━siamo sempre di fronte a due pischelli, famosi quanto vogliamo ma comunque pischelli, a cui fa ancora ridere darsi dei froci vicendevolmente.

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L'apice Yachty lo ha raggiunto, credo, nel suo verso su "Mixtape" di Chance the Rapper, assieme a Young Thug: una strofa liscia come l'olio, cullante nei suoi cambi di ritmo e sprizzante carica nel suo contenuto: "Oh, piaccio perché sono diverso / Un nuovo suono, un nuovo stile." Le due componenti vanno pari passo, nella sua idea: quel verso si apriva con un esplicito, e giustificato, "Perché sono l'unico a cui frega qualcosa delle proprie copertine?" "L'ho detto perché, mentre scrivevo quel verso, continuavano a dirmi che le mie scelte erano una figata", spiega Yachty. "E i mixtape, oggi come oggi, hanno degli artwork davvero basilari. I rapper non sono anche creativi, o artisti. Si accontentano di una copertina photoshoppata senza un tema comune." Quando gli dico che la copertina di Lil Boat sembra presa da un film di Wes Anderson, ammette tranquillamente di non sapere chi sia: "Non l'ho fatta io, magari il mio art director l'ha presa come ispirazione."

Unica concessione alla convenzione che Yachty si permette sono i riferimenti alla lean e agli eccessi nei suoi testi, che non trovano però alcun riscontro nella vita reale. Di fronte a lui e Perry, durante l'intervista, ci sono solo dei boccioni di Coca-Cola, delle Red Bull e un botto di patatine. Quando un collega gli chiede che cosa ci sia dietro a quella scelta, Yachty parte in quinta: "Non mangio verdura, né frutta. Non ho mai mangiato verdura o frutta in vita mia", dice, orgoglioso picky eater che non considera le patatine verdura. "La gente mi chiede come faccio, dice che deve essere difficilissimo. E io non so come faccio, mangio caramelle, non voglio verdure! Succhiatemi il cazzo! Onestamente, non ho mai ceduto alle tentazioni, se mi offrivano da fumare rifiutavo e basta. Per me è come scegliere di non mettere un paio di pantaloni piuttosto che un altro." "C'è così tanta gente che mi chiede come faccio / E io non lo so, non lo so" è il leitmotiv di "So Many People​", brano di chiusura di Summer Songs 2: ultima iniezione di semi-umiltà del tape aperta da una serie di registrazioni che i fan hanno lasciato sulla sua segreteria telefonica: "Il tuo concerto è stato una figata", "Come fa a non piacerti Lil Yachty?", "Ha stile, è eccentrico, è la voce di una nuova generazione." McCollum non ha le carte per essere un rapper rivoluzionario: e ha deciso di non considerarsi tale, di usare sia l'amore che l'odio della gente come carburante per la spensieratezza che adotta come ragione di vita. Lo aspettano, almeno per ora, grandi cose: un primo album, chissà quali collaborazioni, una barcata di soldi. E magari tra dieci anni, ad Atlanta, la gente avrà smesso di far vedere il ferro e spacciare il crack nel bando, e avrà vinto lui. Nel frattempo, guardarlo frangere le onde è decisamente interessante.

Elia non conosce i classici di Biggie e 2Pac. Insultalo su Twitter​.
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