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È morto l'ultimo rinoceronte bianco settentrionale maschio al mondo

Ora la specie rischia di estinguersi se non sviluppiamo tecniche di fecondazione in vitro.

di Federico Martelli
20 marzo 2018, 11:45am

Sudan, l'ultimo esemplare maschio al mondo di rinoceronte bianco settentrionale è morto a 45 anni nella riserva di Ol Pejeta Conservancy in Kenya dove viveva al riparo dai bracconieri. L'animale in età avanzata era malato da tempo e non è riuscito a superare le complicazioni degenerative muscolari e ossee, numerose ferite superficiali e un’infezione profonda sulla parte destra della schiena. Così, ieri è stato addormentato definitivamente dopo che le sue condizioni si erano aggravate.

La riserva in cui Sudan viveva assieme a due esemplari femmine anche loro in età avanzata ha annunciato la morte del rinoceronte con un tweet: "È con grande dispiacere che Ol Pejeta Conservancy e il Dvur Kralove Zoo annunciano che Sudan, l'ultimo esemplare maschio al mondo di rinoceronte bianco settentrionale, è morto".

Un portavoce della riserva, Elodie Sampere, ha dichiarato che prima della morte di Sudan, sono stati raccolti dei suoi campioni di sperma che vengono conservati nella speranza di inseminare artificialmente uno dei due rinoceronti femmina ancora in vita per impedire l’estinzione della specie.

I rinoceronti bianchi settentrionali (Ceratotherium simum cottoni) sono una delle cinque specie esistenti di rinoceronte. Il rinoceronte è bianco è a sua volta suddiviso in due sottospecie, i settentrionali e i meridionali. I rinoceronti bianchi settentrionali sono più piccoli dei meridionali e presentano corni frontali tozzi. Negli ultimi decenni, i rinoceronti bianchi settentrionali hanno vissuto principalmente nelle praterie e savane di Uganda, Ciad, Sudan, Repubblica centrafricana e Repubblica Democratica del Congo.

Nel 1960, la popolazione della sottospecie ammontava a 2.000 esemplari, nel 1984, il loro numero si è ridotto a 15. Al momento le due uniche sopprassivute sono due femmine: la figlia di Sudan, Najin, e la figlia di Najin, Fatu. Ognuno degli esemplari ha passato l'età della riproduzione. Le due femmine, insieme a Sudan e a un altro maschio già morto, erano arrivati nel centro di in Kenya da uno zoo ceco nel 2009.

La perdita di habitat e il bracconaggio sono state le maggiori cause di decimazione della specie. Secondo una credenza popolare, i corni di cheratina degli animali avrebbero proprietà curative e aiuterebbero a smaltire le sbronze, quindi, sono diventati un ingrediente di diversi preparati della medicina tradizionale asiatica, nonostante la medicina occidentale neghi questi benefici.

La morte di Sudan potrebbe portare all'estinzione della sua sottospecie, a meno che i ricercatori che hanno prelevato il suo materiale genetico riescano a sviluppare delle tecniche di fecondazione in vitro per impiantare gli embrioni in delle madri portatrici di un’altra sottospecie. In passato, i tentativi di questo tipo di fecondazione sono falliti, così, l'anno scorso, Tinder e Ol Pejeta Conservancy avevano lanciato una campagna di sensibilizzazione, cercando di raccogliere il denaro per pagare un trattamento di fertilità da 9 milioni di dollari, in modo da salvare dall'estinzione la specie di quello che era lo 'scapolo' più ambito al mondo.

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