Interviste

Cosa pensano i filippini di Milano dei metodi violenti del presidente Duterte

VICE News ha chiesto ad alcuni dei residenti filippini di Milano che cosa pensino di Duterte e della sua campagna antidroga, che avrebbe causato già 3600 morti.

di Graziella Matarrese
14 ottobre 2016, 10:40am

Rodrigo Duterte, 71 anni. [Foto di King Rodriguez/Davao City Mayor/EPA]

Lo scorso 30 settembre, Rodrigo Duterte si è recato nella sua città natale, Davao, l'insediamento più popoloso dell'isola di Mindanao.

Durante un comizio, parlando della 'guerra alla droga' attuata dal suo governo per le strade delle Filippine, il neo-eletto presidente ha detto:

"Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei. Ora ci sono tre milioni di drogati [nel paese]. Massacrarli mi renderebbe felice. Se la Germania ha avuto Hitler, le Filippine avranno Duterte."

No, Duterte non è quel che si definisce "un leader moderato". Nei circa cento giorni del suo mandato - cominciato alla fine di giugno - il 71enne è riuscito a insultare il Papa e Barack Obama, e persino a mandare a fare in culo l'Unione Europea.

Tra una minaccia e l'altra, Duterte ha però anche mantenuto una delle sue promesse elettorali: utilizzare metodi sanguinari per contrastare il narcotraffico e lo spaccio di droga nelle strade del paese.

Appena eletto, il presidente ha infatti costituito diversi "squadroni della morte" con il compito specifico di identificare e uccidere trafficanti, consumatori, spacciatori. Questo metodo sanguinario, che gli è valso il soprannome di "The Punisher" e un popolare videogioco "Duterte combatte il crimine", ha causato già 3600 vittime da giugno a oggi.

Per i suoi metodi marziali e la sua assoluta mancanza di diplomazia - come quando parlò di stupri - in patria Duterte ha ricevuto aspre critiche. La maggioranza dei Filippini, però, sembra essere totalmente dalla sua parte.

Per capirci di più, VICE News ha intervistato alcuni dei residenti filippini di Milano, dove la comunità è molto estesa: con 48.651 persone registrate tra città e provincia, i filippini a Milano rappresentano l'11 per cento della popolazione straniera totale del capoluogo lombardo.

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Vernie, 31 anni, in italia dal 2015

È vero che le Filippine sono pericolose?
Io lavoro all'estero dal 2008, e ogni volta che torno a casa non mi sento al sicuro. Quando arrivi in aeroporto, quando cammini per la strada... non sai mai cosa può succedere. Ti devi vestire come un mendicante in modo che nessuno capisca che vieni da fuori, perché se le persone lo capiscono, ti vedono vestita bene e con qualche gioiello addosso, potrebbe essere un problema.

Cosa ne pensi di Duterte?
Per me lui è davvero fantastico. È il presidente che aspettavamo da tanto, e adesso vediamo tanti cambiamenti. Siamo eccitati e felici di quel che sta facendo. Lo chiamiamo "Tatay", che significa "Padre", perché lui è come un padre per noi. Tutti i miei parenti hanno votato per Duterte e sono felici di lui.

Sembri davvero entusiasta. Non ti preoccupa il fatto che i suoi metodi non sembrino democratici?
All'estero c'è un errore di interpretazione di tutti i media. Dicono che ci sono uccisioni extragiudiziali ma non è così: quando c'è la polizia di mezzo, c'è un processo. Le persone che vengono uccise senza alcun processo sono uccise dai vigilantes, non dalla polizia. Sono i vigilantes che uccidono i piccoli pusher e i drogati prima che li catturi dalla polizia perché temono che parleranno. E così li uccidono per proteggere i grandi trafficanti.

Leggi anche: Il presidente delle Filippine vuole premiare i cittadini che uccidono gli spacciatori

Cos'altro ti piace delle politiche di Duterte?
Il presidente sta aiutando molti Overseas Filipino Workers (OFW) con la burocrazia. Prima quando facevi domanda per lavorare all'estero c'erano molti documenti da fare, e ci voleva molto tempo; adesso Duterte ha creato un ufficio che in cui si possono fare tutti i documenti in tre giorni. Inoltre, sta facendo molto per aiutare i filippini bloccati in Arabia Saudita. Non so se ne hai sentito parlare, ma ci sono migliaia di filippini bloccati lì dal 2012-2013, e lentamente stanno cercando di riportarli a casa. Inoltre, Duterte sta aiutando le persone che non possono permettersi una casa, ha introdotto l'istruzione gratuita, sta cercando di potenziare l'economia.

Credi che tornerai a vivere nelle Filippine?
Certamente, un giorno tornerò. L'anno scorso mi sono sposata con un italiano, il piano è di mettere da parte dei soldi per due o tre anni lavorando all'estero, e poi di ritornare là definitivamente. L'economia e la sicurezza delle Filippine continueranno a migliorare durante l'amministrazione di Duterte.

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Michael, 32 anni, in Italia dal 1999

Come la pensi sul presidente Duterte?
Da noi il problema delle droghe è serio, e Duterte ha lanciato un programma di guerra alla droga che piace alla maggior parte dei filippini. Ma io la penso diversamente. Penso che Duterte voglia esercitare un controllo sul popolo.

Come mai moltissimi filippini sono soddisfatti di Duterte?
Nelle Filippine la libertà di espressione esiste solo dal 1986. Fino ad allora, durante il regime di Marcos, i filippini erano abituati a seguire gli ordini. Se eri uno scrittore o un giornalista e scrivevi qualcosa contro il regime, eri morto. Questo ha avuto degli effetti concreti sul popolo filippino. Quando per tanto tempo non conosci la libertà e poi ce l'hai improvvisamente, non ci sei abituato: così adesso che c'è un dittatore si sentono più sicuri. È un po' come l'italiano medio che dice "quando c'era Mussolini...". È la stessa cosa. Ogni azione, ogni decisione che lui prende va bene per il popolo, lo vedono come il salvatore della repubblica. Per questo la gente è contenta.

Quali credi che siano le reali intenzioni di Duterte?
Il motivo per cui Duterte fa la guerra alle droghe non è la droga in sé, ma è per mettere le mani sul paese. In tre mesi abbiamo avuto 4000 morti, e la polizia agisce senza mandato, non ci sono processi. Invece di cercare di riabilitare gli spacciatori, li ammazza. È troppo. Magari qualcuno, un tuo vicino, chiama la polizia e ti accusa di fare uso di droga, loro vengono lì e... bam, ti sparano.

Chi sono i vigilantes che uccidono le persone per strada?
I vigilantes sono dei paramilitari, un esercito privato. Prima che diventasse presidente, Duterte era sindaco di Davao, anche lì aveva utilizzato questo tipo di forze paramilitari.

La senatrice De Lima, una degli oppositori di Duterte, è stata accusata di essere collusa coi narcotrafficanti. Che ne pensi?
Sinceramente non credo che De Lima sostenga i trafficanti. De Lima era al vertice della Corte Suprema e presidentessa della commissione sui Diritti Umani delle Filippine. Quando il numero dei morti è iniziato a salire ha avviato delle indagini sul presidente, per capire se quello che faceva era nei limiti della legge. Per questo si è attirata addosso le antipatie del governo, e tutte quelle accuse infamanti.

Ma nessuno fa opposizione al governo di Duterte? Perché?
Si tratta di una lunga storia: come dicevo, prima dell'86 la gente non era abituata a essere libera. Le vecchie generazioni, come mia madre e mio padre, hanno vissuto quell'epoca e ricordano il benessere relativo che c'era durante il totalitarismo. E negli ultimi anni la situazione è degenerata, siamo finiti nella merda. Poi è arrivato questo tipo qua, politicamente scorretto, che dice quello che il popolo vuole sentirsi dire: e la gente dice "questo pensa come me." È un populista. Ci sono poche persone che la pensano come me, e questo è triste. Forse io la penso così perché suono in un gruppo punk, che è un genere aggressivo, politicamente libero. Le persone sono imbecilli, vedono come positivo il fatto che lui abbia mandato a fanculo tutti, credono che ora saranno liberi.

Hai parenti nelle Filippine? Cosa ti raccontano?
Temo per i miei familiari, ora che possono arrestarti senza motivo. Per fortuna non è ancora successo nulla, ma a qualche altro filippino di Milano hanno ammazzato cugini e amici. A me dispiace, ma devo dire che li avevo avvertiti. Supporta il tuo cazzo di presidente, adesso. Io e i miei amici siamo stati "scomunicati" dalla comunità filippina qui, perché diciamo in faccia a tutti quello che pensiamo.

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Christian, 26 anni, in Italia dal 2000
Marie Claire, 25 anni, nata in Italia da genitori filippini

Pensate che Duterte sia un buon presidente?
C: Le persone dicono che Duterte è bravo, che sta cambiando tutto. Per la droga, per la pulizia nelle città.
MC: Ha messo in atto dei piani d'azione efficaci. Ha approvato una legge anti-fumo, ha reso illegale girare a torso nudo e bere per strada. E poi sta contrastando lo spaccio di droga e le persone che lo portano avanti: le ha uccise tutte.

Sulle 3600 persone uccise... non vi sembra un metodo poco ortodosso di gestire la situazione?
C: Non ci trovo nulla di male.
MC: Per le Filippine è un fatto positivo. Un turista che va nelle Filippine vede ovunque persone a torso nudo che fumano e spacciano droga sotto gli occhi di tutti. Il suo è un metodo drastico che però funziona.

Sentite qualcuno che vive là? Cosa vi raccontano?
C: Io non sento quasi più nessuno tranne mio fratello e i miei nipoti, ma non parliamo di politica. Nel paese però la maggior parte delle persone è contenta.
MC: Anche leggendo attraverso Facebook alcuni articoli usciti in questi giorni, sembra che la sua politica funzioni.

Cosa ne pensate del modo in cui si esprime?
MC: Per quanto riguarda le parolacce, sul Papa ha detto che stava scherzando, su Obama invece non lo so... È il suo modo di fare.
C: Se è arrabbiato lo dice. Non ha paura. Fa tutto parte del personaggio. Lui è stato sindaco per 20 anni di una città che si chiama Davao, e lo amavano tutti. A Davao tutto è sempre stato in ordine; vai in giro alle 5 di mattina e nessuno ti tocca. Non come a Manila. Ma adesso che c'è lui, è diverso.

Tornerete nelle Filippine? Sarà un posto migliore dopo la presidenza di Duterte?
C: Io ora ci tornerei. Tutte le persone che sento mi dicono che la situazione è tranquilla, che si sta bene. I media stranieri parlano male di Duterte perché per loro non va bene, invece per noi filippini sì.

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Sharmaine, 23 anni, in Italia dal 2012

Sei contenta di Duterte?
Duterte mi piace, perché è forte e dato che nel nostro paese la droga è un problema grave, penso che possa eliminarla tutta. Certo le notizie che escono ultimamente... parla molto, insulta l'Unione Europea, questo non mi piace. Ma gli credo. Credo che possa eliminare la droga. Penso che stia facendo un buon lavoro.

Che cosa ti raccontano amici e parenti che vivono ancora nelle Filippine?
Sento i miei parenti e amici sui social media, loro non hanno ancora notato un cambiamento nel paese; forse c'è un po' meno criminalità, ma ho sentito delle notizie che dicono che ci sono ancora crimini e uccisioni.

A proposito di uccisioni, sembra siano morte più di tremila persone.
Non penso sia vero che Duterte abbia fatto uccidere più di tremila persone. Non credo in Matobato, il testimone di stato. È vero che ci sono stati dei morti, ma penso che i poliziotti si stessero solo difendendo.

Tornerai nelle Filippine? Pensi che saranno diverse dopo il mandato di Duterte?
Voglio tornare nelle Filippine sicuramente. Prima qui eravamo solo io e mia madre, ma ora lei è andata a vivere a Parigi, quindi sono sola. Dopo la presidenza Duterte [il paese] sarà meglio rispetto a quando sono partita. Lui odia solo gli spacciatori, vuole eliminare solo i criminali.

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Romeo, 52 anni, cuoco, in Italia dal 2013

Che ne pensi della presidenza Duterte?
Duterte è in carica da soli tre mesi, non posso dire se vada bene o no. Forse ci vuole ancora un po' di tempo. La sua guerra contro la droga però va bene, mi piace. Ci sono troppe persone che si drogano.

E delle parolacce che dice?
Il modo in cui parla? Non è poi così grave.

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Ramel, 40 anni, in Italia dal 1997

Cosa ne pensi del presidente Duterte?
Duterte è bravo, perché pur essendo anziano è molto intelligente. È il miglior presidente per le Filippine, perché si fa rispettare e incute paura nei criminali.

Credi che il metodo repressivo che usa nella sua guerra alla droga sia efficace?
Per me sì, funziona.

Ha un modo di fare un po' brusco, no?
Ogni tanto lui parla male, come quando ha dato del figlio di puttana a Obama. Questo un presidente non deve farlo.

Come pensi che cambierà il paese nei prossimi anni? Ci tornerai?
Sì. E quando tornerò le Filippine saranno un posto migliore.

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Jonathan, in Italia dal 1997

Che cosa ne pensi di Duterte?
Non saprei... Ha fatto alcune cose giuste e altre sbagliate. Non mi piace che colpisca solo la gente che sta in strada e non i grandi trafficanti, i boss. Secondo me sono loro i primi da catturare, non chi spaccia per la strada, che accetta di vendere droga solo per sopravvivere.

Hai dei parenti nelle Filippine? Loro che cosa ti raccontano?
Con i miei parenti nelle Filippine non parliamo di politica. A giudicare da quello che pubblicano su Facebook, però, a loro il programma di Duterte piace. Il fatto che non ci sia più criminalità sulle strade è qualcosa di cui sono contenti. Mi hanno detto che ha eliminato il 60-70 per cento della criminalità. Ad altre persone invece non piace: è politica.

E del suo modo di esprimersi che ne pensi?
Io ho votato lui perché non c'erano alternative serie, però non mi piace come parla. Una persona per strada può parlare così, non lui. Quale altro presidente si esprime così? Cina, Russia, Corea sono contro l'America ma non parlano come Duterte, parlano in maniera educata. C'è tanta gente a cui [questo modo di esprimersi] piace, a me personalmente no.

Guarda il documentario: La trappola della shaboo nelle Filippine


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Tutte le fotografie di Graziella Matarrese/VICE News Italia