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Ecco che fine ha fatto questo striscione contro i profughi in Alto Adige

In Alto Adige, l'associazione Ost West ha ricavato undici borse da uno striscione. Il ricavato sarà devoluto al centro d'accoglienza di Merano.

di Leonardo Bianchi
23 dicembre 2015, 5:10pm

Foto via Facebook

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Nel corso del 2015, in Trentino-Alto Adige sono transitati quasi 26mila migranti, molti dei quali passati per la stazione di Brennero. Stando ai dati del ministero dell'Interno, inoltre, la regione ospita poco più di 600 persone (665, per la precisione) nei centri d'accoglienza e nelle strutture temporanee. Si tratta dell'1 per cento sul totale dei migranti ospitati in Italia.

Nonostante i numeri siano abbastanza esigui – se confrontati con quelli di altre regioni, ovviamente – qualche abitante della zona non riesce proprio a farsi andare giù la presenza dei migranti.

Qualche settimana fa, come raccontato in un post sul sito del centro culturale Ost West (o Est Ovest) di Merano, alla stazione ferroviaria di Maia Bassa è apparso un grosso striscione con la scritta "REFUGEES NOT WELCOME"—i profughi non sono i benvenuti.

Thomas, un membro del consiglio direttivo di Ost West, racconta che "dei nostri amici l'hanno visto e l'hanno tirato giù subito, perché lì c'è una grande comunità antirazzista e antifascista."

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Lo striscione è stato poi portato a Ost West. Lì, mentre si decideva il da farsi, "delle ragazze hanno detto che il telo era fatto con un buon materiale. Bisognava dunque farci qualcosa con quel telo, perché sarebbe stato un peccato buttarlo via."

"Così è venuta fuori l'idea di una ragazza, che si chiama Julia, di fare qualche borsa," prosegue Thomas. "Alla fine Julia e un altra ragazza, Laura, hanno cucito questo telo e fatto undici borse, e su ogni borsa hanno scritto delle frasi di Brecht, frasi contro la xenofobia e altre frasi in tedesco."

Dal 22 dicembre le borse sono state messe in vendita. "Ogni borsa costa venti euro," spiega Thomas, "e tutto il ricavato verrà donato verrà donato al centro d'accoglienza di Merano."

Gli autori dello striscione sono ancora ignoti. "Sarà stato qualche gruppo di estrema destra, ma non siamo sicuri. Di sicuro è stato qualcuno che ha qualcosa contro i profughi, perché nei paraggi ci sono un paio di centri d'accoglienza," precisa il membro di Ost West.

Più in generale, negli ultimi tempi a Merano non si sono mai verificati particolari problemi intorno ai centri d'accoglienza, né tantomeno proteste. "Io, per esempio, faccio l'insegnante di tedesco nel centro profughi a Merano," continua Thomas. "E devo dire che sin da subito, quando i profughi sono arrivati a fine giugno, c'è stata la volontà della cittadinanza di accoglierli e lavorarci insieme."

L'iniziativa di trollare i razzisti e di trasformare lo striscione in borse, si legge sul sito di Ost West, è stata ribattezza "braincycling," cioè il "riciclare un'idea del cavolo e trasformarla in un'idea geniale. Ogni volta che troverete un messaggio contro i diritti umani o puramente intriso d'odio, saprete cosa fare: trasformatelo in un capolavoro di creatività solidale."

Finora, conclude Thomas, la vendita delle borse è andata bene: "Ne sono rimaste 3 o 4, che contiamo di vendere stasera."


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