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I film d'animazione stanno influenzando il traffico di animali esotici

In Cina, Zootropolis ha fatto impennare la richiesta di fennec: era successo anche con la civetta di Harry Potter e il pesciolino Nemo. Abbiamo chiesto al WWF che cosa questo significhi per la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione.
11.5.16
Foto via Flickr/Zootropolis

Nel 2008, quando 'Alla Ricerca di Nemo' sbancava i botteghini di tutto il mondo, la richiesta di pesci pagliaccio sul mercato subì un'impennata verticale — al punto che alcuni enti per la protezione ambientale rilevarono un fortissimo decremento della specie al largo delle coste australiane.

La saga di Harry Potter, che nel mondo ha incassato la bellezza di 7,723 miliardi di dollari, ha creato dal nulla il commercio illegale della civetta delle nevi: a causarlo fu il personaggio di Edvige, l'animale da compagnia del celebre maghetto.

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La Disney ha inoltre inserito nell'edizione dvd di '8 Amici da salvare', uscito nel 2006, un avviso in cui si segnala agli spettatori che, per quanto i Siberian Husky protagonisti del film siano "bellissimi e intelligenti," non sono animali domestici adatti a vivere in appartamento.

E sulla confezione del dvd di 'Shaggy Dog - Papà che abbaia… non morde', infine, c'è un avviso simile che riguarda il Bearded collie, una razza di cane affettuosa a pelo lungo di origine britannica.

Come si evince da simili esempi, nel recente passato i film hanno fortemente influenzato la domanda mondiale di animali domestici ed esotici, anche e soprattutto quando si trattava di specie protette — pur senza mai causare un rischio concreto di estinzione.

Cosa succede però quando un film d'animazione pieno zeppo di animali riscuote un successo senza precedenti, per giunta in uno dei mercati cinematografici più grandi del mondo?

È questo il caso di Zootropolis, e del mercato cinese.

Il nuovo cartone di Disney, firmato da Byron Howard e Rich Moore, è ambientato in un'utopia popolata da animali antropomorfi, unendo diversi spunti affini al noir e al thriller.

Uscito in un periodo di stanca della stagione cinese, appena prima della festa del Quinming, secondo le proiezioni iniziali avrebbe dovuto faticare per raggiungere i 100 milioni di dollari di incasso.

Dopo un mese e mezzo circa, tuttavia, non solo il film Disney ha raggranellato "qualche spicciolo in più" - ben 236 milioni - ma è anche riuscito in via del tutto eccezionale a ottenere un prolungamento della permanenza in sala di due settimane. Un privilegio di cui pochissimi altri film stranieri avevano beneficiato.

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La vicenda si inserisce in un contesto assolutamente in esplosione: con 28 mila sale - 5 mila delle quali appartengono al gruppo cinematrografico principale, il Dalian Wanda Grou - e un incremento quasi costante di 10 nuove sale al giorno dal 2012 in avanti, il box office cinese nel febbraio del 2015 ha superato, per la prima volta, quello statunitense (che conta 40 mila sale), con un incasso mensile pari a circa 650 milioni di dollari, contro i 640 americani.

Il protagonista del Zootropolis è Nick Wilde, una volpe. Il suo piccolo aiutante criminale, Finnick, è invece un fennec: una versione più piccola - e per certi versi più tenera - di una volpe, molto diffusa nel deserto del Nordafrica.

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A livello zoologico, il fennec è il più piccolo canide al mondo, pesa circa 1,5 kg ed è alto al garrese circa 30 centimetri, meno di un comune gatto. Abita il deserto del nord Africa ed è una specie inserita nell'appendice 2 del CITES delle Nazioni Unite: si tratta cioè di un animale non in pericolo di estinzione ma la cui vendita illegale va controllata scrupolosamente, perché comunque a rischio.

Per quanto la Cina riconosca il CITES e conceda la vendita del fennec solo agli zoo e alle riserve naturali, nell'ultimo mese - come affermano alcune aziende che si occupano di import-export di animali selvatici - le richieste dei privati sono lievitate in maniera esponenziale.

Molti degli acquirenti, secondo quanto spiegato dai negozianti, hanno spiegato di essersi 'innamorati' dell'animale proprio dopo avere visto Zootropolis.

In Cina il mercato cinematografico è esploso solo di recente e acquistare un animale domestico è diventata una moda solo da pochi anni, con l'innalzamento della qualità della vita e la nascita di una classe media abbiente.

Quello che dunque non sarebbe potuto succedere con Alla ricerca di Nemo o con Harry Potter, dunque, sta succedendo invececon Zootropolis.

"Se la domanda per l'acquisto di fennec da parte di privati dovesse anche minimamente aumentare," spiega a VICE News Isabella Pratesi, direttrice del programma di conservazione del WWF, "c'è il rischio che la specie passi a un rischio di estinzione assai più elevato rispetto a quello attuale."

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Sul motore di ricerca cinese Baidu, le ricerche relative alle parole chiave "Fennec foxes" sono salite in circa 17 giorni da quasi 0 a più di 6500 al giorno; nel 2014, il numero medio di esemplari importati legalmente in Cina ha sfiorato i 140 l'anno.

Alcuni rivenditori, che hanno preferito rimanere anonimi, hanno confermato al Los Angeles Times di aver già venduto fennec giovani o appena nati a molte famiglie — le quali sarebbero disposte a pagare fino a 3.000 dollari per esemplare.

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Secondo Pratesi, in casi simili "la vera soluzione non è quella di intervenire nel momento in cui si crea l'eccesso di domanda dovuto ad una moda o un fenomeno di massa, ma lavorare preventivamente affinché la gente sia consapevole dell'illegalità nascosta dietro all'acquisto di una specie selvatica, soprattutto se esotica."

Il problema, oltre a quello dell'illegalità, è che "presto ci si rende conto che questi animali non sono esattamente "domestici" e mansueti come ci si sarebbe aspettato oppure che hanno esigenze particolari."

Nel caso del fennec, si tratta in effetti di un animale notturno, distaccato, non addomesticato; è uno scavatore per natura: se costretto a vivere in un edificio, tende a bucare mobili e divani.

E infatti, c'è già chi si è pentito: sull'eBay cinese, Taobao, sono apparsi diversi annunci, poi rimossi poiché non conformi alle leggi nazionali.

Uno dei venditori, che ha acquistato una coppia di fennec per circa 6150 dollari, ha affermato di ricevere ogni giorno due o tre richieste da parte di privati.

Ma quando il successo di Zootropolis si sarà esaurito, la gente si stancherà dell'animaletto e si renderà conto di non potersi affidare a canali ufficiali di vendita, che fine faranno i fennec?

"Il WWF può senz'altro dare consigli, ma sicuramente le istituzioni più adatte per affrontare queste problematiche - e soprattutto per risolverle - sono le autorità competenti," spiega Pratesi. In Italia, bisognerebbe rivolgersi alla Forestale.

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"È la cosa migliore: infatti è interesse della comunità che specie non adatte a stare in natura possano trovare un luogo di accoglienza, come ad esempio i centri recupero animali esotici."

In Italia, almeno per il momento, non sembra esserci stato un fenomeno paragonabile.

Secondo la direttrice del programma di conservazione del WWF, tuttavia, "in generale tutti i cartoni che 'umanizzano' e rendono particolarmente attraenti animali come scoiattoli americani (basti pensare a Cip e Ciop), pappagalli (Madagascar), conigli (Bugs Bunny), pesciolini rossi, furetti, tartarughe acquatiche o terrestri (le tartarughe Ninja, ad esempio), sono responsabili di un aumento della domanda di animali esotici per la compagnia domestica."

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Foto in apertura via Zootopia Wikia e kuribo via Flickr in Creative Commons