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Tech by VICE

Una transazione Bitcoin consuma quanto il tuo appartamento in una settimana

È giunto davvero il momento di farsi delle domande sulla sostenibilità di questa tecnologia.

di Christopher Malmo
03 novembre 2017, 11:33am

L'incredibile innalzamento del prezzo dei Bitcoin a oltre 7.000 dollari ha fatto crescere dappertutto il consumo di energia, perché sempre più persone utilizzano i loro computer per minare la criptovaluta.

Un indice dell'analista Alex de Vries, aka Digiconomist, stima che per come sono i prezzi ora i miner di Bitcoin utilizzeranno oltre 24 terawatt-ora di elettricità all'anno (mentre fanno a gara per risolvere dei puzzle crittografici sempre più complessi al fine di "minare" sempre di più). Questo quantitativo di energia corrisponde al consumo annuo di tutta la Nigeria, un paese con 186 milioni di abitanti.

Questa media deriva dalla gigantesca quantità di energia di 215 kilowatt-hours (KWh) necessaria per ogni transazione (ci sono circa 300.000 transazioni al giorno). Considerato che il consumo domestico medio in America è 901 KWh al mese, un versamento in Bitcoin corrisponde al quantitativo di energia necessario per mantenere una casa, con tutti i suoi elettrodomestici, per una settimana circa. Su larga scala, l'indice di De Vrie mostra che i miner di Bitcoin potrebbero usare abbastanza elettricità per mantenere circa 2,26 milioni di case americane.

Esprimere l'energia utilizzata dai Bitcoin considerando la singola transazione è piuttosto utile. Bitcoin usa x energia in totale, e questa assicura oltre 300k transazioni al giorno. Quindi l'unità di misura mostra il valore che utilizziamo per tutta quell'elettricità di cui la transazione verificata (e la nostra fiducia in essa) è il prodotto finale.

Vale la pena porci delle domande a proposito dell'impatto ecologico dei Bitcoin.

Dal 2015, l'elettricità consumata da Bitcoin è stata spesso comparata ai metodi di pagamento digitali. Questo perché il prezzo in dollari dei Bitcoin è direttamente proporzionale al consumo di elettricità utilizzata per minarli. Quando il prezzo cresce, i miner aumentano la potenza di calcolo per ottenere nuovi Bitcoin e margini dalle transazioni.

Sapere con esattezza quanta energia viene utilizzata dal network Bitcoin è impossibile. Ma possiamo tentare un calcolo veloce partendo dall'assunto che tutti i miner stanno usando gli hardware più efficienti. Per farlo, useremo una metodologia molto semplice, già testata in un altro articolo di Motherboard, che ci darà un mining totale costante di oltre un gigawatt.

Questo significa che, almeno, il mining globale di Bitcoin potrebbe coprire i bisogni quotidiani di 821,940 case americane.

Messa altrimenti, il mining globale di Bitcoin consuma un minimo di 77KWh di energia per ogni transazione. Come ha scritto l'economista Teunis Brosens di Dutch bank ING, è abbastanza per alimentare casa sua in Olanda per due settimane.

La stima meno ottimistica di Digiconomist è di 215 KWh di ellettricità per transazione. Più del necessario per rifornire due batterie Tesla, far funzionare un frigorifero/freezer per un anno intero oppure portare a ebollizione 1872 litri di acqua in un bollitore.

Importante ricordare che il modello di de Vries non è esatto. Parte dall'assunto che ci saranno degli incentivi economici per i miner, e presenta una predizione a lungo termine sulla direzione in cui il consumo potrebbe andare. Nonostante ciò, è piuttosto chiaro che anche a un livello minimo di 77 KWh per transazione, ci sono dei problemi. A 215 KWh abbiamo problemi ancora più grandi.

Il problema sono le emissioni di carbonio. De Vries ha fatto le sue stime sulla base dei dati ottenuti da una miniera a carbone in Mongolia. Ha concluso che questa singola miniera è responsabile di 8.000/13.000 kg di CO2 per ogni Bitcoin, e 24.000/40.000 kg di CO2 all'ora.

Come notato dall'utente di Twitter Matthias Bartosik, un'auto europea emette in media 0,1181 kg di CO2 al chilometro. Quindi per ogni ora che la miniera mongola è attiva, è responsabile almeno dell'equivalente di oltre 203.000 km percorsi da una macchina.

Come sale il prezzo dei Bitcoin sale anche il consumo di elettricità, che implica emissioni di carbone. Ho chiesto a de Vries se è possibile arginare in qualche modo il problema.

"La blockchain è una tecnologia inefficiente per nascita, abbiamo creato la fiducia costruendo un sistema basato sulla sfiducia. Se credi in te stesso e in una serie di regole (il software), allora devi combattere per primo tutto ciò che infrange le regole. Questa è la vita del nodo di una blockchain," mi ha detto in chat.

Questo è il fulcro dell'innovazione portata da Bitcoin, ed è anche il suo principale compromesso. Per ottenere un sistema di pagamento decentrato e affidabile Bitcoin impone alcune inefficienze come per esempio il consumo di energia e la bassa capacità di transazione. Le migliorie proposte, come SegWit2x, promettono un aumento del numero di transazioni di almeno il doppio. Ma essendo Bitcoin migliaia di volte meno efficiente del network di una carta di credito, deve andare migliaia di volte meglio.

In un contesto come il nostro, tra cambiamento climatico, grandi incendi, uragani da record vale la pena farsi delle domande. Davvero è necessario che le transazioni bypassino terze parti come i circuiti delle banche e delle compagnie di credito, che possono operare in maniera più efficiente del network decentralizzato di Bitcoin? Considerato quanto questo sia imperfetto, la risposta per il momento è no.

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