Madame è il modello di rapper che vogliamo

La sua immagine genuina è il contrario di quello che spingono le etichette, cioè Barbie stereotipate, provocanti e volgari.
08 marzo 2019, 10:14am
madame rapper
Fotografia di Sebastiano Fernandez

Scoprire nuovi artisti è come uscire per la prima volta con una persona. A volte capita il colpo di fulmine, altre scatta un lento corteggiamento che può portare a rose o a spine, altre ancora tutto finisce accantonato nel dimenticatoio con un “mèh” spiaccicato sopra. Ma spesso accade che ci ritroviamo con occhi nuovi ad ammirare la novità per sbaglio scartata e, proprio come un vecchio spasimante che rincontriamo dopo tanto tempo, ecco che all'improvviso sentiamo fiorire un sentimento nuovo.

Questa premessa per dire che, probabilmente, avete provato una sensazione simile quando avete ascoltato “Sciccherie” di Madame, che si chiama Francesca, viene da Vicenza e fa la rapper. È un brano, prodotto da Eiemgei, che a un primo ascolto può causare reazioni scomposte - storture di naso, occhi strabuzzati, magari anche risate. Eppure, Madame ha un qualcosa che sfugge ma che conquista.

Madame ha diciassette anni ed è già una tipa tosta. Avete presente Daniel di Karate Kid? Aveva sempre avuto la forza dentro di sé, ma aveva bisogno del maestro Miyagi, e di tanto allenamento dai-la-cera-togli-la-cera, per tirarla fuori e spaccare il culo ai bulli. Ecco, Madame è così. Ha gli ingredienti giusti per spaccare e diventare non la prossima rapper del momento, ma un nuovo modello di rapper. E questo perché non assomiglia per niente a tutte le rapper del momento. Il suo punto di forza è proprio il suo essere sopra le righe, un elemento di rottura nella scena, con la sua genuinità e il suo anticonformismo in punta di piedi.

madame

Screenshot dal video di "Sciccherie" di Madame, cliccaci sopra per guardarlo su YouTube.

“Sciccherie” è il suo secondo singolo, uscito lo scorso dicembre. Il cantato è a tratti incomprensibile, può sembrare un dialetto (ma in un'intervista smentisce che lo sia) ed espressioni ormai inflazionate come “bibbi” e “money” appaiono qua e là, ma senza arroganza da bad girl di strada, piuttosto come parole di un dizionario assimilato e utilizzato con naturalezza. Tutto questo, se a un primo ascolto può sembrare addirittura ridicolo, è in realtà più innovativo di quanto crediate: parole spezzate, accenti sballati e neologismi—vedi “ficcatine”, che richiama il verbo dialettale “ficcare”, per intendere "sveltine”—si prestano al servizio del flow e della musicalità del brano, e si plasmano col beat in un fluido armonico.

Il suono prima di tutto, quindi, ma visto che le parole di “Sciccherie” si trovano facilmente online è giusto dargli un'occhiata. Ancora una volta, Madame sorprende con un testo introspettivo e malinconico quanto basta per alzare la qualità del brano. Avrebbe potuto giocare facile con l'ennesima canzone incazzata contro gli uomini, il girl power da strada, qualche volgarità tagliente e una manciata di “bitch” per fare colpo, invece no. Apre il suo cuore e ci parla delle sue insicurezze, paranoie da ragazza in cui però chiunque può immedesimarsi, come un amore che ci fa dannare—“La saliva che non metti sopra le cartine / La sprechi a dirmi ciò che non voglio sentire”—e la sensazione di sentirsi inferiore rispetto ad altre ragazze —“Uscire con l'abito nero e sciccherie / Mentre metto cose per sembrare come quelle un po' più fighe”.

L'originalità della scrittura di Madame era già palese nel suo precedente singolo “Anna”. Uscito lo scorso settembre. È un brano intimo e complesso, con figure retoriche e una metrica che vanno oltre la media dei brani rap in circolazione—non a caso, Madame dice di essersi ispirata niente meno che a Dante per la realizzazione di questo brano. L'Anna del testo è una persona più grande dell'artista che è diventata il suo punto di riferimento, una sorta di idolo che possiede tutto ciò che Madame non ha, ma che vorrebbe: occhi azzurri, capelli biondi, eleganza e ricchezza d'anima.

Tutto ciò che sappiamo di questa amica/idolo viene sussurrato tra le righe (“Sembri una foglia che si sveglia all'alba / Mentre i tuoi biondi viaggiano nell'aria”) e anche il rapporto tra le due assume tinte fantastiche. Quasi viene il dubbio che Anna sia frutto dell'immaginazione dell'artista, che riversa su di lei i suoi bisogni e le sue insicurezze—“Però trova il tempo per amarti / Trova il tempo per truccarti / Che sei bella se cerchi i miei sguardi, trova il tempo per guardarmi”. Un testo, quindi, più simile a un sonetto che a una canzone rap, eppure, proprio per la sua diversità, riesce a fare breccia.

madame sciccherie

Fotografia promozionale.

Insomma, Madame è un bug nel sistema musicale italiano. Se già musicalmente ha tutti gli elementi giusti per essere un bello schiaffo alla scena rap italiana (vedi come ironizza sull'uso delle droghe quando canta “Io non mi drogo, sciolgo le pastiglie digestive” in “Sciccherie”), anche la sua immagine è un bel pugno nell'occhio del sistema. Capelli corti, una chioma di ricci capricciosi, viso acqua e sapone, occhi dolci e un abbigliamento casual fanno di Madame l'anti-eroina per eccellenza in un mondo di Cardi B e Nicki Minaj. La sua immagine colpisce proprio perché in netta opposizione a tutto ciò che adesso in Italia le etichette spingono di più, ovvero Barbie stereotipate dalle pose plastiche, abiti provocanti e volutamente volgari, e quella bad attitude ormai sempre più cliché che vera personalità.

Madame non si nasconde dietro tutto questo: si mostra per quello che è, che vi piaccia o no. E deduco che anche lei voglia un po' giocare sporco, visto che nel video di “Sciccherie” si intravede una non-troppo-velata frecciatina all'estetica dominante. Il videoclip, infatti, si apre con Madame vestita di tutto punto secondo le regole della migliore scuola trap: occhiali da sole enormi, collane sul collo, orecchini e anelli scintillanti, una pelliccia d'ordinanza e qualche capo griffato. Tutto da manuale, anche troppo, al punto che perfino io ho pensato “poraccia, ma chi l'ha vestita così male?”. Invece, sorpresa sorpresa, durante i 3:33 minuti del video Madame si spoglia di ogni fronzolo inutile (e ridicolo) rimanendo, alla fine, solo con 'nu jeans e 'na maglietta. Un gesto metaforico per esprimere il suo mettersi a nudo e mostrarsi per quello che è attraverso la sua musica, ma anche un'elegante provocazione alla scena rap per definire la sua posizione di contrasto.

Dunque, Madame sembra sfuggire alle attuali etichette di genere che vogliono “le rapper” in un determinato modo e con un determinato stile. Un’anomalia del sistema che, proprio per la sua originalità e il suo anticonformismo, può rappresenta un nuovo punto di vista del fare rap. Prova del fatto che il suo talento non sta passando inosservato è data dalla sua partecipazione a un evento di Nike nello store di Milano, dove è salita sullo stesso palco di Ghali e della DJ Peggy Gou. In un’industria musicale che plasma i nomi emergenti secondo un immaginario preconfezionato, Madame resta fuori dal solito gregge platinato. È come quando la mattina al bar ordini sempre lo stesso cornetto al cioccolato ma un giorno, per sbaglio, ti danno quello alla nocciola. All’inizio ti incazzi, ma poi ti piace, e forse di più, anche se non era il solito gusto.

Cecilia è su Instagram.

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Madame si esibirà sabato 16 marzo a Milano all'Apollo per NICE Club.

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