Recensione: Colle Der Fomento - Adversus

Quello dei Colle è un disco bellissimo per svariati motivi, ma non cambierà le cose.
colle der fomento adversus cover artwork

Qualche settimana fa sostenevo come per il disco dei Colle avremmo potuto aspettare anche altri 30 anni, qualora avessimo scoperto un modo per criogenizzare noi e chi effettivamente doveva fare questo disco. Fortunatamente abbiamo dovuto aspettare solo 11 anni ed ora Adversus è in mezzo a noi.

Questa recensione arriva quasi tardi, ed è ironico che per un disco che è stato composto in 11 anni (ovviamente non in 132 mesi pieni, ma comunque…) la corsa a parlarne sia stata frenetica e anche io che mi ritrovo a parlarne a quattro giorni di distanza mi sento stupido, perché so che la mia idea su queste 14 tracce cambierà ancora milioni di volte. Nonostante ciò è quantomeno utile parlarne adesso e poi, nel caso, riparlarne ogni prossimo anniversario.

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Prima di parlare del disco in sé, sarebbe bello parlare del disco in me, o meglio in noi. Nelle scorse ore sono usciti degli articoli molto belli e malinconici (come Emiliano Colasanti che arriva a ipotizzare che questo possa essere il loro ultimo disco) altri meno belli e più polemici, ma il sottotesto di base era un costante paragone con la scena attuale. E so che è facilissimo e che probabilmente non si può analizzare un’opera senza analizzarne il contesto, ma davvero possiamo vedere un disco di “risposta” in un disco che presumibilmente è nato quando Fabri Fibra cantava di Eros Ramazzotti e i Dogo non avevano ancora neanche un disco di platino? No.

Il fatto, per esempio, che le copie fisiche dei dischi e dei vinili siano già sold out, implica, oltre all’attesa del prodotto stesso, che i Colle Der Fomento hanno senso di esistere oggi, perché c’è richiesta (il che non implica che chi non abbia richiesta non debba esistere, ma che come nel 2007, anche oggi c’è interesse intorno a Danno e soci e che questo interesse non si è disperso nel tempo). E quindi viene da chiedersi: ma come? In un mondo che sta andando a rotoli, in cui il vuotismo permea ogni produzione anche minimamente riconducibile a quello che un tempo chiamavamo rap e oggi chiamiamo urban, come fanno i CdF ad aver senso di esistere? Non si erano ricoglioniti tutti i fan del genere? Be’ semplicemente stiamo giocando due campionati diversi e l’acquisto di Cristiano Ronaldo alla Juve non romperà mai e poi mai il cazzo al Chelsea di Sarri, a meno che non si scontrino in una Champions League che nella musica non esiste.

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Tutto questo per dire che oggi i Colle trascendono il genere: tra i loro ascoltatori c’è chi come me vuole finalmente sentire attuale qualcosa che ricollegava solo al passato, chi ricorda con fomento la propria gioventù, chi vuole borbottare contro i Rolex e le Lamborghini e pertanto urla per strada per evangelizzare il prossimo, con il solo risultato di suonare svitato.

Adversus è un disco molto bello, perché è un disco coeso, maturo, anche cinematografico se vogliamo dire e soprattutto è un disco di parole, che non sono mezzucci per diventare frasi da stati di Facebook, né meme, né semplicemente meri strumenti per la melodia, ma sono proprio parole che possono voler dire qualcosa di profondo, essere citazioni o essere riprova di skills (per quanto gli stessi autori abbiano asserito di aver voluto semplificare i tecnicismi di scrittura). E sì è qualcosa di diverso. Non di meglio, non di peggio, di diverso — che è un grosso merito.

Non credo che il Danno, Masito o Craim si siano chiusi in studio dicendo “ora facciamo vedere alla trap come si fa questo genere” e se lo hanno fatto, lo hanno fatto con lo spirito base del rap, quello della competizione e non dell’annientamento. Il CdF si è chiuso in studio per raccontarsi, lo ha fatto bene e quindi, per una volta, sarebbe bello ascoltarli con i paraocchi. E goderseli.

Adversus è uscito il 16 novembre per Tuff Kong.

Ascolta Adversus su Spotify:

TRACKLIST:
1. Storia di una lunga guerra
2. Eppure sono qui
3. Nulla virtus
4. Noodles
5. Lettere d'argento
6. Adversus
7. Penso diverso
8. Sergio Leone
9. Cuore più cervello
10. Nostargia
11. Miglia e promesse
12. Musica e fumo
13. Polvere
14. Mempo

Tommaso è su Instagram.

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