La polizia ha fatto chiudere 18 negozi di semi di cannabis in tutta Italia

Nell'ambito dell'operazione 'Giardini Segreti', il network genovese Hempatia è stato accusato di istigazione a delinquere.
26.7.18

Sabato scorso all'alba la squadra mobile di Vibo Valentia ha sequestrato 26mila piante di marijuana del valore di 20 milioni di euro nei dintorni della città. L'operazione, chiamata "Giardini Segreti", ha portato a 18 misure cautelari e 39 indagati. A capo del commercio illegale di marijuana c'era il trentenne Emanuele Mancuso, figlio di una nota famiglia della 'Ndrangheta, che da giugno collabora con la giustizia.

A quanto pare, Mancuso era un vero nerd della coltivazione di erba: grande esperto di piante, monitorava i campi con i droni e acquistava i suoi semi online. Il sito da cui si riforniva con una finta partita IVA, hempatia.com, fa capo all'omonima società italiana con sede centrale a Genova, specializzata nella vendita di semi di canapa indiana. Come conseguenza dell'operazione Giardini Segreti, il sito è stato oscurato e 18 sedi in tutta Italia appartenenti al network sono state chiuse a titolo preventivo. L'accusa è di istigazione a delinquere.

La vendita di semi di marijuana è a tutti gli effetti legale, è la coltivazione a essere vietata. E anche se gli scopi dichiarati di chi acquista dovrebbero essere il collezionismo e la ricerca scientifica, sulla carta non è responsabilità dei rivenditori interessarsi all'impiego di questi una volta venduti. L'accusa di istigazione, però, si baserebbe sulla grande quantità di prodotto fornita a Mancuso — cosa che i gestori del negozio di Genova spiegano così in un post su Facebook:

Abbiamo venduto normalissime quantità di materiale ad un rivenditore della Calabria il quale, si è scoperto, riforniva persone dedite alla coltivazione. Pochi mesi fa questa persona è venuta a ritirare il suo ordine in sede, come molti fanno, ma invece di tornare a casa si è appostata e durante la notte ha fatto irruzione nel magazzino per rubare centinaia e centinaia di semi.

Il furto è stato immortalato dalle telecamere e immediatamente denunciato alle forze dell'ordine, così come sono a disposizione degli inquirenti le regolari fatture emesse a questi signori a fronte degli acquisti a normale prezzo rivenditore.

Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, che ha seguito in prima persona l'operazione, ha una versione diversa sulla legalità della vendita. "Per la prima volta si è riusciti in Italia a dimostrare da dove la 'Ndrangheta si riforniva dei semi. Abbiamo scoperto un sito on-line e dei negozi che vendevano semi di marijuana. Addirittura Mancuso riusciva a comprarli all'ingrosso da questo rivenditore che aveva sede a Genova, e poi li rivendeva ad altri coltivatori nei campi vicini a Vibo Valentia," ha dichiarato alla stampa locale.

"Questa indagine dimostra le maglie larghe della legge che consentono di aprire questi siti internet, di avere questi negozi che vendono marijuana light, e poi dimostrano ancora una volta gli sfasci che crea l'uso sistematico di marijuana nella testa dei ragazzi," ha continuato. "Perché l'uso sistematico di marijuana, è provato dal punto di vista scientifico, riduce lo spessore della corteccia cerebrale — che è la parte del cervello dove risiede la memoria. Ecco perché i ragazzi la usano per dimenticare. La mattina alle 10 sono come dei pugili suonati, e non ricordano cosa hanno fatto la sera."