Real Schiscette

Real Schiscette: la pizza della sera prima

Finalmente su MUNCHIES Italia la rubrica che vi aiuta a svoltare la pausa pranzo. Questa volta parliamo della pizza della sera prima e come riciclarla.

di Elena Viale; foto di Vincenzo Ligresti
06 giugno 2018, 6:30am

Tutte le foto di Vincenzo Ligresti

Benvenuti su Real Schiscette, una rubrica che vi aiuta a svoltare la pausa pranzo. Schiscetta è il modo in cui a Milano e dintorni si chiama la gavetta, il contenitore/contenuto del pranzo che ti porti in ufficio—o dovunque passi le tue giornate.

Secondo gli studi, mangiare la pizza a colazione è ok. Al di là del fatto che ho sempre la sensazione che alcuni ricercatori nei campi meno rigorosi della scienza cerchino di prenderci per il naso (in realtà gli studi dicono che la pizza a colazione fa meno male di alcuni cereali orribilmente malsani), questa ricerca mi spinge a pensare di non essere l’unica a ritrovarsi il martedì mattina—dopo un aperitivo finito alle 22 ma nondimeno un ordine alla pizzeria dell’angolo già partito prima ancora di infilare la chiave nella toppa—con tre quarti di pizza in una scatola mezzo incrostata al tavolo della cucina.

Cosa fare con questa pizza evitando di prendere posizione nell’asprissimo dibattito sulla colazione? Una schiscetta per il pranzo, ovviamente!

La prima cosa da fare è cercare di conservare la pizza avanzata al meglio, per impedire che diventi gomma (altrimenti detto: processo di retrogradazione degli amidi). La mia strategia quando non mi addormento sul divano prima è quella di metterla in un tupperware in frigo, magari spennellando un po’ di olio sulla crosta. Non penso che tecnicamente serva a qualcosa, ma mi ha sempre dato l’illusione di una notevole miglioria.

A proposito di migliorie, mi piace abbellire la pizza avanzata con verdura che si può presentare ‘a mucchietto’: spinaci o cavolo nero surgelati, trevigiana a pezzetti e cotta in padella, anche le puree vegetali che vendono al supermercato (spesso come vellutate, ma aggiungendo meno acqua si trasformano da minestra a contorno). A tutto questo io aggiungo sempre un po’ di formaggio a pezzettini durante la cottura, perché amo il formaggio e odio il sale, sicché uso il formaggio come sostituto del sale.

Puoi aggiungere tutto il resto? Sì. Tofu, prosciutto, uova, gamberetti, quello che vuoi. Io non lo faccio perché l’unica nutrizionista a cui io abbia mai creduto mi aveva detto di non mescolare mai grassi di provenienza diversa.

Riscaldala poi in padella o in forno. Se in ufficio non hai nessuna di queste due cose, internet vuole che basti mettere anche un bicchiere d’acqua nel microonde insieme alla pietanza da scaldare per evitare che si ammolli o diventi gommosa. Non ho mai provato perché in generale sono parecchio contro il microonde, ma dovrebbe funzionare. D’altra parte è estate e la pizza va bene anche fredda, ed è proprio così che io la mangio la maggior parte delle volte, ma non per presa di posizione: perché appena mi ricordo di averla in borsa la divoro senza passare dalla cucina.

Insomma, la pizza della sera prima ti può risolvere la giornata e l’umore, e puoi personalizzarla al punto che possiamo pensare a questo alimento non come a un ente specifico, ma come a uno spettro a un cui estremo sta il “rotolo gommoso che ho avvolto nella carta argentata direttamente dalla scatola perché mi sono svegliata alle nove” e all’altro il pasto gourmet. Vedi un po’ tu come stai martedì prossimo quando ti svegli.

Pro tip: prova anche la pizza al taglio o quella del panettiere, sono fatte apposta per essere scaldate una seconda volta.

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