Perché le proiezioni del film su Stefano Cucchi stanno scomparendo da Facebook

C’entra il copyright — Ma quello del 1941, non quello che votano oggi al Parlamento Europeo.

|
12 settembre 2018, 9:32am

Immagine: Netflix

Oggi esce nelle sale Sulla mia pelle, il film prodotto da Netflix sugli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi. Il film racconta la tragica vicenda di Stefano Cucchi che, nonostante si sia consumata ormai nove anni fa, non si è ancora conclusa dal punto di vista giudiziario. Alla prima proiezione al Festival di Venezia, il film ha preso sette minuti di applausi e diversi sindacati di polizia l'hanno ritenuto un affronto.

Al di là della storia in sé, questa produzione è decisamente innovativa dal punto di vista della distribuzione. Il film, oltre a essere visibile in sala, è da oggi disponibile anche su Netflix. Vista questa possibilità senza precedenti, nelle ultime settimane numerosi spazi in tutta Italia hanno organizzato proiezioni collettive e gratuite del film. Tuttavia, Facebook ha cancellato questi eventi, come denunciato dalla stessa Ilaria Cucchi quattro giorni fa.

"Sulla mia pelle aveva invaso il web," spiega Cucchi in un post su Facebook, "Una valanga di eventi organizzati in tutta Italia per la proiezione. La cosa mi ha fatto un enorme piacere e mi ha scaldato il cuore vedere ancora una volta quanto interesse e quanto calore ci sia intorno a Stefano e a questo bellissimo film su di lui. Devo pertanto confessare tutto il mio dispiacere e la mia amarezza per il fatto che tutto questo sia stato cancellato in un batter d'occhio da Facebook. Scomparso". Lo denuncia Ilaria Cucchi sullo stesso Facebook, parlando del film di Alessio Cremonini che alla Mostra di Venezia ha aperto la sezione Orizzonti e spiegando che "Noi non abbiamo voce in capitolo, possiamo forse comprenderne le ragioni ma mi dispiace e non poco."

Perché non si può organizzare una serata con gli amici (più i loro amici e gli amici degli amici)? Nel giorno in cui si vota la riforma europea del copyright — riforma che i giornali non vi hanno spiegato — il motivo va cercato nella legge italiana del diritto d’autore (l.d.a.), la legge 633 del 1941.

Secondo l’art. 45 l.d.a., nel cinema “l'esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell'opera cinematografica spetta a chi ha organizzato la produzione stessa” ovvero il produttore, in questo caso Lucky Red. A questo si aggiungono i diritti di esclusiva di autorizzazione della riproduzione, della distribuzione, di autorizzare il noleggio e la messa a disposizione del pubblico (art. 78-ter l.d.a.).

Se Lucky Red ha scelto di usare anche il canale Netflix per la distribuzione e la messa a disposizione del pubblico, lo ha fatto pensando a un compenso tarato sul numero di utenti di Netflix che lo potrebbero guardare. Ma l’uso di Netflix è previsto per un ambiente domestico e non pubblico. Vedere il film su Netflix invece che al cinema priverebbe Lucky Red di ingenti introiti visto che non sarebbe coperto né dai biglietti del cinema né dagli abbonamenti Netflix e falserebbe, inoltre, il conto del numero degli spettatori, fattore che in questo specifico caso assume un'importanza significativa data la tematica e l'impatto sociale dell'opera.

Del resto, aldilà che il film sia su Netflix, anche possedendo un DVD del film non è possibile organizzare una proiezione collettiva senza il permesso del produttore. A confermarlo è anche la SIAE che sul suo sito ricorda che, “se hai già acquisito dagli aventi diritto il permesso per utilizzare l’Opera Cinematografica, dovrai rivolgerti a SIAE per pagare il giusto compenso agli aventi diritto delle colonne sonore dei film”.

Nel caso in cui la proiezione avvenisse senza consenso, il produttore potrebbe agire in giudizio (art. 156) chiedendo una somma risarcitoria per ogni violazione e la proibizione della rappresentazione (art. 157).

Sul sito dell’associazione stefanocucchi.it si affronta il problema informando che fino al 12 ottobre il film potrà essere visto in pubblico solo al cinema. Da quella data si potranno organizzare proiezioni pubbliche contattando l’associazione o autonomamente la casa di produzione Lucky Red.

Al momento il film sarà visibile, oltre che su Netflix, in oltre 60 sale che potete trovare qui.

Segui Vincenzo su Twitter: @vincenzotiani