Ascolta "Scuba," il primo singolo dei Regata
Fotografia di Riccardo Ronchi.

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Ascolta "Scuba," il primo singolo dei Regata

I Regata dicono di fare "easy wave," scrivono testi che non assomigliano a quelli di nessuno e saranno la vostra nuova scoperta italiana preferita.

Credo sinceramente che i Regata siano uno dei gruppi più fighi che ho avuto il piacere di scoprire negli ultimi anni, e non è una cosa che mi capita spesso quando si parla di band italiane. Perché possiate condividere il mio entusiasmo, però, dovete rispondere a una serie di requisiti. 1) Vi esaltano le cose un po' senza tempo a metà tra i decenni, partendo dagli Ottanta e arrivando a oggi? 2) Vi sale l'odio ogni volta che sentite un gruppo che ci starebbe ma canta in inglese scaccio o dice cose romantiche e/o politico-sociali super scontate? 3) Non disdegnate i tastieroni pacchiani quanto i chitarrini con il delay dato che avete un passato da indie kid del nuovo millennio di cui non vi pentite del tutto? Se avete risposto sì ai precedenti tre punti, abbiate gioia nell'ascoltare qua sotto "Scuba," il primo singolo dei Regata. I Regata dicono di fare "easy wave," che è un modo figo per auto-descriversi e sfruttare il sempre fertile potenziale immaginifico della parola "wave." Ma c'è da dire sono effettivamente easy, i loro pezzi: non semplici ma scialli, resi tali—credo—da una capacità di scrittura testuale fluente e originale. È difficile spiegarmi nello spazio che una premiere regala, ma le parole e le frasi che il loro cantante Alessandro sceglie non sono automaticamente paragonabili a qualcosa. E lì sta il loro valore: "Mi sono perso in città, ho detto a un vigile che volevo entrare nelle case degli altri / Guardare l'arredamento, lui dice che non si fa, allora ho preso una squadra e un compasso / Traccio le rotte che nessuno ha previsto," dice per esempio "Scuba." E non so che cosa voglia dire esattamente, ma mi sembra la mini-trama di un mini-racconto. "Scuba" segue 3 Tracce, un EP che fino a qualche tempo fa era su Bandcamp e oggi non c'è più. Presumo sia perché i ragazzi hanno trovato un'etichetta, cioè V4V Records, e quei brani verranno riscritti e riconfezionati e ripubblicati. Ne ho parlato comunque con Alessandro dato che ero riuscito a scaricarli prima che svanissero: sono tre gemme che spero possiate ascoltare presto, e per ora potete provare a immaginarvi leggendo le parole di chi le ha scritte. Qua sotto, appena dopo il video di "Scuba," chiacchieriamo un attimo di chi sono i Regata.

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Noisey: Mi fai un riassunto di chi siete da dove venite e che fate? Io ho visto il nome "Regata" la prima volta per un concerto che avete fatto coi Dags!. Mi son detto "Chi sono questi?" aspettandomi un'altra band math rock, e invece mi son trovato voi. Ed è stata una bella sorpresa.
Alessandro: Io mi chiamo Alessandro, canto e suono la chitarra. Giovanna suona il synth ed è veterinaria. Luca è il batterista, studia lingue straniere e vende articoli sportivi. Il basso lo suona il computer. Viviamo a Imola. Se ci chiedono cosa suoniamo, sintetizziamo così: Easy Wave. Sentendo 3 Tracce ho pensato le seguenti cose. 1) Hey, i Lust for Youth italiani (Intendo i Lust for Youth di International, che per me è un discone)! 2) Hey, cantano in italiano e non dicono cose che li fanno assomigliare a nessun altro! E questo punto due per me è molto, molto importante. perché non so bene come descrivere la vostra scrittura, ma mi sembra davvero fresca e particolare. Perché non usate parole scontate, e soprattutto vi grattate via l'aura di amatorialità che permea chi canta in inglese senza saperlo fare benissssssimo.
I Lust for Youth li abbiamo visti dal vivo due anni fa al Diagonal di Forlì. Ricordo che si muovono tra '80, '90 e cose attuali. Effettivamente lo facciamo anche noi. L'elemento che prevale nei Regata però è quello post-punk, perlomeno nelle intenzioni! Dedichiamo non poco tempo all'arrangiamento e alla scelta dei suoni dopodiché non insistiamo nel pulirli o patinarli eccessivamente. È una scelta più concettuale che altro. Produciamo quasi tutto in un garage con una strumentazione modesta, poi facciamo una breve tappa in studio per ritoccare il mixaggio e masterizzare… tipo what you see is what you get. Invece, riguardo ai contenuti ed eventuali confronti con altre cose, da autore dei testi, ti informo che sull'attuale panorama nostrano sono semi-analfabeta, mi mancano i termini di paragone! Non mi pongo troppo il problema di distinguermi da qualcosa o emulare qualcos'altro. I momenti di scrittura li sento come una questione privata, tendenzialmente mi isolo quando penso ai testi. Dunque se non senti contaminazioni particolari, posso capirlo. Mi fai una mini-storia dei tre pezzi di 3 Tracce? In "Nel plancton" che c'entra Satana col Po? Qual è la "Parabola dei Celibi?" Che cos'è?
Le 3 Tracce sono fuori circolazione ma le ripubblicheremo. "Nel plancton" è una storia ambientata dove il fiume Po diventa mare, ma l'ho scritta pensando alla mia città, agli oratori e ad altri luoghi. Volevo giocare su certe convenzioni. Quanto a Satana, stavo cercando una figura tipica della mitologia popolare… avrei potuto scegliere lo Yeti, i dischi volanti o lo Spirito Santo. "Crampi", in sintesi, parla di una ragazza che non riesce più ad amare perché trascorre il suo tempo cercando di tenersi aggiornata e inizia a confondere le sue idee con quelle che legge sulle riviste. "La parabola dei Celibi" è nata dopo aver sentito la storia del chimico brianzolo che sviluppò una nuova sostanza poi si accorse che il prodotto non aveva alcun impiego industriale e decise di farne un giocattolo per bambini e inventò il Crystal Ball. Il titolo è preso da una serie dell'illustratore gotico Alberto Martini risalenti ai primi del '900. Mi è rimasta impressa quella intitolata "La veneredissepolta": due macabri signori in cerca di appagamento estraggono una ragazza da una bara. È comico e profondo: osservandolo capisci che l'intento dell'illustratore non è dipingerli come mostri. È molto umano, per niente bigotto, compassionevole.

Fotografia di Riccardo Ronchi.

In voi sento gli anni ottanta nelle percussioni e nelle tastierone, sento le chitarrine tutte brillanti quasi indie rock di metà anni zero MA reimpostate su una struttura che non la fa sembrare stantie. Le sentite anche voi?
Ci sentiamo un po di '80, un po di '90, un po' di elettronica vecchia e moderna. Quando tre anni fa ci siamo incontrati, avevo già scritto i brani che attualmente suoniamo dal vivo ma ho percepito da Luca e Giò talmente tanti stimoli, e così diversi tra loro, che abbiamo deciso di riarrangiare tutto in modo da far convergere i nostri gusti in un genere che potesse calzare a tutti e tre. Inizialmente in sala prove passavamo tempo a discutere sui generi musicali e le band preferite più che suonare. Uscivano un sacco di nomi tipo La Quiete, Tears for Fears, New Order, Gorilla Biscuits, NOFX, Death Grips, Ben Khan, Busta Rhymes, Justin Timberlake. In "Scuba" cantate "Io tiro fuori per te / Il Piero Angela che è in me." Tema: Piero Angela è un boss. Parliamone.
"Scuba" in un certo senso è una storia a cavallo tra retrospettiva e ambizioni future. Sono partito da alcune immagini un po' vaghe che avevo in testa: Quark, i documentari della National Geographic. Andando in profondità ho capito la matrice di quei ricordi e l'ho resa più o meno esplicita nel ritornello. Nel testo la figura di Piero Angela appare un po' ironicamente come guida turistica ma credo si percepisca che si tratta di qualcosa di più complesso di una gita in località esotiche. E "Scuba" come nasce rispetto ai pezzi di 3 Tracce? È qualcosa di diverso? È nata dalla stessa sessione? È nata dopo?
È una canzone abbastanza recente. Ho incontrato un amico che mi ha canticchiato una mia vecchia melodia, manco ricordavo di averla scritta! Ho provato a incollarla sulla struttura ritmica e mi ha convinto. Sui synth abbiamo usato un tocco sia moderno che retrò, anni '90. Conclusa la "base" musicale, mi suonava abbastanza attuale e ho voluto provare a metterla un po' in contrasto con un testo "classico". Abbiamo provato alcuni arrangiamenti poi, ci siamo ritrovati allo Studio Harem con Barbara (Niccolò dei Pop_x) e Giacomo Laser che hanno detto la loro, dopodiché musica e parole hanno raggiunto una forma più sensata. I Regata suoneranno il 31 maggio al Sidro Club di Savignano sul Rubicone. Segui Noisey su Twitter e Facebook.